1964 - 2014: Cinquant'anni della "Croce del Nord" - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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1964 - 2014: Cinquant'anni della "Croce del Nord"

Radio Archivio
Collocato all'interno del Braccio di Orione, un braccio secondario della spirale galattica, il Sole orbita attorno al centro della Via Lattea ad una distanza media di circa 26 000 anni luce e completa la propria rivoluzione in 225-250 milioni di anni. Tra le stelle più vicine, poste entro un raggio di 17 anni luce, il Sole è la quinta più luminosa in termini intrinseci: la sua magnitudine assoluta, infatti, è pari a +4,83. Se fosse possibile osservare la nostra stella da α Centauri, il sistema stellare più vicino, essa apparirebbe nella costellazione di Cassiopea con una magnitudine apparente di 0,5. Il simbolo del Sole consiste di una circonferenza con un punto al centro (Unicode: U+2609 = Sun symbol.svg; entità nei linguaggi HTML, XML e derivati: ☉ = ☉). Il Sole è l'unica stella la cui forma possa essere apprezzata semplicemente alla vista, grazie al suo diametro angolare apparente medio di 32' 03" d'arco, che varia però a seconda del punto in cui la Terra si trova nel corso della sua orbita: raggiunge infatti il valore massimo (32' 35") quando il nostro pianeta si trova al perielio, mentre il valore minimo (31' 31") all'afelio. Simili dimensioni apparenti consentono, previo l'utilizzo di particolare strumentazione ed adeguate protezioni, di osservare i dettagli della superficie della nostra stella allo scopo di rivelare e studiare i fenomeni che la caratterizzano. A occhio nudo è possibile distinguere il disco solare al tramonto o in presenza di nebbia e nubi, quando l'intensità luminosa è sensibilmente minore. Tali osservazioni permettono, seppure in rare circostanze, di osservare delle macchie solari particolarmente estese. Utilizzando poi un modesto telescopio, dotato di un adeguato filtro o utilizzato in modo da proiettare l'immagine della stella su uno schermo bianco, è possibile osservare agevolmente le macchie solari e i brillamenti. Tuttavia, a causa dei rischi a cui è soggetta la retina dell'occhio, l'osservazione del Sole senza le giuste protezioni è dannosa alla vista: infatti, la forte radiazione può provocare la morte di parte delle cellule della retina, deputate alla visione, oppure la degenerazione di alcune strutture oculari, come il cristallino.
Croce del Nord - Stazione Radioastronomica di Medicina (Bo), presso il Centro Visite Marcello Ceccarelli. L'osservatorio Croce del Nord, situato a circa 30 Km da Bologna e gestito dall'Istituto di Radioastronomia dell'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), ospita due strumenti: la grande Croce del Nord (di proprietà dell'Università di Bologna) e una antenna parabolica da 32 metri di diametro. La Croce del Nord è oggi costituita da due rami perpendicolari lunghi 564 metri (Est-Ovest) e 640 metri (Nord-Sud) e possiede un’area di raccolta complessiva di 30.000 mq. Una tale superficie rende l’antenna sensibile a  sorgenti radio molto deboli. L’antenna osserva “attraverso” una finestra larga circa 2.7 MHz centrata ad una frequenza di 408 MHz, ed è stata utilizzata principalmente per effettuare mappature ad alta sensibilità di vaste aree di cielo e quindi produrre ampi cataloghi di sorgenti. Tali cataloghi sono e sono stati di fondamentale importanza per la ricerca astronomica. La Croce del Nord, detta ‘Croce’ è stata utilizzata inoltre per lo studio delle stelle pulsar e per l’indagine spettrometrica dell’emissione proveniente dal gas interstellare, con la rilevazione delle righe relative all’idrogeno e al carbonio ionizzati. Attualmente lo strumento è in fase di conversione al fine di essere utilizzato nell’ambito del programma internazionale SKA (Square Kilometre Array), ovvero per la realizzazione di un radiotelescopio di nuova generazione, con una superficie di raccolta di un chilometro quadrato. La ‘Croce’ rappresenta infatti un ideale banco di prova per effettuare test su tecnologie e sistemi di acquisizione dati che confluiranno nello SKA. La Parabola da 32 metri presente nell'osservatorio Croce del Nord è impiegata sia per osservazioni interferometriche che ad antenna singola: in ambito interferometrico l’antenna lavora in contemporanea con le altre antenne del consorzio EVN (European Very Long Baseline Interferometry Network), collocate in diversi paesi Europei, allo scopo di produrre immagini ad altissima risoluzione, estremamente utili per analisi molto dettagliate delle sorgenti radio. Lo strumento può ricevere segnali radio in bande comprese tra 1.4 GHz e 23 GHz, ed è sfruttato anche per progetti ad antenna singola quali la spettrometria di sorgenti maser-H2O e del metanolo, la variabilità di flusso di varie sorgenti compatte extragalattiche, osservazioni polarimetriche di regioni della galassia, lo studio di comete, l’indagine di sistemi planetari extrasolari, l’osservazione radar di asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra (in collaborazione con la NASA). Un’altra applicazione delle osservazioni astronomiche interferometriche alla Croce del Nord è nell’ambito della geodinamica. Le tecniche VLBI consentono infatti di misurare le distanze tra le varie antenne con una precisione millimetrica. Si possono quindi studiare i moti della crosta terrestre con un livello di precisione non raggiungibile da altre tecniche. La Stazione di Medicina (Croce del Nord) partecipa anche al progetto SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence). Il SETI si propone di analizzare i segnali radio provenienti dallo spazio alla ricerca di un segnale artificiale, che costituirebbe una prova inconfutabile dell’esistenza di un’altra civiltà tecnologicamente avanzata nel cosmo.  Questa ricerca, la cui probabilità di successo è, per ragioni statistiche, molto bassa, viene condotta senza interferire con le normali osservazioni astronomiche. Lo strumento utilizzato per il SETI (SERENDIP IV) è collegato in parallelo alla parabola e analizza automaticamente il segnale raccolto dall’antenna, 24 ore su 24, ovunque essa osservi. In questo modo l’attività SETI avviene senza richiedere tempo osservativo o personale dedicati. L’Istituto di Radioastronomia gestisce anche una seconda parabola, identica a quella di Medicina, situata a Noto (Sicilia). Una terza antenna, di 64 metri, è invece in costruzione presso la località San Basilio (Cagliari).
 
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