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CADE IL PALAZZO DEL PARADISO CELESTE

Radioastronomia
 
 


APPUNTI DI RADIOASTRONOMIA
a cura di Giovanni Lorusso IK0ELN
IARA Group, SAIt, SdR Radioastronomia UAI



 
Una pulsar, nome che stava originariamente per sorgente radio pulsante, è una stella di neutroni, nome derivante dal fatto che contiene 20 volte più neutroni che protoni. Nelle prime fasi della sua formazione, in cui ruota molto velocemente, la sua radiazione elettromagnetica in coni ristretti è osservata come impulsi emessi ad intervalli estremamente regolari. Nel caso di pulsar ordinarie, la loro massa è pari a quella del Sole, ma è compressa in un raggio di una decina di chilometri, quindi la loro densità è enorme. Il fascio di onde radio emesso dalla stella è causato dall'azione combinata del campo magnetico e della rotazione. Le pulsar si formano quando una stella esplode come supernova II, mentre le sue regioni interne collassano in una stella di neutroni congelando ed ingigantendo il campo magnetico originario. La velocità di rotazione alla superficie di una pulsar è variabile e dipende dal numero di rotazioni a secondo sul proprio asse e dal suo raggio. Nel caso di pulsar con emissioni a frequenze del kHz la velocità superficiale può arrivare ad essere una frazione significativa della velocità della luce, a velocità di 70.000 km/s.




 
CADE IL PALAZZO DEL PARADISO CELESTE
 
Il «Palazzo del Paradiso Celeste», in Cinese Tiangong 1. Trattasi della stazione spaziale cinese lanciata nello spazio nel 2011 che ha accelerato la sua discesa senza controllo verso la Terra e si prevede che si schianterà al suolo entro pochi mesi!
La stazione spaziale cinese, di circa nove tonnellate, è stata utilizzata per le diverse missioni e nel 2001 ha ospitato a bordo anche la prima astronauta (Taikonauta) cinese, Liu Yang. Ma dal 2016 non ha risposto più ai comandi inviati da terra e i funzionari cinesi dell’Agenzia Spaziale Cinese C.N.S.A. hanno confermato di averne perso il controllo, aggiungendo che sarebbe precipitata sulla Terra tra il 2017 e il 2018; in quanto si è immersa in un raggio più denso dell’Atmosfera Terrestre ed ha cominciato a cadere più velocemente, raggiungendo il Perigeo Terrestre intorno ai 300 Km. Sebbene si sia creato uno stato di allarme, la Comunità Scientifica Internazionale assicura che eventuali danni a persone o cose sono molto remoti. Tuttavia fino a 6-7 ore dall’impatto al suolo non sarà possibile prevedere quando e  dove impatteranno i resti del «Palazzo del paradiso cinese». Purtroppo nelle minacce dallo Spazio, oltre agli Asteroidi, Bolidi e Superbolidi, vanno aggiunti anche i Detriti Spaziali (non sarà il caso di fare la raccolta differenziata?). Gli Space Debris – Detriti Spaziali, area di ricerca radioastronomica da parte dei radiotelescopi professionali ed anche amatoriali.
 
Dott. Giovanni Lorusso (IK0ELN)
VLBI. La Very Long Baseline Interferometry (VLBI) (Interferometria a Base Molto Ampia) è una tecnica di interferometria astronomica utilizzata in radioastronomia. In VLBI un segnale emesso da una radiosorgente, quale un quasar, viene raccolto da più radiotelescopi dislocati sulla Terra. Viene quindi calcolata la distanza tra i radiotelescopi del sistema rilevando la differenza di tempo del segnale sorgente in arrivo ai diversi telescopi. Questo consente di effettuare l'osservazione di un oggetto tramite molti radiotelescopi la cui risultante è una combinata simultanea, emulando così un telescopio di dimensioni pari alla massima distanza tra i telescopi del sistema. I dati ricevuti da ogni antenna del sistema includono i tempi di arrivo sincronizzati con un orologio atomico locale, come un maser all'idrogeno. In un secondo momento, i dati sono combinati con quelli provenienti dalle altre antenne che hanno registrato lo stesso segnale radio, producendo l'immagine risultante. La risoluzione ottenibile utilizzando la tecnica interferometrica è proporzionale alla frequenza di osservazione. La tecnica VLBI consente una distanza tra i telescopi molto maggiore di quella possibile con l'interferometria convenzionale, che richiede che le antenne siano fisicamente collegate tramite cavo coassiale, guida d'onda, fibra ottica o altro tipo di trasmissione cablata. L'incremento della distanza tra i telescopi è possibile nella VLBI grazie allo sviluppo della tecnica di imaging chiamata closure phase, sviluppata da Roger Jennison negli anni 1950, che consente al sistema VLBI di produrre immagini con una risoluzione ben superiore. La VLBI è sfruttata maggiormente per l'imaging di radiosorgenti cosmiche lontane, il monitoraggio di veicoli spaziali e per applicazioni in astrometria. Inoltre, poiché la tecnica VLBI misura le differenze di tempo tra l'arrivo delle onde radio sorgenti alle varie antenne del sistema, può essere utilizzata anche al contrario per eseguire studi sulla rotazione terrestre, precise mappature millimetriche dei movimenti delle placche tettoniche ed altri tipi di studi geodetici. Tale tecnica richiede una notevole mole di misurazioni di differenze temporali per un segnale in entrata da una sorgente a notevole distanza (come un quasar) studiato per un certo periodo di tempo da una rete mondiale di antenne.
 
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