Sdr Radioastronomia U.A.I. - Unione RadioAstronomia Italiana - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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Sdr Radioastronomia U.A.I. - Unione RadioAstronomia Italiana

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All'inizio della sua storia, l'astronomia si occupò unicamente dell'osservazione e della previsione dei movimenti degli oggetti celesti che potevano essere osservati ad occhio nudo dall'uomo. I primi astronomi erano rappresentati dai sacerdoti di uno specifico culto religioso, in grado di svolgere una funzione utile alla società, creando i primi calendari, indispensabili per l'organizzazione della vita sociale ed agricolo-pastorale. Molti astronomi cercarono una risposta su il perché del ciclo dei fenomeni del cielo, il perché la giornata si alternava tra il dì e la notte, e la divisione delle fasi lunari nell'arco di 29 giorni. I Greci diedero importanti contributi all'astronomia, soprattutto attraverso Ipparco ed Eudosso; culminati con l'opera di Claudio Tolomeo.
 

Cos'è la Sezione di Ricerca RadioAstronomia UAI


L'uomo ha impiegato millenni per scoprire che la stupenda visione che abbiamo dell'Universo altro non e' che una parziale panoramica di un opera ben più immensa. Questa complessa molteplicità può essere compresa attraverso l'osservazione e lo studio dell'Universo in tutto lo spettro elettromagnetico.
La radioastronomia riesce a compiere tale studio in una cospicua parte di tale spettro, in particolare nella sua parte più bassa in frequenza arrivando fin su ai confini con l'infrarosso. Per compiere questo genere di osservazioni la radioastronomia utilizza i radiotelescopi, strumenti molto sofisticati formati da antenne, ricevitori e quant'altro serva per registrare e visualizzare i dati.
Il flusso di radiazione delle radiosorgenti captate dai radiotelescopi viene emesso da esse in seguito a diverse tipologie di fenomeni fisici. Dall'analisi dei segnali ricevuti tramite un radiotelescopio è possibile risalire alle caratteristiche dell'oggetto emittente ed ai suoi meccanismi di emissione.
Oggi anche l'astrofilo può studiare l'universo in radio. Grazie alla veloce innovazione tecnologica a cui stiamo assistendo da alcuni decenni, molti tipi di strumentazione un tempo appannaggio dei centri di ricerca ufficiale sono oggi invece anche disponibili agli astrofili che stanno cominciando ad interessarsi alla radioastronomia seppur entro i limiti imposti dalla potenza degli apparati amatoriali.
La SdR RadioAstronomia UAI vuole essere per gli astrofili italiani un punto di incontro in cui riuscire a far convergere progetti comuni di divulgazione e di ricerca amatoriale della radioastronomia, in piena sinergia con le realtà ed i gruppi già attivi sul territorio nazionale ed internazionale come lo IARA Group (Italian Amateur Radio Astronomy Group) ed altri.

Salvatore Pluchino
Responsabile Sezione di Ricerca
Radio Astronomia UAI
http://radioastronomia.uai.it

Solo molto dopo si scoprì che le stelle sono oggetti molto lontani, e, con l'avvento della spettroscopia fu provato che esse erano sì, simili al Sole, ma differenti quanto a massa, temperatura e dimensioni. Con l'avvento della spettroscopia fu infatti possibile studiare la natura fisica degli astri, che portò all'astrofisica, ovvero alla fisica applicata allo studio dei corpi celesti. L'esistenza della nostra galassia, la Via Lattea, e la comprensione che essa fosse un ammasso isolato di stelle rispetto al resto dell'Universo, fu provata solamente nel XX secolo, assieme alla scoperta dell'esistenza di altre galassie. Molto presto, grazie all'utilizzo della spettroscopia, ci si accorse che molti oggetti presentavano redshift, ossia uno spostamento dello spettro verso il rosso rispetto a quanto ci si attendeva. Questo era spiegabile solo con l'effetto Doppler, che fu interpretato come una differenza di moto negativa, ovvero di allontanamento rispetto al nostro pianeta. Venne formulata allora la teoria dell'espansione dell'Universo.


La RadioAstronomia Earth-Based

La RadioAstronomia Earth-Based come la parola stessa suggerisce, include la ricerca radioastronomica effettuata con strumenti situati sulla superficie terrestre. Ad oggi è la branca più consistente della ricerca in termini di numero di installazioni e di radio-osservazioni prodotte sia a livello professionale (e quindi della ricerca ufficiale) sia a livello amatoriale.
Nacque parecchi decenni fa, intorno agli anni '30 del secolo scorso, quando Jansky - un ingegnere della Bell Telephone - tentò di risolvere l'enigma dei disturbi che affliggevano le comunicazioni transoceaniche e scopri' che essi erano originati da fenomeni naturali che fino ad allora non si conoscevano. Tali fenomeni sembravano provenire dal centro della nostra Galassia, la Via Lattea, e da questa scoperta quasi per caso iniziò l'interesse per lo studio del cielo in radio (leggi l'articolo su IARA).
A distanza di anni la ricerca radioastronomica ha compiuto passi da gigante consentendoci di risolvere oggetti con risoluzioni estreme e di svelare talvolta complessi e misteriosi meccanismi fisici legati indissolubilmente alle emissioni di tali oggetti celesti nella banda radio.
Ad oggi le installazioni Earth-Based o appunto Terrestri sono davvero tantissime e differiscono tra loro per le dimensioni, le tipologie di attrezzature e di tecniche utilizzate e non per ultimo per le bande radio osservative. In Italia possiamo vantare una delle installazioni più famose al mondo, che proprio in questo periodo (2004) sta festeggiando il suo 40° anniversario di attività come scrutatrice dell'Universo Radio, sto parlando della "Croce del Nord di Medicina", uno strumento di grandi dimensioni (leggi la scheda su IARA) il cui riflettore E-W a forma di cilindro parabolico misura ben 560 metri in lunghezza e ben 36 in larghezza, e il cui braccio N-S è formato da ben 64 cilindri più piccoli che misurano 24 metri ciascuno. Le dimensioni di questi giganti della radioastronomia sono notevoli per un motivo fondamentale: la risoluzione angolare ottenibile nelle osservazioni è fortemente condizionata dal rapporto tra l'apertura e la lunghezza d'onda osservata, per cui è necessario disporre di superfici di raccolta distribuite su grandi aree per poter ottenere delle radio-mappe del cielo con una buona risoluzione angolare.
La RadioAstronomia Earth-Based ad oggi occupa il 99% delle prospettive disponibili al radio-astrofilo per fare ricerca amatoriale. Indubbiamente ciò è dovuto alla relativa facilità con cui si può disporre di antenne di piccole e medie dimensioni, ricevitori e dispositivi di diversa natura che completano un radio-telescopio amatoriale. Già da parecchio tempo in Italia operano alcuni radio-astrofili. Alcuni di essi alcuni decenni fa aprirono la strada verso le radio-osservazioni amatoriali di oggetti celesti come il Sole o alcuni pianeti, ma anche verso lo studio di alcuni fenomeni atmosferici come il meteor-scatter generato dalla ionizzazione dell'atmosfera ad alte quote ad opera dell'impatto con essa degli sciami meteorici che periodicamente incrociano il nostro pianeta lungo la sua orbita attorno al Sole.
Per il radioastrofilo le possibilità offerte dalla RadioAstronomia Earth-Based sono molteplici. Con una modesta spesa e un sufficiente bagaglio di conoscenze tecniche ed elettroniche si è in grado di osservare in radio i principali oggetti celesti, come alcuni brillanti oggetti deep-sky (vedi Cygnus A, o il centro galattico) ma anche pianeti come Giove o la Luna ed ancora la nostra stella, il Sole che ogni giorni regala agli appassionati degli scenari piuttosto dinamici ed interessanti. Giove dal canto suo offre tutta una varietà di fenomeni curiosi ed interessanti a frequenze relativamente basse (in banda HF intorno ai 30MHz), con diverse tipologie di segnali che possono essere ricevuti e studiati anche dal radio-astrofilo. Gli sciami meteorici sono probabilmente - insieme all'osservazione solare - le radio-osservazioni che danno una forte emozione a chi si avvicina per le prime vole (e non solo) a questa branca dell'astronomia.
Da non tralasciare in tutto ciò il ruolo importante del radio-astrofilo che riesce il più delle volte a produrre risultati osservativi di tutto rispetto, utili alcune volte anche alla ricerca ufficiale impegnata ogni giorno dell'anno in progetti molto dispendiosi in termini non solo economici ma anche di "tempo d'antenna". Proprio a questo proposito è importante sottolineare l'apporto che i radio-astrofili potrebbero dare a grandi progetti di ricerca come il monitoraggio dei NEOs (Near Earth Objects) potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta o ancora il progetto SETI (Search of ExtraTerrestrial Intelligence) che molti oggi conoscono indirettamente per i famosi "salvaschermi" che facciamo girare sui nostri PC ma che potrebbe essere anche supportato da concreti progetti di ricerca con radio-osservazioni effettuabili da sistemi di antenne ancora alla portata di Gruppi o Associazioni.


Salvatore Pluchino
- SdR RadioAstronomia UAI

 
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