Appunti di Radioastronomia: Destinazione Giove - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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Appunti di Radioastronomia: Destinazione Giove

Radioastronomia
 
 


APPUNTI DI RADIOASTRONOMIA
a cura di Giovanni Lorusso IK0ELN
IARA Group, SAIt, SdR Radioastronomia UAI



 
Nell'Apocalisse gli angeli versano «le sette coppe dell'ira di Dio» sulla Terra. L'Armageddon viene dopo il versamento della sesta coppa: « Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e le sue acque si prosciugarono perché fosse preparata la via ai re che vengono dall'Oriente. E vidi uscire dalla bocca del dragone, da quella della bestia e da quella del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane. Essi sono spiriti di demoni capaci di compiere dei miracoli. Essi vanno dai re di tutta la terra per radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente. (Ecco, io vengo come un ladro; beato chi veglia e custodisce le sue vesti perché non cammini nudo e non si veda la sua vergogna).) E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon.» Resurrezione dei morti. Particolare del rosone rappresentante l'Apocalisse nella chiesa Sainte-Chapelle, Parigi, ca. 1200. Questo passaggio è ambiguo, non è chiaro se vi è davvero successo qualcosa o se il raduno degli eserciti è solo un simbolo. Infatti, vi fu in quel posto un raduno dell'esercito romano in preparazione di uno degli attacchi a Gerusalemme nel 67 d.C.

DESTINAZIONE GIOVE


Introduzione di IZ8.IAW Giuseppe D'AMELIO.

Quando Giovanni, IK0ELN mi inviò la nota emessa dalla NASA, ricordo di averla letta attentamente, più volte. La nota informativa della NASA riportava una richiesta di collaborazione rivolta ai radioamatori di tutto il mondo, intesa a collegare la sonda della missione spaziale Juno, sulla banda dei 28 Mhz, in CW! Credendo che si trattasse di uno scherzo, telefonai immediatamente a Giovanni per capire di che cosa si trattava. Giovanni mi rassicurò dicendomi che non era uno scherzo, ma una reale richiesta di collaborazione da parte dei tecnici della NASA. Tale collaborazione era richiesta in occasione del Flyby del 9 Ottobre 2013 intorno alla Terra della sonda interplanetaria Juno, meglio conosciuto come "effetto fionda", prima che si dirigesse verso Giove; ed i radioamatori dovevano cliccare sul tasto telegrafico il loro nominativo di stazione e l'esclamazione radioamatoriale HI, in modo che il trasponder di bordo della navicella avrebbe provveduto a registrare tutti i nominativi dei collegamenti effettuati e ritrasmetterli in tempo reale alla sala di controllo della NASA. Così, adesso, il mio nominativo IZ8IAW viaggia a bordo della Juno con destinazione Giove, dove giungerà nel 2016. Mentre la NASA ha voluto ringraziare i radioamatori, me compreso, inviandoci una bellissima QSL (Fig.1). Ma lasciamo che sia IK0ELN Giovanni ha parlarne in maniera più dettagliata.



Indubbiamente è motivo di orgoglio per i radioamatori aver collaborato con la NASA nel corso della missione spaziale Juno. L'esperimento che ha coinvolto i radioamatori è stato "Juno's Radio and Plasma Wave experiment", ed i collegamenti radio sono avvenuti con la sonda quando si trovava a circa 37.mila Km dalla Terra e sono stati ricevuti distintamente dai tecnici dei laboratori del J.P.L. - Jet Propulsion Laboratory di Pasadena – California. Va aggiunto che lo scopo della missione Juno è quello di studiare la Magnetosfera del pianeta gassoso, da dove si scatenano le tempeste geomagnetiche, ed i fenomeni delle Aurore polari di Giove. Ma questa non è stata l'unica volta che gli enti spaziali hanno richiesto la collaborazione dei radioamatori. Infatti, il 10 Febbraio 2006, nel corso di una missione extra veicolare della Stazione Spaziale Internazionale, i due astronauti dell'E.S.A. – European Space Agency, Valery Tokarev e William Mc Arthur lanciarono nello spazio una tuta spaziale contenente un apparecchio radioamatoriale, il quale trasmetteva messaggi in sei lingue diverse e immagini in SSTV. L'esperimento fu chiamato "Suit Sat-1" e coinvolse le scuole di ogni ordine e grado; ma sopratutto i radioamatori, che da sempre sono una comunità interessata alla I.S.S. Nella tasca interna della tuta era stato inserito un ricetrasmettitore che, per circa una settimana, trasmise messaggi registrati sulla frequenza di 145.990 Mhz. Inoltre, in ogni messaggio vennero inserite parole nascoste che gli alunni delle scuole dovevano individuare per poi comunicarle ai radioamatori del team ARISS – Amateur Radio International Space Station, per la premiazione finale. E furono davvero tante le scolaresche che, munite di un radioricevitore, riuscirono a identificare i messaggi e comunicarli immediatamente ai radioamatori che, compilate le graduatorie, assegnarono il premio finale dell'E.S.A. Quando poi, dopo una settimana di trasmissioni, le batterie contenute nell'apparecchio radio della vecchia tuta russa Orlan si scaricarono completamente, l'esperimento Suit Sat-1 terminò; la tuta vuota rimase in orbita per altre sei settimane, ed al rientro nell'atmosfera terrestre si bruciò completamente. Ma non finisce qui! La prossima missione vedrà la sonda Hayabusa 2 della JAXA – Japan Aerospace Exploration Agency destinata allo studio dell'Asteroide 1999*JU3, per la raccolta di campioni da riportare sulla Terra dopo circa sei anni. Ebbene la Hayabusa 2 metterà in orbita il satellite DESPATCH (Deep Space Amateur Troubadour's Challenge) dotato di un trasmettitore per l'esperimento della ricezione dei segnali da lunga distanza da parte dei radioamatori. Quindi un incarico affidato ai radioamatori per sperimentare le radio comunicazioni interplanetarie. Ma come recita un vecchio proverbio: ... non ci può essere futuro se non esiste il passato!Per cui ritorniamo a parlare di Giove e dei radioamatori. Anni addietro, per l'esattezza nell'anno 1994, in occasione degli impatti su Giove dei frammenti del nucleo della cometa Shoemaker-Levy 9, avvenuti tra il 16 e il 22 Luglio 1994, la NASA diramò un bollettino nel quale invitava gli astrofili e i radioamatori ad osservare l'evento, in banda ottica; ed in banda radio sulla frequenza di 20.100 Mhz. Inizialmente la cometa orbitava intorno al Sole, poi l'8 Luglio 1992, dopo aver completato il Perielio, fu catturata dalle enorme campo magnetico di Giove, e le sue forze mareali provocarono lo smembramento del nucleo cometario, procurando la caduta dei frammenti nella densa atmosfera di Giove (Fig.2). A quell'epoca io vivevo in Puglia e ricordo che per tale occasione fummo in tanti a portarci sul Promontorio del Gargano, muniti di telescopi, binocoli astronomici, camere fotografiche, ricevitori, dipoli e computer di prima generazione che pesavano un accidente! Una vera spedizione scientifica! Ma, un'ardua impresa, se si considera l'impiego dei mezzi primordiali usati nel lontano 1994! Per tale evento scientifico non ci fu nessuna QSL della NASA; soltanto il ricordo e le nostre foto salvate sui mitici Floppy. Però, con le attuali tecnologie radioamatoriali, oggi, è veramente facile osservare l'attività di Giove. Pensiamo alle tempeste magnetiche gioviane, dove è sufficiente un ricetrasmettitore H.F. sintonizzato sui 20 Mhz, collegato ad un velocissimo computer con un semplice programma free per l'analisi di spettro per poter rilevare le sorgenti emesse dal pianeta. Purtroppo la nostra vista non ci consente di osservare le onde radio, altrimenti Giove ci apparirebbe come l'oggetto più brillante dopo il Sole, sopratutto quando si scatenano le tempeste magnetiche. Tuttavia cercherò di dare alcune spiegazioni che mi auguro possano dare una idea delle emissioni radio gioviane. Dunque, va detto subito che l'artefice delle tempeste magnetiche di Giove è il satellite IO, che è una delle lune di Giove (Fig.3); in quanto, avendo un vulcanesimo molto attivo, dispone di un campo magnetico tale da perturbare l'enorme campo magnetico di Giove, facendo collidere gli elettroni tra di loro provocando i DAM, cioè le particelle cariche che, spiraleggiando intorno alle linee di campo magnetico di Giove, producono la radiazione di ciclotrone, dando così luogo alle tempeste magnetiche. I DAM sono di due tipi: le onde decametriche emesse dai poli magnetici di Giove, osservabili intorno alla frequenza di 20.100 Mhz; e le onde decimetriche emesse a più basse latitudini, difficilmente osservabili perché troppo basse per i ricevitori di terra. Va aggiunto che i segnali ricevibili cambiano a seconda della loro durata, a volte simili alle onde del mare che si infrangono sugli scogli; a volte simili allo scoppiettio dei pop corn cotti in padella; di pari cambiano gli echi rilevati dall'analisi di spettro sul monitor del computer (Fig.5). Infine è bene precisare che il fenomeno non è costante, ma avviene soltanto quando il satellite IO è al periastro, cioè quando la sua orbita è molto vicina al pianeta (Fig.4 e videoclip di animazione). Ma per maggiori approfondimenti visitate il sito della NASA http://radiojove.gsfc.nasa.gov/ in quanto ricco di informazioni e utili suggerimenti. Giove è il quinto pianeta del nostro sistema solare ed è talmente grande che potrebbero starci dentro ben 1300 pianeti come la Terra; la sua forza di gravità è tale che un uomo di 70 Kg peserebbe 185 Kg; la sua atmosfera è composta principalmente di anidride carbonica (CO2) e si suppone che il suo nucleo roccioso sia addirittura più piccolo della Terra. Buona parte delle informazioni di questo pianeta ci sono pervenute attraverso le suggestive immagini inviateci dalle sonde Vojager 1 e Vojager 2; dalle sonde Pioner 10 e Pioner 11; dalle sonde Ulysses e Galileo. Nel 2016 sarà la volta della sonda Juno che viaggia spedita verso Giove con a bordo tutti i nominativi dei radioamatori che l'hanno collegata!

Cieli sereni
ik0eln Giovanni Lorusso

Esistono tre tipi differenti di neutrino: il neutrino elettronico νe, il neutrino muonico νμ e il neutrino tauonico ντ, in diretta relazione rispettivamente con i leptoni del modello standard (elettrone, muone e tauone). La gran parte dell'energia di una supernova collassante viene irradiata in forma di neutrini, prodotti quando i protoni e gli elettroni del nucleo si combinano a formare neutroni. Questa reazione produce un flusso considerevole di neutrini. La prima prova sperimentale di questo fatto si ebbe nel 1987, quando vennero rilevati i neutrini provenienti dalla supernova 1987a. La massa dei neutrini e le sue conseguenze. Nel Modello Standard (MS) i neutrini sono ipotizzati esistere privi di massa. Tuttavia, esperimenti recenti suggeriscono che ciò sia falso. Infatti, flussi di neutrini possono oscillare tra i tre autostati di interazione, in un fenomeno conosciuto come oscillazione dei neutrini (che fornisce una soluzione al problema dei neutrini solari e a quello dei neutrini atmosferici). Questo, inevitabilmente, induce a modificare il MS, introducendo dei termini nuovi per soddisfare la richiesta che i neutrini siano particelle dotate di massa.
 
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