Eclissi totale di Luna del 27 Luglio 2018 - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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Eclissi totale di Luna del 27 Luglio 2018

Radioastronomia
 
 


APPUNTI DI RADIOASTRONOMIA
a cura di Giovanni Lorusso IK0ELN
IARA Group, SAIt, SdR Radioastronomia UAI



 
Una pulsar, nome che stava originariamente per sorgente radio pulsante, è una stella di neutroni, nome derivante dal fatto che contiene 20 volte più neutroni che protoni. Nelle prime fasi della sua formazione, in cui ruota molto velocemente, la sua radiazione elettromagnetica in coni ristretti è osservata come impulsi emessi ad intervalli estremamente regolari. Nel caso di pulsar ordinarie, la loro massa è pari a quella del Sole, ma è compressa in un raggio di una decina di chilometri, quindi la loro densità è enorme. Il fascio di onde radio emesso dalla stella è causato dall'azione combinata del campo magnetico e della rotazione. Le pulsar si formano quando una stella esplode come supernova II, mentre le sue regioni interne collassano in una stella di neutroni congelando ed ingigantendo il campo magnetico originario. La velocità di rotazione alla superficie di una pulsar è variabile e dipende dal numero di rotazioni a secondo sul proprio asse e dal suo raggio. Nel caso di pulsar con emissioni a frequenze del kHz la velocità superficiale può arrivare ad essere una frazione significativa della velocità della luce, a velocità di 70.000 km/s.
 
Laboratory of Astronomy
ASTRONEWS

Eclissi Totale di Luna del 27 luglio 2018

Uno dei tanti fenomeni che il cielo ci offre gratuitamente è l’Eclissi Totale di Luna (Fig.a); questo anno visibile anche dall’Italia ed è il più lungo degli ultimi 100 anni. Ma non è tutto, perché l’evento astronomico del 27 Luglio 2018 vedrà la Luna e Marte protagonisti di un incontro ravvicinato, il quale tingerà la Luna di rosso (La Luna Rossa) come risultato dell’Eclissi Totale di Luna. Dunque il cielo notturno del 27 luglio sarà illuminato da due palle di fuoco: Artemide (La Luna) che si vestirà di rosso e il dio della guerra (Marte). Uno spettacolo da non perdere! Marte infatti, trovandosi all’opposizione rispetto al Sole raggiungerà il massimo della visibilità e sarà affiancato dalla Luna, rossa pure lei per effetto dell’ombra creata dall’Eclissi Totale. Due oggetti celesti che resteranno ben visibili nel cielo estivo per più di un’ora. Un duplice evento davvero eccezionale che inizierà alle 19:13 e si concluderà alle 02:31, con il momento di massima che sarà alle 22:21. Va precisato che nelle principali città italiane, quali: Roma, Milano, Napoli e Palermo, l’Eclissi inizierà alle 19:15 e terminerà alle 01:29 (Fig.b).
Per cui occorrerà attrezzarsi di telescopi e binocoli, anche di modesta apertura ottica (un 10x50 va già bene) ma, non da meno la possibilità di seguire l’evento anche a occhio nudo da località con basso inquinamento luminoso. Ma come avviene un Eclissi Totale di Luna? Come ben noto, in circa un mese, la Luna descrive un’orbita ellittica intorno alla Terra, la quale si muove intorno al Sole, che, a sua volta illumina entrambe. Per avere l’Eclissi di Luna, occorre che la Luna si nasconda dietro la Terra e, quindi, dalla luce del Sole. Pertanto appare evidente che l’allineamento necessario Sole-Terra-Luna, generi un Eclissi di Luna dovuta all’ombra sulla superficie lunare proiettata dalla Terra. Questa condizione corrisponde geometricamente alla fase di Luna Piena. Va aggiunto però che la Luna Piena non è sufficiente a comporre una Eclissi, altrimenti ne avremmo una al mese, perché occorre che l’allineamento Sole-Terra-Luna sia perfetto; e cioè entro margini strettissimi, altrimenti avremmo Eclissi Parziali o assenza di Eclissi. Altro fenomeno rilevabile durante la fase di totalità dell’Eclisse è osservare che la Luna acquista un caratteristico colore bronzeo dovuto al fatto che in quel momento l’atmosfera terrestre riflette verso la Luna la porzione rossa dello spettro elettromagnetico. Una curiosità è che, se ci fossero astronauti sulla superficie lunare, quella che per noi terrestri è un’eclissi di Luna, agli astronauti apparirebbe come un’Eclissi Totale di Sole e nella fase totale dell’Eclissi, dalla Luna vedrebbero un’aureola rossastra intorno alla Terra, ovvero l’atmosfera terrestre che dirige verso il satellite la radiazione più rossa. Cieli Sereni.
                                                                                  
Dott. Giovanni Lorusso (IK0ELN
VLBI. La Very Long Baseline Interferometry (VLBI) (Interferometria a Base Molto Ampia) è una tecnica di interferometria astronomica utilizzata in radioastronomia. In VLBI un segnale emesso da una radiosorgente, quale un quasar, viene raccolto da più radiotelescopi dislocati sulla Terra. Viene quindi calcolata la distanza tra i radiotelescopi del sistema rilevando la differenza di tempo del segnale sorgente in arrivo ai diversi telescopi. Questo consente di effettuare l'osservazione di un oggetto tramite molti radiotelescopi la cui risultante è una combinata simultanea, emulando così un telescopio di dimensioni pari alla massima distanza tra i telescopi del sistema. I dati ricevuti da ogni antenna del sistema includono i tempi di arrivo sincronizzati con un orologio atomico locale, come un maser all'idrogeno. In un secondo momento, i dati sono combinati con quelli provenienti dalle altre antenne che hanno registrato lo stesso segnale radio, producendo l'immagine risultante. La risoluzione ottenibile utilizzando la tecnica interferometrica è proporzionale alla frequenza di osservazione. La tecnica VLBI consente una distanza tra i telescopi molto maggiore di quella possibile con l'interferometria convenzionale, che richiede che le antenne siano fisicamente collegate tramite cavo coassiale, guida d'onda, fibra ottica o altro tipo di trasmissione cablata. L'incremento della distanza tra i telescopi è possibile nella VLBI grazie allo sviluppo della tecnica di imaging chiamata closure phase, sviluppata da Roger Jennison negli anni 1950, che consente al sistema VLBI di produrre immagini con una risoluzione ben superiore. La VLBI è sfruttata maggiormente per l'imaging di radiosorgenti cosmiche lontane, il monitoraggio di veicoli spaziali e per applicazioni in astrometria. Inoltre, poiché la tecnica VLBI misura le differenze di tempo tra l'arrivo delle onde radio sorgenti alle varie antenne del sistema, può essere utilizzata anche al contrario per eseguire studi sulla rotazione terrestre, precise mappature millimetriche dei movimenti delle placche tettoniche ed altri tipi di studi geodetici. Tale tecnica richiede una notevole mole di misurazioni di differenze temporali per un segnale in entrata da una sorgente a notevole distanza (come un quasar) studiato per un certo periodo di tempo da una rete mondiale di antenne.
 
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