Attivazione Stazione Radio Speciale all'Osservatorio Astronomico C.R.T. di Castelmauro (Campobasso) Sabato, 15 Giugno 2013 - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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Attivazione Stazione Radio Speciale all'Osservatorio Astronomico C.R.T. di Castelmauro (Campobasso) Sabato, 15 Giugno 2013

Radio Archivio
L'archivio storico delle notizie e delle attività radioamatoriali è la terza e ultima fase della vita dell'archivio, almeno secondo la teoria e la legislazione italiana. Questa fase si attua per evitare che le notizie sui radioamatori non siano più visibili. Un archivio diventa storico dopo che sono state pubblicate nella home page di www.iw6on.it per un certo periodo, durante i quali vanno gradualmente ad affievolirsi fino a pressoché estinguersi gli interessi di natura pratica per attività radioamatoriale degli atti in esso contenuti; d'altro canto dopo un po' di tempo si considera ormai maturato un interesse di tipo culturale e storico radiantistico, per questo l'archivio viene messo a disposizione su una sezione dl sito mosse da fini di studio. La vita dell'archivio è scandita da una fase di formazione nel presente (l'archivio corrente), una fase di transito (l'archivio di deposito) ed una fase finale, senza scadenza temporale (l'archivio storico, appunto). Teoricamente ogni anno gli archivisti dovrebbero preparare la documentazione vecchia per la fase storica; nella pratica ciò avviene più frequentemente per blocchi di mesi per mesi. L'archivio diventato ormai storico viene così trasferito nella cosiddetta sezione separata (che spesso è sinonimo di archivio storico stesso), o in un archivio di concentrazione (come un Archivio di documenti), dove i radioamatori possono recarsi per visionare gli eventi o attività radioamatoriali e studiare il materiale ivi presente. L'archivio storico ha finalità "prevalentemente" culturali, ma non unicamente: si pensi agli Archivi della legislazione radiantistica, che custodiscono documenti che ancora dopo molti decenni producono effetti giuridici. Infatti gli archivi dei radioamatori vengono passati agli Archivi di Stato solo dopo alcuni anni di deposito. Le operazioni che avvengono in questa fase sono il riordinamento, la predisposizione di mezzi di corredo e strumenti per la ricerca e, infine, la predisposizione per la fruizione da parte di terzi.

Attivazione Stazione Radio Speciale all'Osservatorio Astronomico C.R.T.
di Castelmauro (Campobasso)  Sabato, 15 Giugno 2013


Era nei nostri programmi quello di svolgere una giornata all'insegna della scienza presso una struttura astronomica del Molise, e gli ingredienti giusti non ci mancavano. Disponevamo di un modernissimo Osservatorio Astronomico Molisano, dotato di un Telescopio completamente robottizzato: il C.R.T. - Castelmauro Robotic Telescope, gentilmente messoci a disposizione dal Direttore Scientifico Ing. Prof. Dario Mancini; avevano ricevuto conferma di partecipazione dal Prof. Giovanni Lorusso, IK0ELN, che sarebbe intervenuto con una sua conferenza sulla Radioastronomia; avevamo il piacere di avere tra noi il Prof. Lucio Bucci, Geografo di fama mondiale, che avrebbe relazionato tutto l'evento con un suo saggio; ed avevamo ottenuto il nominativo speciale II8.OAMM <ii8.Osservatorio Astronomico Monte Mauro> per attivare la stazione radio commemorativa. Quindi, dopo una ulteriore riunione tra i soci della nostra sezione, ci siamo immediatamente messi all'opera, preparando dipoli, antenne direzionali, antenne circolari ed antenne verticali, su varie bande di frequenza da installare sul tetto dell'osservatorio. Per cui, già dal Venerdi, 14 Giugno, abbiamo raggiunto l'osservatorio per installare le antenne, le apparecchiature radio, ed i computer, rientrando a casa a notte inoltrata. Ma veniamo al giorno 15 Giugno 2013. Come da accordi via e.mail, alle ore 8:30 circa, IK0ELN Giovanni, proveniente da Roma, ha fatto la sua prima chiamata sul nostro ripetitore R.3alfa, informandoci sulla sua posizione e stimando il tempo rimanente per raggiungere l'osservatorio. Partito di buon ora, l'amico Giovanni, con a seguito il suo collaboratore IZ0GIS Eraldo Bulgarelli, aveva mantenuto la sua tabella di marcia e ci avvisava di aver appena lasciato l'autostrada A/1 Roma-Napoli al casello di San Vittore e, dopo una buona colazione in un bar del posto, si accingeva a viaggiare sulla superstrada denominata  "Trignina" che costeggia il fiume Trigno, in direzione Isernia-Vasto San Salvo, per raggiungere il Comune di Castelmauro. Di pari, noi, dopo aver preso a bordo Il Prof. Lucio Bucci, in autocolonna composta da cinque auto, ci accingevamo a raggiungere Castelmauro. Mentre l'Ing. Dario Mancini, era in viaggio da Castelgrande (Potenza) dove dirige anche l'Osservatorio Astronomico T.T.1 di Toppo di Castelgrande, per raggiungerci di li a poco. E, poiché il Prof. Bucci, in qualità di Geografo, dalla nostra macchina osservava attentamente il paesaggio lungo il percorso, contemplandone gli scenari naturali e le bellezze circostanti, gli abbiamo chiesto di scrivere un suo saggio filosofico su questo evento svoltosi sulla cima di Monte Mauro, sede dell'osservatorio. Un impegno che lui si è preso con piacere e che qui vi proponiamo.


**Ad totius universi scientiam**

A margine della "passeggiata" all’osservatorio astronomico
di Castelmauro di Sabato 15 Giugno 2013


Armati di antenne parabole radio ricetrasmittenti, in una solare giornata della tarda primavera, di buon mattino, partiamo alla volta di Castelmauro. Dobbiamo incontrare nel locale osservatorio astronomico "Giovanni Boccardi" i professori Giovanni Lorusso e Dario Mancini che ci avvicineranno alla conoscenza dell’universo.
  Ci lasciamo presto alle spalle la città disturbata per un percorso nella natura attraverso le fragili colline argillose del medio Molise avvolte dal giallo profumo delle ginestre che ne tappezzano i dissestati versanti. Attraversiamo borghi, o ne lambiamo i confini, dai nomi suggestivi: Civitacampomarano, Lucito, Castelbottaccio, Castelmauro. Sono piccoli centri, poco più che villaggi, sereni e silenziosi, distesi sulle malferme colline strapiombanti sulle valli o seminascosti in esse, custodi gelosi di una vita a misura d’uomo, evocanti atmosfere ormai perdute.
 Borgo è parola dalle risonanze profonde, romantiche. A me piace molto, avendone spesso fatto il centro delle mie esperienze emotive. Visitandoli in diverse occasioni, la mia personale storia si è fusa, come per incanto, con la storia delle loro comunità. Borghi e castelli. Ogni borgo ne ha uno (a volte anche nel nome), in posizione eminente, a dominio delle sottostanti abitazioni. Castelli, rocche, fortificazioni, torri! La storia si fa geografia, il passato presente. Borghi, castelli e tratturi. I tratturi (ne intravvediamo lembi a Lucito e dintorni) che percorrono il loro territorio e il cammino della transumanza!  Le famiglie che ancora la praticano, tra Molise e Puglia, sono un omaggio alla memoria, alla poesia degli affetti e dei sentimenti che oscillano perennemente tra sogno e realtà, tra partenze e ritorni, tra attese e ricongiungimenti.
 È sorprendente, per questi ed altri motivi, la immediata spontaneità con la quale ci si lega agli esili grappoli di case dei borghi del Molise – e quelli che oggi attraversiamo ne sono un fulgido esempio - alla purezza dell’aria, al colore dei loro cieli, alla musica delle nevi, al filo delle colline, alle rocce aspre dei monti, all’afflato umano della loro gente. Negli elementari volumi delle abitazioni in parte ristrutturate  cogli una sorta di geografia antica eppure ancora presente: le figure umane che esse evocano, ferme nella storia e nel paesaggio, sono in prevalenza vecchi che, immobili su sghembe panchine, seduti sull’ultima sillaba del tempo, celebrano il senso ‘lento’ della vita oggi mortificata dal rumore e dalla fretta. Spesso sedendo davanti alle loro case ho incontrato visi puliti, forse scavati dalla tristezza, ma sempre autentici.
 Superato il centro di Castelmauro e accantonate le personali emozioni sospese tra geografia storia e tradizioni, nella luce di un sole finalmente estivo, saliamo per una stretta strada fino a m 1050 nella località che ospita l’osservatorio astronomico "Giovanni Boccardi".   Ginestre e ancora ginestre: colori e profumi che abbagliano e seducono.
 Altrettanto seducenti si riveleranno le parole del prof. Giovanni Lorusso da Roma dal quale apprendiamo che siamo figli delle stelle (gli elementi presenti nei nostri corpi sono gli stessi diffusi negli spazi cosmici!), che la vita sulla Terra è stata possibile soltanto perché la vicina Luna, schermo elettromagnetico protettivo, le impedisce di ruotare molto più velocemente e nefastamente, che la stessa Luna si va allontanando lentamente ma inesorabilmente dal suo pianeta sino a dovere in futuro annullarne la vita (verranno a mancare le maree con conseguenze dannose sul clima ma scompariranno, con la scomparsa della vita, anche gli esseri lunatici e i lupi mannari!).
  Giovanni ha l’occhio penetrante del fanciullo nel quale si trasmette l’ ‘umore’ dello scienziato che indaga ricerca scopre ma non possiede verità. L’approdo dei suoi studi ti invita a pensare. Ma è il posto medesimo che suggerisce riflessioni. La collina dell’osservatorio è un posto dove meditare. Ha un effetto calmante. Crea un senso di tranquillità, immobilità e calma. La mente può espandersi e liberare l’immaginazione.
 È il luogo della conoscenza scientifica, ma è anche il luogo della spiritualità. Gli elementi che lo compongono sono pochi, semplici, ma altamente significativi perché permettono di cogliere l’essenzialità delle necessità vitali, il raggiungimento e il mantenimento dell’armonia interiore. E, prima ancora dell’osservatorio astronomico, è il luogo stesso l’asse di collegamento fra la terra e il cielo. E nel silenzio d’altura che ci attraversa possiamo meditare, contemplare la vita e i suoi misteri senza aver paura. E il paesaggio che si dispiega davanti a noi, dalle montagne d’Abruzzo (la Majella su tutte) al verde Adriatico e alla testa del Gargano, ha un senso di profondità che è la profondità della vita.
 Ringraziamo Giovanni. Lo abbiamo apprezzato perché ci ha comunicato in modo comprensibile il suo "interno", l’amore per la scienza, per la conoscenza dell’universo  (Ad totius universi scientiam è il suo motto!) con una forza d’animo sincera, umana.
 Sono le tredici. Esigenze meno nobili ci catapultano in un agriturismo dove mangiamo per più ore,  più del dovuto, pietanze preparate secondo ritmi e modi antichi, lenti e sapienti, e presentate senza eccessi e inopportuni formalismi. Anche nel cibo offertoci con tanta istintiva naturalezza crediamo di poter scoprire le nostre radici, di uomini del tratturo e della fatica, del silenzio e della sobrietà; dal cibo, anche noi creature istintive ed essenziali, sapremo trarre l’ispirazione per salvare la memoria e la suggestione tra passato e presente?
 Una ferale notizia ci raggiunge quando siamo al caffè: uno spaventoso incidente stradale tra un pullman di linea e un furgone ha causato la morte di quattro persone e il ferimento di altre trasportate in ospedale in gravi condizioni. Sembra che la causa dell’incidente sia stata l’alta velocità del furgone che si è scontrato frontalmente con l’autobus.
 Affranti torniamo all’osservatorio. Il prof. Dario Mancini da Napoli, ingegnere di fama internazionale, si rivolge a noi, lontano da una concezione elitaria ed aristocratica della divulgazione della scienza. Lo ammiriamo perché sa andare dentro le cose, come per scoprirvi, forse, una parte sconosciuta di se stesso. È come se la luce della conoscenza scientifica tout court e delle conoscenze astronomiche in particolare trascorresse dagli spazi siderali incommensurabili  sulle nostre menti, sul manufatto da lui voluto e diretto e sulla campagna e i borghi e scandisse spazi geografici ed affettivi. A fatica seguiamo spiegazioni sul funzionamento del telescopio, stante la nostra insufficiente preparazione di base in materia di astronomia, ma più facilmente riusciamo a individuare nel cielo notturno i corpi che lo popolano. Riusciamo a seguire, anche grazie a un fascio di luce lasar, per qualche minuto anche la stazione spaziale in orbita attorno al nostro pianeta. La luminosissima Vega e le costellazioni più familiari come il Grande Carro e il Piccolo Carro con la Stella Polare, Cassiopea, sono alla nostra portata. Abbiamo qualche esitazione, invece, nell’individuare Giove che confondiamo in un primo momento con Venere.
 Intanto Vittorio, con petulante e insistente tenacia, si radiocollega con altri radioamatori. Penso alle tecnologie di cui disponiamo. Oggi siamo tutti connessi, mi vien fatto di pensare, ma distanti. Ed è una distanza che va oltre quella degli astri. E un po’ mi rattrista.
 Il gracchiare della radio di Vittorio non dà tregua. Intanto le pale del vento che punteggiano il territorio del Molise arrossiscono. È il momento di andare. Ma tutti vogliamo tornare. A veder le stelle in notti buie con il telescopio che attende di essere pulito. Lo vuole soprattutto Mario, il figlio adolescente di Giuseppe D’Amelio, il propositivo presidente della sezione Molise dei radioamatori di Campobasso. Lo vogliono Claudio, Filippo, Vittorio. Lo voglio anch’io, naturalmente. Mi interessa lo studio dell’astronomia soprattutto in funzione della geografia, disciplina che ho insegnato e amo per i suoi lati interessi.

Campobasso, Domenica 16 Giugno 2013
          Lucio Bucci, geografo



Sono quasi le quattro del mattino. Ormai Vittorio IW8XOI è rimasto senza voce a causa dei  collegamenti radio effettuati con le molteplici stazioni dall'Italia e dall'estero; il sottoscritto, IZ8IAW Giuseppe, unitamente agli altri soci che hanno contribuito fattivamente alla realizzazione di questo programma, siamo davvero stremati  dalla fatica, ma appagati di aver realizzato  un evento scientifico, che ha visto Giovanni giungere da Roma per relazionare ai numerosi presenti nella sala convegno dell'osservatorio, come è nata la Radioastronomia, informarci sulle moderne tecniche di osservazione in banda radio e le possibilità offerte anche dai nostri apparati radio per svolgere la ricerca amatoriale. Ed inoltre, la presenza dell'Ing. Mancini, giunto da Castelgrande, in provincia di Potenza, per mostrarci le suggestive immagini presentate nel corso della sua conferenza e riferite all'osservazione di corpi celesti, distanti milioni di anni luce dalla Terra, osservati nella banda dei Raggi X, nella banda dei Raggi Gamma e nell'Ultra Violetto, e nella banda ottica; meravigliose immagini riprese dal Robotic Telescope di Castelmauro e dal TT1 di Toppo di Castelgrande. Infatti, oggetti come le galassie, le nebulose, ma anche il nostro Sole, su queste gamme di frequenza, appaiono completamente diversi da come siamo abituati a vederli nelle immagini di routine, e mostrano dettagli che non appaiono ai nostri occhi. E nel corso della visita alla cupola che ospita questo prezioso strumento ottico, l'Ing. Mancini ci offrì un'ampia spiegazione tecnica sull'uso e sui sistemi di osservazione. Ma veniamo alla stazione radio speciale II8.OAMM, operata continuatamente da Vittorio, IW8XOI, il quale afferma di essere sbalordito dai tanti collegamenti radio effettuati, sicuramente favoriti dalle ottime condizioni  di propagazione del 24° Ciclo Solare; ma anche dalla novità del collegamento! Sempre Vittorio, aggiunge di aver ricevuto tantissimi complimenti per l'iniziativa, invitando il team di Campobasso a ripeterla, magari da altre strutture scientifiche. E' notte fonda, con un ultimo sforzo di volontà, decidiamo di smontare tutte le apparecchiature e far rientro a Campobasso. Ringraziamo  doverosamente l'Ing. Mancini, il quale ci ribadisce la piena disponibilità della struttura scientifica di Castelmauro, ma anche di Toppo di Castelgrande. Poi, dopo aver salutato tutti,  in fila indiana, riprendiamo la via del ritorno, procedendo tra pianori e colline Molisane che, con il chiarore lunare, riaccendono l'estro del Prof. Bucci. Accendiamo l'apparato radio nelle nostre autovetture e ci sintoniziamo sull'R.3 alfa e, dalle alture di Monte Mauro, ascoltiamo IK0ELN Giovanni che, imboccata l'autostrada A/1 Napoli-Roma, ci chiama per un ulteriore saluto. Ma ecco che, da dietro i monti del Matese, comincia a fare capolino il Sole. Lo stesso Sole, di cui ci ha lungamente parlato l'Ing. Mancini nella sua relazione. E' l'alba di un nuovo giorno. Torniamo a casa stanchi, ma soddisfatti di essere stati artefici di una giornata culturale vissuta tra Radio, Astronomia e Geografia. Un connubio perfetto che ci ripromettiamo di rivivere tutti insieme, con gli stessi protagonisti, con gli stessi ingredienti!

         Il CD CISAR Campobasso



Notizie storiche dell'Osservatorio Astronomico "Giovanni Boccardi" di Castelmauro (Campobasso)

L'osservatorio C.R.T. Di Castelmauro è stato realizzato nell'ambito di una collaborazione tra il Comune di Castelmauro ed ATEC Robotica. E' dedicato a Padre Giovanni Boccardi che avviò un progetto, all'avanguardia per i suoi tempi nell'anno 1912. L'osservatorio di Monte Mauro è stato completato nel 2007, ad opera della Società ATEC Robotic, con una serie di fondamentali pecularietà in quanto consente di effettuare la ricerca scientifica anche in modalità robotizzata per la Fotometria CCD, per la ricerca dei Raggi Gamma, per la ricerca dei Detriti Spaziali ed è inserito nel Network Magellano per la gestione in remoto. La Direzione dell'osservatorio è affidata al Prof. Ing. Dario Mancini, astronomo ordinario INAF e già Direttore dell'osservatorio astronomico T.T.1 di Toppo di Castelgrande (Potenza)


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