La storia della C.I.S.A.R. Centro Italiano Di Sperimentazione Amatori e Radiotelecomunicazioni - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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La storia della C.I.S.A.R. Centro Italiano Di Sperimentazione Amatori e Radiotelecomunicazioni

C.I.S.A.R. Italia
Altre caratteristiche delle onde radio. Attenuazione. Il segnale a radiofrequenza che parte dalla sorgente e viene diffuso in aria dall'antenna è espresso, debole o forte che sia, in potenza espressa in unità di Watt (W). Durante il percorso che lo divide dall'antenna ricevente, questo segnale, che viaggia costantemente alla velocità della luce, che ricordiamo è di 299.793 Km al secondo (si arrotonda a 300.000) viene in parte attenuato da diversi fattori. Le perdite di propagazione sono dovute principalmente da: - la separazione (distanza) che intercorre tra il punto di origine e di arrivo delle onde; - gli effetti del terreno e a quelle generali del tragitto. Per la distanza: La prima attenuazione di un'onda comincia a verificarsi nel momento in cui essa lascia la antenna, visto che l'atmosfera non è uno spazio vuoto. Si può affermare che i segnali radio per propagarsi attraverso lo spazio, pagano un prezzo costante nel tempo. Gli elettroni, infatti, posti in oscillazione dall'onda, nello scontro con le molecole dei gas circostanti cedono parte della radiofrequenza che si trasforma in energia termica. Le perdite sono basse, in quanto la densità di gas nella ionosfera è piccola e si verificano in misura maggiore negli strati bassi, in particolare nello strato D, dove la pressione è massima. Le perdite sono inoltre tanto maggiori quanto più bassa è la frequenza infatti, al crescere della frequenza, le oscillazioni degli elettroni hanno minore ampiezza e quindi l’energia persa per gli urti è di entità minore. Il massimo assorbimento nelle bande radioamatoriali avviene sulla banda dei 160 metri, (1.830-1.850 KHz). In generale, il massimo livello di assorbimento avviene intorno ai 400 KHz, punto detto “girofrequenza”. Gli elettroni della ionosfera, in presenza di campo magnetico e sotto l’influenza dell’onda elettromagnetica, descrivono delle traiettorie ellittiche di dimensioni tanto minori quanto più alta è la frequenza che, diminuendo quest’ultima, aumentano le dimensioni e, intorno ai 400 KHz, avviene un fenomeno di risonanza: le traiettorie da ellittiche divengono a spirale, aumentando considerevolmente d’ampiezza con conseguenti forti perdite d’energia. La pioggia è addirittura ostacolo distruttivo delle onde in quanto, oltre che attenuarle perché le assorbe, le riflette in direzione diffusa, quindi anche diversa da quella prevista del campo. Inoltre, durante il percorso l'onda trasmessa da un'antenna si "gonfia" come una camera d'aria, per cui, in ogni punto d'origine nel quale il campo misurato risultava essere ad esempio di intensità pari a 100 dBm (per metro quadro), a distanza X dal punto di emissione, esso risulterà certamente minore perché distribuito in uno spazio più ampio. Il fronte d’onda si dilata proprio come il palloncino in figura. Per gli effetti del terreno: Nell'incidenza sul terreno l'onda può essere riflessa specularmente o in modo diffuso. Il primo caso avviene quando l'onda radio incontra una superficie che, per la sua conformazione fatta di poche irregolarità e avente l'ampiezza breve rispetto alla lunghezza d'onda, può essere considerata "liscia". L'onda non subisce sostanziali deformazioni. Breve citazione: la legge di Snell recita: "Le direzioni di propagazione delle onde incidenti e riflesse formano gli stessi angoli con la superficie di incidenza". L'onda che batte sul suolo con una inclinazione, ad esempio, di 30°, viene da esso riflesso in avanti con un angolo uguale.

La storia della C.I.S.A.R. Centro Italiano Di Sperimentazione Amatori e Radiotelecomunicazioni.

Di buon grado siamo felici di farci conoscere anche attraverso questo mezzo velocissimo, considerato che vogliamo parlarvi delle  nostre sperimentazioni.
Le lettere C.I.S.A.R. stanno per Centro Italiano di Sperimentazione (ed) Attività Radiantistiche; sotto queste lettere si nasconde un nutrito gruppo di radioamatori e radioascoltatori italiani, che hanno fatto della tecnica e della sperimentazione  il proprio cavallo di battaglia, o per lo meno ci provano!
La associazione C.I.S.A.R. venne fondata a Roma il 13 Novembre 1981, ad opera di un gruppo di Radioamatori romani: lo scopo era quello di portare avanti alcuni esperimenti nelle bande VHF e superiori, attraverso la sperimentazione di una serie di ponti  ripetitori collegati tra loro. Lo stesso Statuto Costitutivo cita la finalità di "riunire i radioamatori interessati alle ricetrasmissioni in generale ed in particolare sulle alte frequenze (VHF UHF SHF), promuovendo ogni lecita attività sociale  di istruzione e sperimentazione professionale, culturale, ricreativa", ed inoltre propone di "istallare e gestire, nei limiti ed alle condizioni fissate dalle disposizioni normative, ponti radio ripetitori, ed il collegamento tra gli stessi in dorsali  nazionali"; ma, accanto a ciò, ci era, e continua ad essere, la ferma intenzione di "promuovere la collaborazione dei radioamatori" e tutelare gli interessi dei Soci per quanto attiene l'attività specifica di radioamatore".
Questo volevano i suoi fondatori e i soci che, da subito, presero parte al sodalizio. E questo veramente fu immediatamente realizzato: non passarono che pochi mesi, che venne progettata e realizzata una rete di collegamenti tra alcuni ponti ripetitori  VHF (145 Mhz), mediante una dorsale di radiocollegamenti in UHF (432 Mhz) che attraversava tutta la penisola, sulla falsariga di uno schema di ponti ripetitori televisivi.
Stiamo parlando del 1981; anche se sembra ieri, ciò che era stato realizzato non solo riscosse una immediata eco di plausi, ma sembrò la soluzione ideale per dare uno spunto di vitalità a bande che erano poco considerate dai radioamatori. Si  parla di un periodo in cui la attività in queste frequenze era per lo più, ad uso esclusivo della banda laterale (SSB). Le antenne utilizzate in UHF erano direttive, e a polarizzazione orizzontale; non vi erano quelle ottime antenne che oramai vengono  sfoggiate da tutti con naturalezza, quelle belle omnidirezionali a 6 o 7 sezioni collineari, che guadagnano decine di decibel !
Chi si ricorderà, in quei periodi, ove anche la tranquillità e la poca affluenza permetteva, si potevano effettuare collegamenti tra regioni diverse italiane, con piccoli ricetrasmettitori da palmo VHF.
Il grande interesse per questo tipo di attività ebbe perfino uno strascico televisivo, quando un allora giovane Pippo Baudo ricevette, durante una trasmissione della Domenica IN, alcuni di questi super tecnici, che dimostrarono un collegamento dagli  studi di Roma, con Ischia e Treviso, con piccoli ricetrasmettitori portatili, e spiegarono il funzionamento e le finalità di una simile installazione. Anche in questo, il C.I.S.A.R. di strada ne ha fatta tanta; ma, soprattutto, l'ha fatta in salita  !
Infatti, dopo un periodo di tranquillità, cominciarono a manifestarsi alcuni inconvenienti, definirei, di natura pseudo-legale, che costrinse questa Associazione ad interessarsi a qualcosa che poco a che fare con la pura sperimentazione tecnica, ma,  sotto taluni aspetti, doveva pur interessare una Associazione che cominciava in pochissimi giorni a contare centinaia di soci.
Ben presto, ci si accorse che, per una serie di ragioni che nessuno ancor oggi ha compreso, tale utilizzo delle apparecchiature veniva ostacolato da alcuni organi del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Come tutti dovrebbero sapere, la nostra  attività è regolamentata dal Testo Unico del Regio Decreto nr. 645 del 1936, cu fece seguito il D.P.R. nr. 1214 del 1966, e successivamente sostituito dal più recente D.P.R. nr. 156 del 29 Marzo 1973. In particolare, questo testo del D.P.R. fa  riferimento ad un imminente Regolamento di Attuazione, mai pubblicato.
In soldoni, il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, costrinse i radioamatori italiani a sottostare ad alcune regole, come la autorizzazione al funzionamento, e la non collegabilità tra loro. Proprio per questo, ed altri motivi, il C.I.S.A.R.  si vide costretto a fare qualcosa.
Grazie all'interessamento di alcuni suoi soci, e soprattutto grazie alla genialità e alla ottima preparazione legale di I0UPL Ugo Pellegrino, venne preparato un testo di Legge che, una volta portato e votato in Parlamento, potesse rendere giustizia  allo stato di incertezza in cui tutt'oggi vive il radioamatore italiano.
In effetti i soli articoli 330 - 331 - 332 - 333 del famoso D.P.R. nr. 156 del 29 Marzo 1973, poco dicono, se non proprio nulla, in merito ai diritti e doveri del radioamatore italiano, lasciando - di fatto - un vuoto, colmato di volta in volta dai vertici  delle Direzione Centrale dei Servizi Radioelettrici del Ministero delle Poste, con la emanazione di circolari pseudo-legislative, di nessun valore giuridico.
La stessa introduzione delle Licenze Speciali in Italia, venne fatta in maniera arbitraria, perché nessuna Legge ne prevede l'esistenza, o dà al Ministero la facoltà di farlo.
L'unica cosa che dovevamo avere era un regolamento di Attuazione, previsto dai DPR sopra citati, mai venuto alla luce!


 
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