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Le onorificienze a Guglielmo Marconi

Guglielmo Marconi


Le onorificenze a Guglielmo Marconi

Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è un ordine cavalleresco di Casa Savoia nato dalla fusione dell'Ordine Cavalleresco e Religioso di san Maurizio e dell'Ordine per l'Assistenza ai Lebbrosi di san Lazzaro. L'ordine più antico, quello di San Lazzaro, fu fondato come ordine militare religioso al tempo del Regno Latino di Gerusalemme verso l'anno 1090.L'ordine era concepito per la cura dei lebbrosi, e molti suoi membri erano lebbrosi guariti divenuti cavalieri. Con la caduta di Acri nel 1291 i cavalieri di San Lazzaro lasciarono la Terra Santa e l'Egitto per trasferirsi prima in Francia, e poi, nel 1311, a Napoli. L'Ordine di San Maurizio, invece, venne fondato nel 1434 da Amedeo VIII di Savoia, in seguito divenuto l'antipapa Felice V. L'unificazione dei due ordini avvenne il 22 gennaio 1573 per volere del duca Emanuele Filiberto di Savoia tramite Magistrali Patenti. Nelle costituzioni del nuovo ordine i cavalieri dovevano possedere quattro quarti di nobiltà e dovevano vivere in convento per almeno cinque anni. Carlo Alberto aprì l'ordine anche ai non nobili e Vittorio Emanuele II lo ridusse a Ordine dinastico onorifico con i cinque gradi tradizionali: cavaliere di gran croce, grande ufficiale, commendatore, cavaliere ufficiale, cavaliere. In base alla XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana il 1º gennaio 1948, l'Ordine Mauriziano è conservato nel suolo dello Stato italiano riconducendolo all'esclusivo e originario compito di ente ospedaliero. Con la legge del 3 marzo 1951, nr.178, all'art.9, lo Stato italiano ha cessato il conferimento dell'ordine, consentendo comunque l'uso delle onorificenze già conferite, escluso ogni diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie. Trattandosi tuttavia di un Ordine Dinastico e non statuale, il conferimento è legittimamente proseguito in modo autonomo da parte della Casa di Savoia.

Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Ordine militare d'Italia. L'Ordine militare d'Italia è un'istituzione della Repubblica Italiana destinata a ricompensare "le azioni distinte compiute in guerra da unità delle forze armate nazionali (...) o da singoli militari ad esse appartenenti, che abbiano dato sicure prove di perizia, di senso di responsabilità e di valore". Deriva direttamente dall'antico Ordine militare di Savoia, istituito il 14 agosto 1815 dal Regno di Sardegna e riordinato nel 1956. L'intento iniziale del re Vittorio Emanuele I fu di creare una onorificenza che potesse sostituire quelle francesi, come la Legion d'onore, di cui furono insigniti numerosi soldati italiani che ebbero militato nelle armate di Napoleone. Infatti in questo periodo molti sovrani restaurati dal Congresso di Vienna preferirono creare onorificenze sostitutive piuttosto che abolire quelle già concesse, è il caso anche della Croce di ferro prussiana. Passata la tempesta napoleonica l'Ordine militare di Savoia fu abbandonato a favore del tradizionale Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Con decreto del 28 settembre 1855 fu ricostituito l'ordine per volere del re Vittorio Emanuele II e riformato dal generale Giacomo Durando. La riforma Durando previde l'attuale scala gerarchica e la concessione dell'onorificenza sia a cittadini italiani sia stranieri. La prima occasione per distribuire le medaglie del nuovo ordine riformato fu la guerra di Crimea. Furono decorati il comandante piemontese della spedizione Alfonso Lamarmora, il maresciallo di Francia Jean Jacques Pèlissier e il generale Giacomo Simpson. Nel 1877 fu decorato il deputato Francesco Crispi, unico civile decorato. Attuale capo dell'Ordine è il presidente della Repubblica; cancelliere e tesoriere è il ministro della difesa Giampaolo Di Paola.

Cavaliere di Gran croce dell'Ordine della Corona d'Italia

Ordine al Merito civile di Savoia. L'Ordine al Merito civile di Savoia era un'onorificenza del Regno d'Italia. L'Ordine al Merito Civile di Savoia venne istituito dal re Carlo Alberto il 29 ottobre 1831 per premiare chi, mediante lo studio o il lavoro, avesse onorato la corona o lo stato. L'ordine poteva essere inizialmente conferito solo ai cittadini sabaudi e successivamente venne esteso a tutti gli italiani. Ai cavalieri di tale ordine spettavano gli onori militari riservati agli ufficiali inferiori. Al momento dell'istituzione il limite massimo era di 40 cavalieri, limite successivamente portato a 50 nel 1859, a 60 nel 1861, ed a 70 nel 1887. Secondo lo statuto voluto da Carlo Alberto, erano ammessi all'ordine: Ai ministri di governo che avessero eseguito qualche atto rilevante in alta amministrazione del proprio incarico; Agli uomini di scienze e di lettere che si fossero grandemente distinti con la pubblicazione delle loro opere negli stati piemontesi o al di fuori di essi con l'autorizzazione regia; Agli ingegneri, architetti e artisti che si fossero grandemente distinti con la realizzazione di opere pubbliche negli stati piemontesi; Agli inventori e scopritori che avessero trovato invenzioni di grande vantaggio per la comunità o a quanti avessero dato contributi eccezionali per il perfezionamento di un'esistente; Ai professori e ai rettori di scienze o lettere di scuole, accademie e università, che si fossero distinti nel loro operato o che avessero pubblicato opere degne di nota. Dopo il 1946 l'Ordine al Merito civile di Savoia non è stato riconosciuto dalla Repubblica Italiana. Tuttavia, essendo un ordine antecedente alla costituzione del Regno d'Italia, esso ha continuato ad essere conferito dal re Umberto II fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983. Dal 1996 Casa Savoia ha ricostituito una branca dell'Ordine come associazione privata denominandola Ordine al Merito di Savoia.

Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia

Ordine al merito del lavoro. L'Ordine al merito del lavoro è un'istituzione della Repubblica Italiana ereditata dal Regno d'Italia. È destinato ai cittadini italiani, anche residenti all'estero, «che si siano resi singolarmente benemeriti», segnalandosi «nell'agricoltura, nell'industria, nel commercio, nell'artigianato, nell'attività creditizia e assicurativa». Il presidente della Repubblica è a capo dell'Ordine, retto da un apposito consiglio presieduto dal ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.  L'onorificenza deriva dal regio decreto n. 195 del 1º maggio 1898 con il quale Umberto I istituiva una «decorazione del merito agrario ed industriale e una medaglia d'onore», la prima d'esclusivo appannaggio di grandi proprietari terrieri o lungimiranti industriali, la seconda anche per loro dipendenti. Il vero «Ordine Cavalleresco al Merito Agrario Industriale e Commerciale» nasce con il regio decreto n. 168 del 9 maggio 1901 per volere di Vittorio Emanuele III. Il regio decreto 30 dicembre 1923 n. 3167, trasformò la precedente decorazione in due: l'attuale "Ordine Cavalleresco al Merito del Lavoro" o "Ordine al Merito del Lavoro", e la "Stella al merito del lavoro". L'Ordine del lavoro viene riordinato nel 1952 e nel 1986 in senso maggiormente restrittivo.

Cavaliere del lavoro — 26 ottobre 1902

Croce al merito di guerra. La Croce al merito di guerra è un'onorificenza dell'Italia. Istituita alla fine della Prima guerra mondiale, la Croce al merito di guerra venne concessa a tutti i combattenti italiani che avessero onorevolmente servito per un intero anno di guerra in zone di operazioni o fossero stati feriti in azione. Questa onorificenza venne consegnata alla quasi totalità dei combattenti della Prima guerra mondiale che, nel 1968, se ancora in vita, furono nominati anche cavalieri di Vittorio Veneto per decreto della Repubblica Italiana, in riconoscimento del servizio prestato durante il primo conflitto mondiale. È bene precisare dunque che l'onorificenza non è concessa per uno specifico atto di valore personale, ma è data in generale per le fatiche di guerra. La medaglia concessa per atti particolari di valore personale è la Croce di guerra al valor militare. Le Insegne. Questa medaglia, come del resto tutte le medaglie di merito, conobbe due versioni, una concessa dal regno d'Italia e una dalla repubblica italiana. Questo fatto è spiegabile che molti di quanti non avevano ottenuto l'onorificenza nel periodo regio poterono ottenerla durante il periodo repubblicano e ad ogni modo alla venuta della repubblica le onorificenze vennero tutte quante sostituite con quelle della repubblica italiana. Le insegne al merito di guerra della Repubblica Italiana vennero prevalentemente concesse ai partigiani che combatterono per la libertà durante il periodo 1943-1945. Durante il Regno d'Italia. La medaglia era costituita da una croce greca in rame riportante al diritto, sulle due braccia orizzontali, la scritta "MERITO DI GUERRA". Sulle braccia verticali si trova, in alto il monogramma coronato di Vittorio Emanuele III che istituì la decorazione. In basso si trova invece un gladio romano invaso di foglie d'alloro. Il retro della medaglia raffigurava in centro una stella a cinque punte raggiante sulle braccia della croce.

Croce al merito di guerra

Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918. La Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918 fu una medaglia concessa dal Regno d'Italia a tutti coloro che avessero partecipato alla Prima guerra mondiale. Prima di istituire una medaglia commemorativa della Grande Guerra, che era finita il 4 novembre 1918, si attese l’estate 1920 quando terminò anche l'impegno delle truppe italiane in Albania per la pacificazione di fazioni rivali. Con Regio Decreto n. 1241 promulgato il 29 luglio 1920 da Vittorio Emanuele III, fu istituita la "Medaglia Commemorativa della Guerra Italo-austriaca 1915-1918 per il compimento dell'unità d'Italia". Quindi tale medaglia celebrava innanzitutto la vittoria nella prima guerra mondiale, ma anche il completamento dell'unità d'Italia ed il 70º anniversario dell'inizio dei moti rivoluzionari che nel 1848 avevano scatenato la Prima guerra di indipendenza italiana. Il Nastrino. Il Decreto determinava che il nastrino della medaglia doveva avere gli stessi colori del Distintivo per le fatiche di guerra, che veniva così sostituito. Di fatto il nastro è pressoché identico a quello della Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza, che ha il rosso a sinistra e il verde a destra, in quanto il conflitto Italo Austriaco era considerato il proseguimento delle lotte per l'indipendenza. Criteri di eleggibilità.I Decreto stabilì che avevano diritto a ricevere la medaglia, gratuitamente a spese dello Stato, tutti i militari, militarizzati ed assimilati ed il personale dei corpi e reparti ausiliari che avevano preso parte alle attività di guerra sia in territorio nazionale che nel Dodecanneso, in Albania, in Siria e in Palestina. Il computo degli anni di campagna inizia il 24 maggio 1915 e termina il 4 novembre 1918, mentre per quanto riguarda i militari del contingente inviato in Albania il periodo utile venne esteso fino al 2 agosto 1920, data della stipula della Convenzione Italo-Albanese (R.D. 2 dicembre 1920 n. 1848 e Circolare Ministeriale 1 dicembre 1921 n. 601). Venne concessa in minima parte anche a soldati non italiani, in particolare francesi e ad alcuni austriaci poi divenuti cittadini italiani con l'annessione del Trentino che si fossero distinti in battaglia. Coniata nel bronzo nemico. La particolarità di questa medaglia, resa evidente nella scritta sul retro che cita "coniata nel bronzo nemico", è che il decreto istitutivo prevedeva che avrebbe dovuto essere "fusa col bronzo delle artiglierie tolte al nemico", anche se non è certo che effettivamente vennero realizzate con la fusione dei cannoni strappati agli austriaci durante la Prima Guerra Mondiale.

Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18

Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia. Il Risorgimento italiano fu celebrato da una serie di medaglie istituite dai tre sovrani che si succedettero durante il lungo processo di unificazione della penisola: la Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza e le diverse versioni della Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia, che furono concesse dal Regno d'Italia a quanti avevano partecipato alle operazioni belliche che portarono all'indipendenza italiana e successivamente, a tutti coloro che avevano partecipato alla prima guerra mondiale, in quanto fu in quella occasione che tradizionalmente si completò l'unità italiana con l'annessione del Trentino. Infine la medaglia fu conferita anche ai partecipanti alla Marcia su Roma ed alla Impresa di Fiume. Vittorio Emanuele II di Savoia. Con l'intento di celebrare quanti avevano preso parte alle battaglie che avevano portato, nel 1861 alla costituzione del Regno d'Italia, Vittorio Emanuele II con Regio Decreto n. 2174 del 4 marzo 1865 istituì la Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza e la concesse a tutti coloro che avevano combattuto nelle guerre per l'indipendenza e l'unità nazionale, cioè la Prima guerra di indipendenza del 1848-49, la Seconda guerra di indipendenza del 1859 e la Spedizione dei Mille, definita "Campagna per l'Italia Meridionale", del 1860-61. Tutti i militari di truppa ricevettero gratuitamente la medaglia e le relative fascette. Per i civili fu costituita una Commissione incaricata di esaminare i titoli che davano diritto alla medaglia accompagnata da una o più fascette. La medaglia andava portata con un nastro sul quale venivano applicate tante fascette d'argento quante erano le campagne cui si era partecipato. Il decreto stabiliva che la medaglia non poteva cumularsi con qualsiasi altra medaglia istituita in precedenza da comuni o governi e rilasciata per lo stesso titolo; fatta eccezione per quella dei Mille del comune di Palermo, quelle di Sant'Elena, di Crimea e quella francese per la campagna del 1859. La concessione di questa medaglia venne poi estesa a quanti avevano partecipato alla Terza guerra d'indipendenza del 1866 ed alla presa di Roma del 1870, successivamente ebbero diritto alla medaglia anche coloro che avevano partecipato alla Guerra di Crimea (1855-56) ed all'impresa dell'Agro Romano nel 1867.

Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia

Medaglia interalleata della vittoria (Italia). La Medaglia interalleata della vittoria, o "Medaglia della vittoria commemorativa della grande guerra per la civiltà", in Italia fu istituita con R. D. n. 1918 del 16 dicembre 1920, che prevedeva la sua concessione a tutti coloro che avevano ottenuto il distintivo delle "fatiche di guerra" di cui al R. D. n. 641 del 21 maggio 1916, o che comunque avevano prestato servizio per almeno quattro mesi in zona sotto la giurisdizione delle armate ed a disposizione delle autorità mobilitate e collaborando direttamente con l'esercito operante. Il Concorso Pubblico fu vinto dallo scultore Gaetano Orsolini con la sua: "La Vittoria alata sopra un carro trionfale, con la fiaccola della Libertà, trainata da quattro leoni aggiogati". La medaglia era accompagnata da un diploma nominativo. Il R. D. n. 273 del 31 gennaio 1929, che regolamenta l'uso delle decorazioni da parte del personale militare, non contempla la Medaglia della Vittoria.

Medaglia commemorativa italiana della vittoria

 
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