Decreto del Presidente della Repubblica del 29 Marzo 1973, n. 156 - Libro I - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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Decreto del Presidente della Repubblica del 29 Marzo 1973, n. 156 - Libro I

Legislazione > Leggi > D.P.R. del 29 Marzo 1973, n. 156

L’attività Radioamatoriale, in Italia, attualmente è regolamentata dal Decreto del Presidente della repubblica n\'b0447 del 5 Ottobre 2001 con l’”Approvazione del piano nazionale di ripartizione delle frequenze” tra 0 e 1.000 GHz, con i relativi allegati e il predetto piano sostituisce quello approvato con Decreto Ministeriale del 28 febbraio 2000 con successive modificazioni e integrazioni. All’interno del Decreto n°447. Successivamente, con Decreto Ministeriale dell’11 Febbraio 2003 è stata approvata l’”Adeguamento della normativa tecnica relativa all'esercizio dell'attivita' radioamatoriale” e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 24 Febbraio ’03 n°45 (con i relativi moduli ed allegati). Il D.M., invece, ha ratificato, sia l’”attività radioamatoriale” che le “norme tecniche. Infine, con Decreto Legge del 1\'b0 Agosto 2003, n. 259, la repubblica Italiana in conformità alle disposiovini europee varava il "Codice delle comunicazioni elettroniche".



 

D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156
"Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni ."



IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

LIBRO I


   Visto l'art. 87 della Costituzione;
   
   Visto l'art.  6 della legge  28 ottobre 1970,  numero  775,  che
   delega il Governo a provvedere, entro il 31 dicembre 1973,  alla
   raccolta in testi unici, aventi valore di leggi ordinarie, delle
   disposizioni  in  vigore   concernenti   le   singole   materie,
   apportando  ove  d'uopo  alle   stesse   le   modificazioni   ed
   integrazioni   necessarie   per   il   loro   coordinamento   ed
   ammodernamento  ai  fini  di   una   migliore   accessibilità  e
   comprensibilità delle norme medesime;
   
   Visto il regio  decreto  27 febbraio 1936, n. 645,  che  approva
   il  codice  postale  e  delle  telecomunicazioni  e   successive
   modificazioni ed integrazioni;
   
   Udito il parere della commissione parlamentare di cui all'art.
   21 della legge 28 ottobre 1970, n. 775;
     Sentito il Consiglio dei Ministri;
     Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei  Ministri,  di
   concerto con i Ministri per la grazia e  la  giustizia,  per  il
   bilancio e la programmazione economica, per le finanze,  per  il
   tesoro, per la difesa, per i trasporti e l'aviazione civile, per
   le poste e le telecomunicazioni e per la marina mercantile;

Decreta:

     1. E' approvato il testo unico, allegato al presente  decreto,
   relativo alle disposizioni legislative in  materia  postale,  di
   bancoposta e di telecomunicazioni.


   
     2. Le norme di esecuzione del testo unico saranno emanate, con
   uno o più provvedimenti, entro un anno dalla data di entrata  in
   vigore del presente decreto. Fino all'emanazione di  tali  norme
   si applicano le vigenti  disposizioni  regolamentari  in  quanto
   compatibili.


   
     3. Le norme del  testo  unico  entrano  in  vigore  il  giorno
   successivo a quello della  pubblicazione  del  presente  decreto
   nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica   italiana.   Sono
   abrogate le disposizioni incompatibili con quelle  dell'allegato
   testo unico.


CODICE POSTALE E DELLE TELECOMUNICAZIONI

                                                              Artt.
   LIBRO I    - Norme generali:

   TITOLO I   - Disposizioni preliminari. . . . . . . .     1 -  13

   TITOLO II  - Norme  comuni  ai  servizi  postali, di
                bancoposta e delle telecomunicazioni:
     Sez. I   - Disposizioni generali . . . . . . . . .    14
     Sez. II  - Esenzioni -   Riduzioni -  Agevolazioni
                tariffarie - Divieto. . . . . . . . . .    15 -  19
     Sez. III - Delle azioni. . . . . . . . . . . . . .    20 -  22
     Sez. IV  - Turbativa - Tutela. . . . . . . . . . .    23 -  26

   LIBRO II   - Dei servizi postali:

   TITOLO I   - Parte generale. . . . . . . . . . . . .    27 -  38

   TITOLO II  - Corrispondenze e pacchi:
    Capo I    - Corrispondenze. . . . . . . . . . . . .    39 -  57
    Capo II   - Pacchi. . . . . . . . . . . . . . . . .    58 -  70
    Capo III  - Disposizioni comuni alla corrispondenza
                e pacchi. . . . . . . . . . . . . . . .    71 -  99

   LIBRO III  - Dei servizi di bancoposta:

   TITOLO I   - Parte generale. . . . . . . . . . . . .   100 - 103
    Capo I    - Vaglia postali. . . . . . . . . . . . .   104 - 112
    Capo II   - Riscossioni di crediti. . . . . . . . .   113 - 119
    Capo III  - Conti correnti postali. . . . . . . . .   120 - 143
    Capo IV   - Disposizioni  comuni  ai vaglia e conti
                correnti postali. . . . . . . . . . . .   144 - 145
    Capo V    - Libretti di risparmio . . . . . . . . .   146 - 170
    Capo VI   - Buoni postali fruttiferi. . . . . . . .   171 - 182

   LIBRO IV   - Dei servizi di telecomunicazioni:

   TITOLO I   - Parte generale:
    Capo I    - Disposizioni di carattere generale. . .   183 - 185
    Capo II   - Norme  comuni  alle  concessioni ad uso
                pubblico e ad uso privato . . . . . . .   186 - 195
    Capo III  - Concessioni ad uso pubblico . . . . . .   196 - 212
    Capo IV   - Concessioni ad uso privato. . . . . . .   213 - 218
    Capo V    - Tutela  degli  impianti  sottomarini di
                telecomunicazioni . . . . . . . . . . .   219 - 230
    Capo VI   - Limitazioni    legali   -    Servitù  -
                Espropriazioni. . . . . . . . . . . . .   231 - 239
    Capo VII  - Polizia    e       protezione     delle
                telecomunicazioni . . . . . . . . . . .   240 - 243

   TITOLO II  - Dei servizi telegrafici:
    Capo I    - Disposizioni di carattere generale. . .   244 - 250
    Capo II   - Servizio telex. . . . . . . . . . . . .   251 - 260
    Capo III  - Collegamenti   diretti     dalla   rete
                pubblica  per   trasmissioni   di  tipo
                telegrafico . . . . . . . . . . . . . .   261 - 271
    Capo IV   - Manutenzione. . . . . . . . . . . . . .   272 - 274

   TITOLO III - Dei servizi telefonici:
    Capo I    - Concessioni ad uso pubblico . . . . . .   275
    Capo II   - Concessioni ad uso privato. . . . . . .   276 - 280
    Capo III  - Servizio telefonico urbano. . . . . . .   281 - 290
    Capo IV   - Servizio telefonico interurbano . . . .   291 - 294
    Capo V    - Circuiti telefonici diretti . . . . . .   295 - 298
    Capo VI   - Servizi speciali. . . . . . . . . . . .   299 - 303
    Capo VII  - Tariffe telefoniche:
     Sez. I   - Tariffe per il servizio urbano. . . . .   304 - 305
     Sez. II  - Tariffe per il servizio interurbano . .   306 - 308
     Sez. III - Tariffe per i servizi speciali. . . . .   309 - 311
    Capo VIII - Disposizioni  speciali  a  favore degli
                enti locali . . . . . . . . . . . . . .   312 - 313

   TITOLO IV  - Dei servizi radiolelettrici:
    Capo I    - Disposizioni di carattere generale. . .   314 - 321
    Capo II   - Concessione         di         stazioni
                radiotelegrafiche ad uso privato. . . .   322 - 339
    Capo III  - Abilitazione  all'esercizio dei servizi
                radioelettrici in qualità di operatore    340 - 351
    Capo IV   - Servizio      radioelettrico     mobile
                marittimo . . . . . . . . . . . . . . .   352 - 372
    Capo V    - Servizio radioelettrico per  le navi da
                pesca . . . . . . . . . . . . . . . . .   373 - 383
    Capo VI   - Servizio      radioelettrico     mobile
                aeronautico . . . . . . . . . . . . . .   384 - 395
    Capo VII  - Protezione    dai      disturbi    alle
                radiocomunicazioni    -    Disposizioni
                penali. . . . . . . . . . . . . . . . .   396 - 406

    Disposizioni varie. . . . . . . . . . . . . . . . .   407 - 413


LIBRO PRIMO
Norme generali

TITOLO I
Disposizioni preliminari

       1.    Esclusività    dei    servizi    postali    e    delle
   telecomunicazioni.   Appartengono in esclusiva  allo  Stato  nei
   limiti previsti dal presente decreto:
       i servizi  di  raccolta,  trasporto  e  distribuzione  della
   corrispondenza epistolare;
       i servizi di trasporto di pacchi e colli;
       i servizi di telecomunicazioni, salvo  quelli  indicati  nel
   comma successivo.
     Sono soggetti ad autorizzazione l'installazione e  l'esercizio
   di:
         a) impianti  ripetitori  privati  di  programmi  sonori  e
   televisivi esteri e nazionali;
         b) impianti locali di diffusione sonora e  televisiva  via
   cavo .


   
     2.   Competenza   del   Ministero   delle   poste   e    delle
   telecomunicazioni.   Quando la legge non dispone diversamente, i
   provvedimenti  in  materia   postale,   di   bancoposta   e   di
   telecomunicazioni nella Repubblica  rientrano  nella  competenza
   del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni.


   
     3.  Attribuzioni  esercitate  dalle  aziende  dipendenti   dal
   Ministero  delle  poste  e   delle   telecomunicazioni.       Le
   attribuzioni  spettanti  al  Ministero  delle  poste   e   delle
   telecomunicazioni  per  i  servizi   postali,   di   bancoposta,
   telegrafici, radioelettrici e telefonici sono  esercitate  dalle
   aziende dipendenti secondo l'ordinamento in vigore.
     Il Ministero presiede a  tutti  i  servizi,  assistito  da  un
   consiglio  di  amministrazione.  Il  parere  del  consiglio   di
   amministrazione  è  obbligatorio  sia  nei  casi   espressamente
   indicati nel presente decreto, sia anche  negli  altri  previsti
   nel R.D.L. istitutivo del  23  aprile  1925,  n.  520  (3/a),  e
   successive     modificazioni,     riguardanti      l'ordinamento
   dell'Amministrazione delle poste e  delle  telecomunicazioni,  e
   nel R.D.L. 14 giugno 1925, n. 884 (3/a),  concernente  l'Azienda
   di Stato per i servizi telefonici, e successive modificazioni ed
   integrazioni.


   
     4. Concessione dei servizi.   Ai servizi previsti dal presente
   decreto  l'Amministrazione   più   provvedere   anche   mediante
   concessioni.


   
     5. Sospensione o  limitazione  dei  servizi  -  Assunzione  di
   quelli dati in concessione.   Il Governo della  Repubblica,  per
   grave necessità pubblica più disporre la sospensione dei servizi
   o limitare i servizi stessi da chiunque gestiti, ovvero assumere
   temporaneamente i servizi dati in concessione.
     Nessuna  indennità  speciale  è  dovuta  in   tali   casi   al
   concessionario, salva l'attribuzione di quanto  stabilito  negli
   atti di concessione.
     Il provvedimento è emanato con decreto motivato del Presidente
   della Repubblica, sentito il Consiglio dei Ministri.


   
       6.   Esclusione   o   limitazione   di   responsabilità.    
   L'Amministrazione  non  incontra  alcuna  responsabilità  per  i
   servizi postali, di bancoposta e delle  telecomunicazioni  fuori
   dei casi e dei limiti espressamente, stabiliti dalla legge.
     La medesima norma è applicabile ai concessionari  dei  servizi
   (3/b).


   
     7. Tariffe postali, di bancoposta e di  telecomunicazioni  per
   l'interno.   Salva la competenza del Ministro per le poste e  le
   telecomunicazioni nei casi previsti  dalla  presente  legge,  le
   tariffe  per   i   servizi   postali,   di   bancoposta   e   di
   telecomunicazioni, per l'interno, sono stabilite con decreto del
   Presidente della Repubblica, su proposta dello stesso  Ministro,
   di concerto, con quello per il tesoro, sentito il Consiglio  dei
   Ministri.
     Nella stessa forma, di cui al primo comma,  sono  stabiliti  i
   limiti di peso, dimensione, valore e  assegno  per  gli  oggetti
   affidati  all'Amministrazione  o  per  le  operazioni  ad   essa
   richieste.


   
     8.  Tariffe  per  i  servizi  postali,  di  bancoposta  e   di
   telecomunicazioni internazionali.   Le  tariffe  per  i  servizi
   postali  e  di  bancoposta  internazionali  sono  stabilite  dal
   Ministro per le poste e le telecomunicazioni,  di  concerto  con
   quello per il tesoro, in base alle convenzioni internazionali  o
   agli accordi con le amministrazioni estere interessate.
     Con uguale provvedimento  sono  stabilite  le  tariffe  per  i
   servizi internazionali di telecomunicazioni per  la  quota-parte
   terminale o di transito.


   
     9. Accordi internazionali.   Il Ministro per  le  poste  e  le
   telecomunicazioni,   indipendentemente   dalle    norme    della
   convenzione postale universale, della convenzione internazionale
   delle telecomunicazioni e degli accordi  internazionali,  ha  la
   facoltà di stipulare particolari convenzioni con amministrazioni
   estere   o   gestori   esteri   riconosciuti,   per    regolare,
   nell'interesse comune, i servizi previsti dal presente decreto.
     Il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni ha  facoltà
   di  costituire  diritti  irrevocabili   di   uso,   secondo   le
   consuetudini   vigenti,   su   cavi    sottomarini    telefonici
   internazionali di proprietà dello Stato.
     Detta costituzione più avvenire soltanto:
       a) a favore di amministrazioni estere o di enti  pubblici  o
   privati   stranieri   esercenti   un   pubblico   servizio    di
   telecomunicazioni e per l'espletamento di traffico  di  transito
   attraverso il territorio italiano;
       b) a favore di società italiane concessionarie di servizi di
   telecomunicazioni   internazionali   ad   uso   pubblico,    per
   l'espletamento del traffico di loro competenza.
     I diritti irrevocabili di uso su cavi di cui al secondo  comma
   possono  avere  per  oggetto  soltanto  circuiti  eccedenti   il
   fabbisogno necessario per l'espletamento del servizio telefonico
   ad uso pubblico esercitato dall'Azienda di Stato per  i  servizi
   telefonici.
     Alla costituzione dei diritti irrevocabili di uso si  provvede
   con convenzioni soggette alla approvazione del Ministro  per  le
   poste e le telecomunicazioni, di concerto con il Ministro per il
   tesoro.
     In dette convenzioni devono essere indicate la quota parte del
   costo  capitale  del  circuito  e  la  quota  degli   oneri   di
   manutenzione da porsi a carico del titolare del diritto. In ogni
   caso le predette quote devono essere proporzionali  al  rapporto
   fra i circuiti oggetto del diritto  irrevocabile  di  uso  e  il
   totale dei circuiti realizzati sul cavo.
     Il diritto irrevocabile d'uso sui cavi telefonici di proprirtà
   statale non potrà essere ceduto a terzi da parte del titolare se
   non  previo  consenso  del  Ministero  delle   poste   e   delle
   telecomunicazioni, sentito il Ministero del tesoro.


   
       10.  Segretezza  della   corrispondenza   e   di   qualsiasi
   comunicazione od operazione postale e delle telecomunicazioni.  
   La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni  altra
   forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione più
   avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria.
     I  funzionari  e  gli  agenti  dell'Amministrazione  ne   sono
   responsabili e vigilano  nell'ambito  della  propria  competenza
   perchè‚ siano rigorosamente osservate.
     E'  vietato  alle  persone  addette  ai  servizi  postali,  di
   bancoposta e di telecomunicazioni,  gestiti  dallo  Stato  o  in
   concessione, di dare a  terzi  informazioni  scritte  o  verbali
   sull'esistenza   o   sul   contenuto   di   corrispondenze,   di
   comunicazioni  o di  messaggi nonchè‚ sulle operazioni richieste
   od eseguite, tranne che nei casi previsti dalla legge.
     Nessuno  più  prendere  visione  od   ottenere   copia   della
   corrispondenza  in  genere,  ad  eccezione  del  mittente,   del
   destinatario, dei loro eredi e dei loro  rappresentanti  legali,
   nonchè‚ delle altre persone indicate dalla legge.


   
     11. Comunicazioni postali e di  telecomunicazioni  vietate.   
   Non  sono  ammessi  le  corrispondenze  postali,   telegrafiche,
   radiotelegrafiche e messaggi  che  possano  costituire  pericolo
   alla sicurezza dello Stato o recare danno alle persone  ed  alle
   cose o che costituiscano esse stesse reato punibile d'ufficio.
     Non sono  altresì  ammesse,  salvo  quanto  disposto  nei due
   ultimi commi del presente articolo, le corrispondenze di cui  al
   precedente  comma,  che  siano  contrarie  al  buon  costume   o
   contengano  frasi,  parole,  disegni  ingiuriosi,   scurrili   o
   denigratori a chiunque riferiti.
     L'ufficio postale, ove nel testo delle corrispondenze  aperte,
   che in base alle vigenti disposizioni siano soggette a verifica,
   o  sull'involucro  delle  corrispondenze  chiuse  riscontri  gli
   elementi di cui al primo comma deve  inviare  immediatamente  la
   corrispondenza stessa al pretore  chiedendogli  di  pronunciarsi
   sull'inoltrabilità della corrispondenza medesima.
     Il pretore, senza pregiudizio  dell'eventuale  azione  penale,
   decide entro 24 ore con decreto motivato  se  la  corrispondenza
   debba  avere  corso,  sentendo  il   mittente   ove   egli   sia
   identificabile e sempre che le circostanze lo consiglino.
     Il decreto del pretore deve  essere  notificato  nello  stesso
   giorno dell'emanazione  all'ufficio  postale  che  ha  inoltrato
   l'oggetto e al mittente che sia stato identificato.
     Avverso il  decreto  del  pretore  il  mittente  più  proporre
   ricorso al tribunale, che  decide  con  sentenza  in  camera  di
   consiglio, sentito il  pubblico  ministero  e  previe  deduzioni
   scritte  della  direzione  provinciale  delle  poste   e   delle
   telecomunicazioni competente per territorio o di un  funzionario
   da essa delegato.
     Nel caso che nel  testo  dei  telegrammi  si  riscontrino  gli
   elementi di cui al secondo comma, l'ufficio  postale  invita  il
   mittente  a  sottoscrivere  l'invio  di  cui   trattasi   previo
   accertamento dell'identità personale  del  mittente  stesso.  In
   caso di rifiuto ad ottemperare a detto invito  si  applicano  le
   disposizioni di cui ai commi terzo, quarto, quinto e  sesto  del
   presente articolo.


   
       12. Persone addette ai  servizi  postali,  di  bancoposta  e
   delle  telecomunicazioni.     Le  persone  addette  ai   servizi
   postali, di bancoposta e di telecomunicazioni, anche se dati  in
   concessione ad uso pubblico, sono considerate pubblici ufficiali
   od incaricati di pubblico  servizio,  secondo  la  natura  delle
   funzioni loro affidate, in conformità degli articoli 357  e  358
   del codice penale.


   
     13.   Contravvenzioni   in    materia    postale    e    delle
   telecomunicazioni.   Per le contravvenzioni punibili con la sola
   pena dell'ammenda è ammessa l'oblazione in  sede  amministrativa
   prima che sia iniziato il dibattimento, per somme non  inferiori
   al minimo dell'ammenda.
     La competenza a decidere sulla domanda  di  oblazione  spetta,
   rispettivamente, ai direttori provinciali delle  poste  e  delle
   telecomunicazioni per le contravvenzioni in materia  di  servizi
   postali, di bancoposta,  telegrafici  e  radioelettrici  e  agli
   ispettori di zona dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici
   in materia di servizi telefonici.


TITOLO II
Norme comuni ai servizi postali, di
bancoposta e delle telecomunicazioni

Sezione I
Disposizioni generali

     14. Diritto del mittente nei confronti della  Amministrazione.
     Nei confronti dell'Amministrazione e a tutti gli  effetti  del
   presente decreto le corrispondenze, i pacchi postali ed i vaglia
   si considerano di proprietà del mittente  fino  a  che  non  sia
   avvenuta la consegna al destinatario.

Sezione II
Esenzioni - Riduzioni – Agevolazioni
tariffarie - Divieto

     15. Divieto di  accordare  esenzioni,  riduzioni  delle  tasse
   postali,  telegrafiche,  e  di  agevolazioni  tariffarie.     E'
   vietato accordare franchigie od esenzioni delle tasse postali  e
   telegrafiche, nonchè‚ riduzioni delle  medesime ed  agevolazioni
   tariffarie oltre i casi  ed  i  limiti  stabiliti  nel  presente
   decreto.


   
     16. Franchigia postale e telegrafica.   Spetta  al  Presidente
   della  Repubblica  la   franchigia   postale,   tanto   per   le
   corrispondenze in partenza quanto per quelle in arrivo.
     Spetta, altresì, la franchigia, sul percorso interno,  per  i
   telegrammi spediti dal Presidente della Repubblica.


   
     17. Esenzioni, riduzioni ed agevolazioni  in  applicazione  di
   accordi internazionali.   Sono concesse le esenzioni dalle tasse
   postali e di telecomunicazioni nonchè‚ le riduzioni delle  tasse
   medesime e le agevolazioni  tariffarie  previste  negli  accordi
   internazionali.


   
     18. Criteri e modalità di  pagamento  delle  tasse  postali  e
   telegrafiche    delle     corrispondenze     ufficiali     delle
   amministrazioni dello Stato.   Con decreto del Presidente  della
   Repubblica  su  proposta  del  Ministro  per  le  poste   e   le
   telecomunicazioni, di concerto con il Ministro  per  il  tesoro,
   possono essere stabiliti  nei  confronti  delle  amministrazioni
   dello Stato particolari criteri  e  modalità  per  il  pagamento
   all'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni  delle
   tasse relative alle corrispondenze.


   
     19. Divieto di prestazioni gratuite.   Sono abrogate tutte  le
   norme  per  le  quali  l'Amministrazione  delle  poste  e  delle
   telecomunicazioni è tenuta ad effettuare a titolo in tutto o  in
   parte gratuito prestazioni per conto  di  amministrazioni  dello
   Stato o di enti ed istituti.
     La  specificazione  dei  servizi  nei  cui   confronti   trova
   applicazione  il  disposto  del  precedente  comma,  nonchè‚  la
   disciplina  dei  relativi   rapporti   ai   fini   anche   della
   determinazione dei corrispettivi  dovuti  dalle  amministrazioni
   statali  interessate,  saranno  effettuate   con   decreto   del
   Presidente della Repubblica da emanarsi su proposta del Ministro
   per le poste e per le  telecomunicazioni,  di  concerto  con  il
   Ministro per il tesoro.
     Per i servizi resi dall'Amministrazione delle  poste  e  delle
   telecomunicazioni   ad   enti   ed   istituti,    il    rimborso
   all'Amministrazione delle poste e  delle  telecomunicazioni  dei
   costi da essa sostenuti per le prestazioni stesse, sarà regolato
   in base a speciali convenzioni annuali con gli enti ed  istituti
   medesimi, rese esecutive mediante decreti del  Ministro  per  le
   poste e per le telecomunicazioni.
     Sui  problemi  relativi  alla  determinazione  dei  costi   da
   rimborsare ai sensi dei precedenti commi, è sentito il parere di
   una  commissione  nominata  con  decreto  del  Presidente  della
   Repubblica,  su  proposta  del  Ministro  per  le  poste  e   le
   telecomunicazioni di concerto con quelli per il bilancio  e  per
   il tesoro, presieduta da un magistrato del Consiglio  di  Stato,
   designato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, e  composta
   di un funzionario del Ministero del bilancio, un funzionario del
   Ministero del tesoro e due funzionari del Ministero delle  poste
   e delle telecomunicazioni.
     Per le prestazioni rese  alle  amministrazioni  statali,  enti
   diversi e privati, quando per esse non siano stabiliti  appositi
   canoni, sono a  carico  dell'amministrazione,  ente  o  privato,
   oltre alle spese richieste dalle prestazioni  stesse,  anche  le
   quote di surrogazione del personale e la quota di spese generali
   stabilite  con  decreto  del  Ministro  per  le   poste   e   le
   telecomunicazioni, sentito il consiglio di  amministrazione,  di
   concerto con il Ministro per il tesoro.

Sezione III
Delle azioni

       20. Reclamo - Termini di decadenza - Azione  giudiziaria.   
   Il reclamo per oggetti o somme  affidati  all'Amministrazione  o
   per ottenere le indennità o i  rimborsi  previsti  dal  presente
   decreto deve essere presentato, sotto  pena  di  decadenza,  nel
   termine perentorio stabilito per i singoli servizi.
     Salvo  quanto  previsto  dal  successivo  art.  21,   l'azione
   giudiziaria contro l'Amministrazione per i servizi  postali,  di
   bancoposta e delle telecomunicazioni regolati  con  il  presente
   decreto  non  più  essere  proposta  se  prima  non  sia   stato
   presentato reclamo in  via  amministrativa  a  norma  del  comma
   precedente e non siano trascorsi sei mesi ove entro tale termine
   l'Amministrazione non abbia provveduto.
     L'azione stessa si prescrive in tre anni.


   
     21. Azione civile contro  l'Amministrazione.     Nel  caso  di
   procedimento  penale  concernente  una  operazione   che   abbia
   comunque attinenza coi servizi postali, di  bancoposta  e  delle
   telecomunicazioni, se dopo la pronunzia  della  sentenza  penale
   venga  esercitata  l'azione  civile  contro   l'Amministrazione,
   l'azione non più  essere  proposta  prima  che  siano  trascorsi
   sessanta  giorni  dal  passaggio  in  giudicato  della  sentenza
   pronunziata dal magistrato penale, salvo quanto  disposto  dagli
   articoli 31 e 103.


   
     22. Accertamento  delle  contravvenzioni.     Lo  accertamento
   delle contravvenzioni spetta, oltre che agli organi  di  polizia
   giudiziaria,  anche  agli  impiegati  ed  agenti  incaricati  di
   vigilare sull'osservanza delle  norme  e  modalità  relative  ai
   servizi postali e delle telecomunicazioni, gestiti dalle aziende
   dipendenti dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni.

Sezione IV
Turbative - Tutela

       23. Danneggiamento.   Chiunque esplichi attività che  rechi,
   in   qualsiasi   modo,   danno   ai   servizi   postali   e   di
   telecomunicazioni od alle opere ed agli oggetti ad essi inerenti
   è punito ai sensi dell'art. 635, n. 3, del codice penale.


   
     24. Sequestro, pignoramento ed opposizione.   Gli oggetti e le
   somme  affidate  all'Amministrazione   delle   poste   e   delle
   telecomunicazioni,  ad  eccezione   delle   corrispondenze   non
   epistolari e dei pacchi, non sono soggetti  a  sequestro,  n‚  a
   pignoramento salvo i provvedimenti dell'autorità giudiziaria.
     Nei casi di sequestro e di opposizione, ammessi  dal  presente
   decreto,  la  consegna  e  il  pagamento  non   possono   essere
   effettuati che alle persone indicate dall'autorità giudiziaria.
     Per i falliti si applicano le  disposizioni  sulla  disciplina
   del fallimento, approvate con regio decreto 16  marzo  1942,  n.
   267 .
     I precedenti commi, in quanto compatibili, si applicano  anche
   ai telegrammi, messaggi e simili.


   
     25. Tutela degli  ambienti  di  lavoro  e  di  produzione  del
   pubblico servizio.   Chiunque distrugga, disperda,  deteriori  o
   renda, in tutto o  in  parte,  inservibili  oggetti  e  congegni
   destinati al servizio postale e delle telecomunicazioni è punito
   ai sensi dell'art. 635, n. 3 del codice penale.
     Chiunque,  fuori  del  caso  previsto  dal  comma  precedente,
   deturpi o imbratti oggetti  e  congegni  destinati  al  servizio
   postale e delle telecomunicazioni, è punito ai  sensi  dell'art.
   639 del codice penale, ma si procede d'ufficio.


   
     26. Impignorabilità ed insequestrabilità dei beni destinati ai
   servizi postali e delle telecomunicazioni.   Non possono  essere
   pignorati, nè sequestrati i mobili, i veicoli, gli strumenti, il
   denaro, le  carte-valori  ed  in  genere  gli  oggetti  comunque
   destinati   od   adibiti   ai   servizi    postali    e    delle
   telecomunicazioni  e  dell'Azienda  di  Stato  per   i   servizi
   telefonici.
     La norma si applica anche nei confronti  degli  assuntori  dei
   servizi postali eseguiti per  conto  dell'Amministrazione  delle
   poste e delle telecomunicazioni.


 
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