Decreto del Presidente della Repubblica del 29 Marzo 1973, n. 156 - Libro III - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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Decreto del Presidente della Repubblica del 29 Marzo 1973, n. 156 - Libro III

Legislazione > Leggi > D.P.R. del 29 Marzo 1973, n. 156

L’attività Radioamatoriale, in Italia, attualmente è regolamentata dal Decreto del Presidente della repubblica n\'b0447 del 5 Ottobre 2001 con l’”Approvazione del piano nazionale di ripartizione delle frequenze” tra 0 e 1.000 GHz, con i relativi allegati e il predetto piano sostituisce quello approvato con Decreto Ministeriale del 28 febbraio 2000 con successive modificazioni e integrazioni. All’interno del Decreto n°447. Successivamente, con Decreto Ministeriale dell’11 Febbraio 2003 è stata approvata l’”Adeguamento della normativa tecnica relativa all'esercizio dell'attivita' radioamatoriale” e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 24 Febbraio ’03 n°45 (con i relativi moduli ed allegati). Il D.M., invece, ha ratificato, sia l’”attività radioamatoriale” che le “norme tecniche. Infine, con Decreto Legge del 1\'b0 Agosto 2003, n. 259, la repubblica Italiana in conformità alle disposiovini europee varava il "Codice delle comunicazioni elettroniche".



 

D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156
"Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni ."


LIBRO TERZO


Dei servizi di bancoposta

                               TITOLO I
                            Parte generale

     100.  Servizi  di   bancoposta.       I   servizi   esercitati
   dall'Amministrazione sono i seguenti:
       a) emissione e pagamento dei vaglia;
       b) riscossione di crediti;
       c) conti correnti;
       d) libretti di risparmio;
       e) buoni postali fruttiferi.
     Sono estese ai  servizi  di  bancoposta  le  disposizioni  del
   secondo comma dell'art. 27.


   
     101. Capacità del minore di eseguire operazioni nei servizi di
   bancoposta.   I minori che abbiano compiuto il 18ø anno  di  età
   sono considerati  pienamente  capaci  per  tutte  le  operazioni
   relative  ai  servizi  di  bancoposta,   salvo   che   non   sia
   diversamente stabilito nel presente decreto.
     Ai minori degli anni 18 si applicano nei servizi di bancoposta
   il terzo, il quarto ed il quinto comma dell'art. 159.


   
     102. Esclusione e dirimenti di responsabilità nei  servizi  di
   bancoposta.       L'Amministrazione   è   liberata    da    ogni
   responsabilità nei servizi di  bancoposta  quando  il  pagamento
   delle somme ad essa affidate dagli  utenti  sia  effettuato  con
   l'osservanza delle norme stabilite dal regolamento generale  dei
   servizi postali e di bancoposta e nei  casi  previsti  dall'art.
   96, in quanto compatibili .
     La stessa norma vale per  i  pagamenti  dei  titoli  di  spesa
   eseguiti per conto delle amministrazioni dello Stato, di enti ed
   istituti.


   
     103. Risarcimento  in  dipendenza  di  danni  nei  servizi  di
   bancoposta.   I risarcimenti agli aventi diritto, in  dipendenza
   di danni nei servizi di  bancoposta,  sono  effettuati  dopo  il
   passaggio in giudicato della sentenza pronunciata dal magistrato
   penale o civile.
     E',  tuttavia,  facoltà   dell'Amministrazione   disporre   il
   risarcimento  del  danno  anche  prima  della  definizione   del
   procedimento penale o civile nei  casi  in  cui  questo  risulti
   provato dalla inchiesta amministrativa.
     L'Amministrazione dispone senz'altro il risarcimento dei danni
   che risultino accertati dall'inchiesta  amministrativa,  qualora
   l'autorità giudiziaria non si  sia  pronunciata  a  causa  della
   morte del colpevole o per altro motivo.
     Se   il   danno   concerne   il   servizio    dei    risparmi,
   l'Amministrazione deve accertare che gli interessati non abbiano
   perduto il diritto  al  risarcimento  per  l'inosservanza  degli
   obblighi imposti agli utenti dal presente decreto.

                       Capo I - Vaglia postali

     104. Emissione e pagamento di vaglia  postali.     Gli  uffici
   postali emettono, per conto di chiunque lo  richieda,  vaglia  a
   tassa, da pagarsi ad una persona e presso un  ufficio  designati
   dal mittente, dietro versamento della  corrispondente  somma  di
   danaro.
     Il  pagamento  del  vaglia  più  avvenire  su  richiesta   del
   beneficiario presso  qualsiasi  altro  ufficio  postale,  previa
   conferma dell'ufficio postale destinatario.


   
     105. Comunicazioni al destinatario dei vaglia.     I  mittenti
   possono   aggiungere   gratuitamente   sui    vaglia    ordinari
   comunicazioni per il destinatario.


   
     106. Emissione dei vaglia telegrafici -  Sopratassa.     Verso
   corresponsione  di  speciali  sopratasse  i   mittenti   possono
   ottenere l'emissione di vaglia telegrafici.


   
     107. Girata - Cessione dei vaglia postali.   E' consentita  la
   cessione dei vaglia ordinari e telegrafici mediante girata.
     L'Amministrazione non risponde dell'autenticità della girata.


   
     108. Vaglia postali con la clausola <non  trasferibile>.     I
   vaglia postali ordinari e telegrafici possono essere emessi  con
   la clausola <non trasferibile> o con altra equipollente.
     Il vaglia postale  ordinario  emesso  con  tale  clausola  più
   essere consegnato al mittente che abbia  dichiarato  di  volerlo
   spedire a  sue  spese  direttamente  al  beneficiario;  in  caso
   contrario vi provvede l'ufficio postale, inviandolo  all'ufficio
   di destinazione.


   
     109. Vaglia di  servizio.     Per  la  trasmissione  di  fondi
   nell'interesse dei servizi, cui provvede l'Amministrazione delle
   poste e delle telecomunicazioni,  nonchè‚ per  il  pagamento  di
   somme dovute a terzi dall'Amministrazione, gli  uffici  emettono
   vaglia in esenzione di tassa (vaglia di servizio).
     L'uso del vaglia di servizio più essere consentito all'Azienda
   di Stato che esercita i servizi telefonici.
     La  convenzione,  che   regola   i   rapporti   fra   essa   e
   l'Amministrazione  delle  poste   e   delle   telecomunicazioni,
   prevista dall'art. 34 del regio decreto-legge 14 giugno 1925, n.
   884, determina le modalità e le condizioni della concessione.


   
     110. Ricevuta del vaglia - Efficacia.   In caso di perdita del
   vaglia, la ricevuta fa fede della somma versata fino a prova  in
   contrario.
     Qualora manchino tanto il vaglia quanto la ricevuta, o vi  sia
   discordanza fra gli importi in  essi  indicati,  fanno  fede  le
   scritture dell'Amministrazione.


   
     111. Validità dei vaglia interni.   I vaglia sono  validi  per
   la riscossione entro il secondo  mese  successivo  a  quello  di
   emissione.
     Trascorso  il  periodo  di  validità,  il   loro   importo   è
   rimborsabile agli aventi diritto che ne facciano richiesta entro
   i due esercizi finanziari successivi a quello di emissione,  con
   le modalità stabilite dal regolamento.


   
     112. Prescrizione dei vaglia postali.   L'importo  dei  vaglia
   non reclamati  entro  il  termine  stabilito  al  secondo  comma
   dell'articolo precedente è prescritto e devoluto al bilancio  di
   entrata    dell'Amministrazione    delle    poste    e     delle
   telecomunicazioni.
     La disposizione del primo comma si applica anche ai vaglia  di
   servizio emessi a favore di persone fisiche o di enti pubblici e
   privati, ed ai vaglia tratti sull'estero.

                   Capo II - Riscossioni di crediti

     113.  Titoli   da   riscuotere   per   conto   di   terzi.    
   L'Amministrazione assume l'incarico della riscossione  di  somme
   su  titoli  ad  essa  affidati  con  le  norme   stabilite   dal
   regolamento.
     Gli uffici postali al ricevimento  dei  titoli  ne  curano  la
   riscossione  invitando,  per  iscritto  ed  in  tempo  utile,  i
   debitori a recarsi in ufficio a pagarli.


   
     114.  Titoli  non  riscossi  -  Protesto.     A  domanda   dei
   committenti l'Amministrazione assume l'incarico di  invitare  le
   persone  da  essi  espressamente  designate  a   pagare   presso
   l'ufficio postale i titoli non riscossi o  di  affidarli  ad  un
   pubblico ufficiale per elevarne il protesto.
     Le  spese  per  il  protesto  devono  essere  anticipate   dai
   committenti nella misura  stabilita  dall'Amministrazione  e  ad
   essi sono rimborsate, nei modi indicati dal regolamento, qualora
   non occorra eseguire l'atto.
     La domanda di protesto implica l'obbligo  dei  committenti  di
   sottostare    a    qualsiasi    maggiore    spesa     incontrata
   dall'Amministrazione, anche nel caso di pagamento nelle mani del
   pubblico ufficiale incaricato del protesto.
     I titoli non riscossi e gli atti di  protesto  sono  rimandati
   gratuitamente.


   
     115. Corrispondenza inclusa nei pieghi.     E'  consentito  di
   accompagnare i titoli affidati alla posta per la riscossione con
   lettere od altri  scritti  aventi  carattere  di  corrispondenza
   epistolare, purchè‚ l'affrancatura sia adeguatamente integrata.


   
     116. Accettazione di acconti.     Sono  ammessi  pagamenti  in
   conto. Ai titoli cambiari si applica l'art. 45 del regio decreto
   14 dicembre 1933 n. 1669


   
     117. Facoltà dei committenti.   E' consentito ai mittenti, nei
   modi che saranno stabiliti dal regolamento, di ritirare i titoli
   spediti, di sospendere il protesto domandato  e  di  autorizzare
   l'accettazione di acconti, anche se precedentemente esclusa.


   
     118. Responsabilità dell'Amministrazione.    L'Amministrazione
   risponde delle somme riscosse, ma non dei ritardi  od  omissioni
   di qualsiasi specie, nè‚ della mancata  consegna  degli  effetti
   alle persone designate od agli ufficiali pubblici competenti  ad
   elevarne il protesto.
     Nel caso di perdita di pieghi contenenti titoli da riscuotere,
   l'Amministrazione corrisponde ai mittenti le indennità  previste
   dal  presente  decreto  per  le  corrispondenze  raccomandate  o
   assicurate, secondo i casi.


   
     119. Reclamo - Termine  di  decadenza.     I  reclami  per  il
   servizio delle riscossioni devono essere presentati sotto  pena,
   di decadenza, entro sei mesi dalla data dell'impostazione, salvo
   l'osservanza delle norme stabilite dal presente decreto  per  il
   servizio   dei   vaglia   e   dei   conti    correnti,    quando
   l'Amministrazione abbia provveduto con tali  mezzi  al  rimborso
   dei titoli stessi.

                  Capo III - Conti correnti postali

     120.  Apertura   di   conto   corrente   postale.       Presso
   l'Amministrazione, nelle  sedi  stabilite  dal  Ministero  delle
   poste e delle telecomunicazioni,  più  essere  aperto  un  conto
   corrente a favore di chiunque ne faccia domanda e soddisfi  alle
   condizioni stabilite dal regolamento.


   
     121. Divieto di apertura dei conti  correnti  postali.     Non
   possono aprirsi conti correnti postali a favore di  persone  che
   risultino in stato di interdizione o di fallimento.
     I minori, che abbiano  compiuto  il  18ø  anno  di  età,  sono
   considerati pienamente capaci per tutte le  operazioni  relative
   al servizio dei conti correnti postali.


   
     122.   Elenco   dei   correntisti   postali.         A    cura
   dell'Amministrazione viene pubblicato l'elenco  dei  correntisti
   coi rispettivi numeri di conto e, se del caso, anche gli elenchi
   di variazione.
     L'elenco  generale  e   gli   elenchi   di   variazione   sono
   pubblicazioni ufficiali e la loro riproduzione è  vietata  ed  è
   punita  con  le  stesse  sanzioni  previste  dall'art.  290  del
   presente decreto.
     L'elenco generale e gli elenchi di variazione sono  forniti  a
   chi ne fa richiesta  previo  pagamento  del  prezzo,  che  viene
   fissato  con  decreto  del  Ministro   per   le   poste   e   le
   telecomunicazioni.


   
     123. Attivo del conto corrente postale.   L'attivo  del  conto
   corrente è formato:
       1) dai versamenti di danaro fatti dal correntista o da terzi
   a suo vantaggio;
       2) dai crediti trasferiti da altri  conti  correnti  postali
   (postagiro);
       3) dalla iscrizione annuale  degli  interessi  liquidati  ai
   sensi del successivo art. 127.
     Più  essere,  inoltre,  accreditato  sul  conto  corrente,   a
   richiesta del correntista, l'importo di qualsiasi credito  verso
   l'Amministrazione delle poste e le altre amministrazioni statali
   e parastatali, regionali  e  gli  altri enti  pubblici,  purchè‚
   esigibile presso gli uffici postali.


   
     124. Disposizione del credito: Assegni postali - Postagiro.   
   Il correntista più disporre del proprio credito mediante:
       a) assegni trasferibili mediante girata;
       b) assegni <non trasferibili>, riscuotibili, oltre  che  dal
   beneficiario, anche da  persona  da  lui  delegata  all'incasso,
   nella forma prescritta dal regolamento;
       c) <postagiro> per ordinare trasferimenti  di  somme  da  un
   proprio conto corrente postale ad altro conto corrente postale;
       d) assegni fiduciari, dei quali  sia  stato  autorizzato  ad
   avvalersi dall'Amministrazione e le cui caratteristiche e limiti
   sono determinati con decreto del Ministro  per  le  poste  e  le
   telecomunicazioni.
     I titoli di cui alle lettere a), b) e c)  non  possono  essere
   rilasciati in pagamento in forma fiduciaria.
     L'Amministrazione non risponde della autenticità delle  girate
   apposte sugli assegni trasferibili e su quelli fiduciari.
     A richiesta  del  correntista  e  con  le  modalità  che  sono
   stabilite nel  regolamento,  previo  pagamento  dei  diritti  di
   commissione da fissare con decreto del Ministro per le  poste  e
   le telecomunicazioni, possono essere  addebitati  d'ufficio  sul
   conto del  correntista  richiedente  ed  accreditati  sui  conti
   beneficiari imposte e tasse,  premi  assicurativi  e  canoni  di
   utenza di servizi pubblici.


   
     125. Pagamento delle tasse  sulle  concessioni  governative  e
   scolastiche.   Il pagamento in modo ordinario delle somme dovute
   all'erario per tasse sulle concessioni  governative  più  essere
   fatto a mezzo del servizio dei conti correnti postali,  mediante
   versamenti  soggetti  alle  speciali  tasse   stabilite   ovvero
   mediante postagiro.
     In entrambi i casi i pagamenti devono essere fatti a favore di
   appositi  conti  correnti  intestati  agli   uffici   finanziari
   competenti.
     Il  pagamento  delle  tasse  scolastiche  e  delle  tasse   di
   concessione governativa sui brevetti per invenzioni,  modelli  e
   marchi deve essere esclusivamente fatto a mezzo del servizio dei
   conti correnti postali  o  con  gli  altri  mezzi  espressamente
   consentiti dalle disposizioni di leggi o regolamenti speciali.


   
     126. Tasse sulle operazioni a mezzo  del  servizio  dei  conti
   correnti postali.   Le operazioni di versamento e  di  pagamento
   effettuate a mezzo del servizio dei conti correnti sono soggette
   a tassa ad eccezione delle seguenti:
       1) le operazioni di postagiro;
       2) i versamenti rappresentanti la commutazione  dei  crediti
   dei correntisti verso le Amministrazioni statali e  parastatali,
   regionali e gli altri enti pubblici;
       3) i versamenti f atti dai  correntisti  sul  proprio  conto
   corrente;
       4) i prelevamenti disposti dai  correntisti  con  assegni  a
   proprio favore non trasferibili;
       5) le operazioni  di  versamento  e  di  pagamento  disposte
   dall'Amministrazione postale.
     L'Amministrazione ha facoltà di concedere agli  enti  pubblici
   ed ai privati esercenti pubblici servizi,  correntisti  postali,
   di effettuare il pagamento delle tasse  sugli  assegni  da  essi
   tratti o delle tasse sui versamenti affluiti sul loro conto,  in
   una o più soluzioni durante la gestione annuale del conto con le
   modalità stabilite dal regolamento e verso la corresponsione  di
   un diritto fisso  da  determinarsi  ai  sensi  dell'art.  7  del
   presente decreto.


   
     127. Calcolo degli interessi.   Sui  fondi  versati  in  conto
   corrente  postale  è  corrisposto  l'interesse  determinato  con
   decreto del Ministro per le poste  e  le  telecomunicazioni,  di
   concerto con quello per il tesoro.
     L'interesse è calcolato quindicinalmente  sul  credito  minimo
   risultante  nel  corso  della  quindicina,  senza  calcolare  le
   frazioni di mille lire; la somma che rappresenta gli interessi È
   arrotondata a L. 10, trascurando le frazioni inferiori.
     I  crediti   quindicinali   inferiori   a   L.   10.000   sono
   infruttiferi.


   
     128. Trattamento delle corrispondenze scambiate fra gli utenti
   e l'Amministrazione.   Per le operazioni  relative  al  servizio
   dei conti correnti postali, la corrispondenza tra gli  utenti  e
   l'Amministrazione è esente da tassa.
     Per i correntisti l'esenzione è limitata  alle  corrispondenze
   spedite in via  ordinaria,  salvo  le  eccezioni  stabilite  dal
   presente decreto e dal regolamento.


   
     129. Cessazione di responsabilità - Discordanza di  somma  fra
   ricevuta e bollettino.   L'Amministrazione  si  libera  da  ogni
   responsabilità per le somme versate in conto corrente  quando  i
   pagamenti siano fatti nelle  forme  e  nei  modi  stabiliti  dal
   regolamento.
     In caso di discordanza tra la somma  indicata  nella  ricevuta
   rilasciata al versante  e  quella  indicata  nel  bollettino  di
   versamento, fa fede quest'ultimo, salvo prova in contrario.


   
     130. Estratto conto   Copia del conto.    Il  correntista  più
   chiedere, in qualsiasi tempo, un estratto od una copia  del  suo
   conto, pagando la relativa tassa.


   
     131.  Casi  di  opposizione.     Salvo  quanto  stabilisce  il
   regolamento per i casi di furto, smarrimento  o  distruzione  di
   assegni,  non  è  ammessa   altra   opposizione   al   pagamento
   all'infuori di quella fatta con citazione  davanti  all'autorità
   giudiziaria dai titolari dell'azienda o  società  correntista  o
   dai  coeredi  del  titolare  defunto  per   controversie   sulla
   appartenenza del credito.


   
     132. Visto dell'ufficio  dei  conti  sugli  assegni.     Salvo
   quanto disposto dai successivi articoli 133 e  134  gli  assegni
   non possono circolare ne essere ammessi a pagamento se non siano
   stati preventivamente sottoposti al  visto  dell'ufficio  ove  è
   iscritto il conto.
     Gli  assegni   che   non   possono   essere   addebitati   per
   insufficienza di  copertura  o  per  altro  motivo  sono  subito
   restituiti al presentatore, se  esibiti  a  mano  per  il  visto
   urgente.
     Sono rinviati al traente, entro il settimo giorno  dalla  data
   di arrivo, gli assegni ed  i  postagiro  che  non  siano  potuti
   addebitare nel suo conto per insufficienza di copertura.


   
     133. Assegni fiduciari.   Gli assegni fiduciari possono essere
   posti in circolazione, prima dell'apposizione del visto.
     Il possessore di un assegno fiduciario (beneficiario o  ultimo
   giratario), per ottenere il pagamento, deve  presentarlo,  entro
   il termine di sessanta giorni dalla  data  di  traenza,  ad  uno
   degli uffici postali abilitati ai pagamenti <a vista>.
     Qualora, all'atto della presentazione del titolo, non  vi  sia
   sufficiente  copertura  sul  conto,  il   beneficiario,   o   il
   giratario,  ha  facoltà  di  ripresentarlo  per   il   pagamento
   successivamente, purchè‚ entro il termine di  cui al  precedente
   comma.
     Gli  assegni  fiduciari  che  eccezionalmente  siano   inviati
   all'ufficio dei conti correnti, vengono sottoposti  al  visto  e
   sono ammessi al pagamento a norma del successivo articolo.
     Qualora non sia possibile addebitarli, essi  vengono  rinviati
   al mittente, specificando i motivi del rinvio.


   
     134. Validità degli assegni postali.   Prelevamenti urgenti.  
   Gli assegni sono validi per due  mesi  oltre  quello  in  cui  è
   avvenuta l'apposizione del visto, e  sono  pagabili  entro  tale
   termine, in un determinato ufficio della località  indicata  dal
   traente, o in tutti gli uffici postali secondo  che  eccedano  o
   meno i limiti di importo fissati con decreto del Ministro per le
   poste e le telecomunicazioni.
     Trascorso  il  termine  sopra  indicato,  il  loro  importo  è
   rimborsato agli aventi diritto che ne facciano  richiesta  entro
   il 31 dicembre del secondo  anno  successivo  a  quello  in  cui
   l'assegno  è  stato  vistato,  con  le  modalità  stabilite  dal
   regolamento e con l'addebito del diritto  fisso  determinato  ai
   sensi dell'art. 7.
     Presso  gli  uffici,  abilitati  al  pagamento  degli  assegni
   fiduciari, possono essere ammessi a pagamento anche gli  assegni
   tratti dal correntista a proprio favore, e  non  preventivamente
   vistati dall'ufficio dei conti correnti, nei  limiti  e  con  le
   modalità stabilite con decreto del Ministro per le  poste  e  le
   telecomunicazioni, sentito il consiglio di amministrazione.


   
       135. Mancato rimborso degli assegni    Prescrizione.     Gli
   assegni  <trasferibili>  e  quelli  <non  trasferibili>,  e  gli
   assegni fiduciari, preventivamente vistati, non reclamati  entro
   il termine indicato al secondo comma dell'articolo precedente si
   prescrivono a favore della Amministrazione delle poste.


   
     136. Inattività del conto corrente   Prescrizione dei crediti.
     I crediti  di  conti  correnti,  sui  quali  non  siano  state
   eseguite operazioni, o per i quali non siano avvenuti altri atti
   interruttivi, si prescrivono a favore dell'Amministrazione:
       a) nel termine di cinque anni, a decorrere  dal  1ø  gennaio
   successivo all'anno in cui è stata iscritta  in  conto  corrente
   l'ultima  operazione  o  annotato  l'ultimo  atto  interruttivo,
   quando siano inferiori a L. 5000;
       b) nel termine di dieci anni, per qualsiasi altro importo.
     La prescrizione non  è  interrotta  dall'accreditamento  degli
   interessi.


   
     137. Reclamo nel servizio dei  conti  correnti  postali.     I
   reclami relativi al servizio dei conti correnti  postali  devono
   essere presentati nel termine di due anni.
     Detto termine decorre:
       a) per le errate iscrizioni di operazioni in conto  corrente
   e per le rettifiche dell'ammontare del credito:  dalla  data  di
   registrazione dell'operazione sul conto;
       b) per le omesse registrazioni a credito  del  conto:  dalla
   data di accettazione presso l'ufficio postale,  se  trattasi  di
   versamento; dalla data di addebitamento sul conto  del  traente,
   se trattasi di postagiro; e dal 1ø gennaio  successivo  all'anno
   cui si riferiscono, se trattasi di interessi;
       c) per l'errato pagamento di  un  assegno:  dal  1ø  gennaio
   successivo  all'anno  in  cui   l'assegno   è   stato   vidimato
   dall'ufficio dei conti correnti;
       d)  per  ogni  altro  provvedimento  il  rapporto  di  conto
   corrente: dalla data in cui  l'Amministrazione  ha  adottato  il
   provvedimento.
     La  presentazione  del  reclamo  interrompe  il   termine   di
   prescrizione.


   
     138. Credito dell'Amministrazione verso il correntista postale
   -  Rivalsa  -  Procedura  coattiva.      L'Amministrazione   più
   rivalersi sulle somme iscritte in conto corrente  per  qualsiasi
   credito  che  essa  possa  vantare  verso  il   correntista   in
   dipendenza del servizio dei conti correnti.
     Qualora la somma iscritta nel  conto  non  sia  sufficiente  a
   coprire il  credito  dell'Amministrazione,  questa  più  valersi
   della procedura coattiva, prevista dal regio decreto  14  aprile
   1910 n. 639.


   
       139. Assegni messi in circolazione  senza  disponibilità  di
   credito sul conto corrente.   Chi trae  e  rilascia  un  assegno
   sopra un conto che non gli appartenga, o che sia estinto, o pone
   in  circolazione  un  assegno  fiduciario  sapendo  che  non   è
   disponibile sul proprio conto tutto il corrispondente importo, è
   punito a termini delle leggi vigenti.
     [Il giudice più ordinare che la sentenza  sia  pubblicata  per
   estratto su uno o più giornali a spese del condannato] (9/a).


   
     140. Ordini di riaccreditamento degli assegni e  di  revoca   
   Esclusione di responsabilità.     L'importo  degli  assegni  più
   essere riaccreditato al conto del correntista traente  nei  casi
   di inesistenza, di irreperibilità o di rifiuto del beneficiario,
   e, nei limiti e con le cautele stabiliti  dal  regolamento,  nel
   caso di morte del beneficiario.
     L'importo  del  postagiro  è  riaccreditato   al   conto   del
   correntista  traente  nel  caso   di   inesistenza   del   conto
   beneficiario.
     Gli assegni ed i postagiro  possono  essere  revocati  fino  a
   quando   non   siano   addebitati   sul   conto   traente,    ma
   l'Amministrazione non assume alcuna responsabilità  se  l'ordine
   di revoca, per qualsiasi causa, non sia eseguito.
     Non è  ammessa  la  revoca  degli  assegni  fiduciari  nè‚ del
   versamento in conto corrente.


   
     141. Chiusura dei conti correnti   Rimborso del  credito  agli
   eredi.   All'estinzione dei conti correnti caduti in successione
   ed   alla   liquidazione   del   relativo   credito   provvedono
   direttamente, nel limite d'importo stabilito dalle istruzioni, i
   rispettivi uffici dei conti.
     Oltre tale limite l'estinzione del conto ed  il  rimborso  del
   credito sono autorizzati dal direttore provinciale  in  sede  di
   ufficio conti.


   
     142. Risoluzione del rapporto di  conto  corrente  postale.   
   L'Amministrazione  più,  in  qualsiasi  momento,  risolvere   il
   rapporto di conto corrente postale.
     La morte, l'interdizione ed  il  fallimento  del  correntista,
   regolarmente  notificati  all'ufficio   detentore   del   conto,
   producono la risoluzione del rapporto, tranne che gli eredi od i
   rappresentanti legali  non  chiedano  di  essere  autorizzati  a
   continuare la gestione del conto.


   
     143. Conto corrente fruttifero    Entrate  di  bilancio.     I
   fondi   eccedenti   i   normali   bisogni    di    cassa    sono
   dall'Amministrazione versati in conto corrente  fruttifero  alla
   Cassa depositi e prestiti.
     Gli interessi attivi, i proventi per tasse e di  ogni  genere,
   relativi al servizio dei conti correnti postali, sono versati in
   entrata al bilancio dell'Amministrazione  delle  Poste  e  delle
   telecomunicazioni.

   Capo IV - Diposizioni comuni ai vaglia e conti correnti postali

     144. Pagamento agli eredi dei vaglia interni ed internazionali
   e degli assegni postali.   Il pagamento agli  eredi  dei  vaglia
   interni e degli assegni di conto  corrente  postale,  caduti  in
   successione,  è  effettuato  dagli  uffici  postali  nel  limite
   d'importo stabilito dalle istruzioni.
     Oltre  tale  limite  e  nei  casi  speciali   indicati   dalle
   istruzioni, il pagamento è autorizzato dal direttore provinciale
   delle poste e delle telecomunicazioni.
     Per i vaglia interni e gli assegni  scaduti  e  per  i  vaglia
   internazionali,     ordinari     e     telegrafici,     provvede
   l'Amministrazione centrale,  o,  su  sua  delega,  la  direzione
   provinciale delle poste e delle telecomunicazioni.


   
     145. Pagamento di  vaglia  e  di  assegni  di  conto  corrente
   postale scaduti di validità.   E'  facoltà  dell'Amministrazione
   di provvedere al pagamento dei vaglia postali e degli assegni di
   conto corrente postale dopo la scadenza del termine di  validità
   e  prima  che  sia  ultimata   la   revisione   della   relativa
   contabilità, purchè‚ l'utente  dimostri la  fondatezza  del  suo
   diritto, con le modalità fissate  nel  regolamento  e  paghi  il
   diritto determinato ai sensi dell'art. 7.  Tale  diritto  non  è
   dovuto se il mancato pagamento non dipenda dall'utente.

                    Capo V - Libretti di risparmio

     146. Emissione di libretti postali   Apertura di conto.    Gli
   uffici  postali  ricevono  per  conto  della  Cassa  depositi  e
   prestiti somme in deposito a titolo  di  risparmio,  aprendo  un
   conto a favore di persone fisiche  o  giuridiche  e  rilasciando
   alle medesime un apposito libretto, in cui saranno  iscritte  le
   somme  successivamente  depositate,  quelle  rimborsate  e   gli
   interessi maturati.
     I commissari della Marina militare, in servizio a bordo  delle
   navi o presso i corpi a terra distaccati in  territorio  estero,
   possono essere autorizzati  ad  eseguire  operazioni  per  conto
   delle casse postali di risparmio, secondo le norme  emanate  dal
   Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, di concerto con
   le amministrazioni interessate.


   
     147. Libretti nominativi e al portatore.   I libretti  postali
   di risparmio sono nominativi e al portatore.
     I libretti al  portatore  sono  emessi  dagli  uffici  postali
   autorizzati dall'Amministrazione.


   
     148. Emissione gratuita dei libretti postali di risparmio.   I
   libretti postali di risparmio sono forniti gratuitamente e  sono
   esenti da imposta di bollo.
     Nel caso di  sottrazione,  distruzione  o  smarrimento  di  un
   libretto, si rilascia, previa osservanza delle  norme  stabilite
   dal regolamento, un duplicato, verso pagamento di una tassa.


   
     149.  Intestazione  dei  libretti  postali  nominativi.      I
   libretti  nominativi  debbono  contenere  tutte  le  indicazioni
   necessarie per la identificazione del titolare; se  intestati  a
   persone fisiche, oltre l'indicazione del nome e cognome, debbono
   recare anche quella della data e del luogo di nascita.
     E' ammessa l'intestazione di un libretto a più  persone  anche
   con  facoltà  all'uno  o  all'altro  intestatario  di   ottenere
   rimborsi.
     All'intestazione  più  aggiungersi  la  dichiarazione  di   un
   rappresentante per le sole operazioni di deposito e di rimborso.
     I libretti possono essere rilasciati a persone  minori,  anche
   senza alcuna dichiarazione di rappresentanza.


   
     150. Rilascio di una ricevuta per ciascun deposito.   Per ogni
   deposito eseguito nelle casse di  risparmio  postali,  l'ufficio
   deve rilasciare al depositante una ricevuta, la cui efficacia  è
   stabilita dall'art. 166.


   
     151.  Acquisto  di  titoli  del  debito  pubblico     Depositi
   volontari.   A richiesta dei titolari dei libretti,  gli  uffici
   postali, con il solo rimborso delle spese, provvedono,  mediante
   prelievo delle somme  iscritte  sul  libretto,  all'acquisto  di
   titoli del debito pubblico o al deposito  volontario  presso  la
   Cassa depositi e prestiti.


   
     152. Riscossioni di interessi di titoli nominativi del  debito
   pubblico.   I titolari dei libretti possono valersi degli uffici
   postali per la riscossione degli interessi di titoli  nominativi
   del debito pubblico, purchè‚ al netto di ritenuta.


   
     153. Interesse sui libretti  postali  di  risparmio.     Sulle
   somme depositate è corrisposto un interesse,  il  cui  saggio  è
   stabilito con decreto del Ministro per il  tesoro,  di  concerto
   con il Ministro per le poste e le telecomunicazioni.
     Quando lo esigano le  condizioni  di  mercato,  il  saggio  di
   interesse  più  essere  modificato  anche   durante   il   corso
   dell'anno.
     Le variazioni dei saggi d'interesse hanno  effetto  dal  primo
   giorno del mese successivo  alla  pubblicazione  nella  Gazzetta
   Ufficiale della Repubblica  del  decreto  ministeriale,  che  le
   determina, sui depositi effettuati e su  quelli  da  effettuarsi
   dopo la detta pubblicazione.


   
     154.  Computo  degli  interessi  sul  credito  risultante  nei
   libretti postali di risparmio.   Lo  interesse  si  computa  con
   decorrenza dal 1ø o dal 16 di ogni mese.
     Per i depositi l'interesse  decorre  dal  primo  giorno  della
   quindicina successiva a quella in cui sono stati eseguiti.
     Sulle somme rimborsate  l'interesse  cessa  dal  primo  giorno
   della quindicina in cui è stato eseguito il rimborso.
     Alla fine dell'anno solare l'interesse maturato si aggiunge al
   capitale versato e diventa fruttifero.
     L'interesse è corrisposto sulle somme superiori a lire 100  ed
   il calcolo viene effettuato con l'arrotondamento per  difetto  a
   lire 110. La somma liquidata è arrotondata a lire 10 sempre  per
   difetto.


   
     155. Iscrizione degli interessi sui libretti.     L'iscrizione
   degli interessi maturati annualmente sui libretti  di  risparmio
   viene eseguita dagli uffici postali, ai  quali  gli  interessati
   devono presentare, a tal fine, i libretti in loro possesso.
     Sui libretti della serie speciale per gli  italiani  residenti
   all'estero gli interessi vengono  iscritti  dall'Amministrazione
   centrale, cui gli interessati devono far  pervenire  i  libretti
   stessi.


   
       156. Custodia  dei  libretti  di  risparmio.     E'  vietato
   affidare agli uffici postali i libretti di risparmio.
     L'Amministrazione centrale soltanto  assume  l'incarico  della
   custodia.
     I  possessori  di  libretti  sono  tenuti  a  presentarli,  se
   richiesti,  ai   funzionari   dell'Amministrazione   debitamente
   autorizzati.
     Nessuna  responsabilità  incombe  all'Amministrazione  per  le
   conseguenze  della  trasgressione  al  divieto  ed   all'obbligo
   sanciti nel presente articolo.
     Ove occorra, si potrà affidare la  custodia  dei  libretti  di
   risparmio ad uffici decentrati con decreto del Ministro  per  le
   poste e le telecomunicazioni.


   
     157. Casi di  sequestro,  pignoramento  ed  opposizione.     I
   libretti di risparmio ed i crediti in  essi  iscritti  non  sono
   soggetti a  sequestro  o  pignoramento,  salvo  che  per  ordine
   dell'autorità giudiziaria penale, anche per recupero di spese di
   giustizia.
     Le opposizioni ai rimborsi sono ammesse solamente:
       a) da parte dei rappresentanti legali  e  dei  curatori  sui
   libretti intestati ad incapaci, interdetti o inabilitati;
       b) da parte di coeredi nei casi di controversia sui  diritti
   a succedere;
       c) da parte  di  ciascuno  degli  intestatari  sui  libretti
   emessi a nome di più persone;
       d) da parte dei titolari,  i  cui  libretti  si  trovino  in
   possesso di altre persone.
     L'opposizione deve essere notificata all'ufficio di emissione.


   
     158.  Cessione  e  pegno  di  libretti  postali  nominativi  e
   relativo credito.    Il  credito  dei  libretti  nominativi  più
   essere ceduto in tutto o  in  parte  con  atto  pubblico  o  con
   scrittura privata autenticata da notaio.
     I libretti possono essere dati anche in pegno.
     La cessione ed il pegno debbono essere  legalmente  notificati
   all'ufficio di emissione.


   
     159. Rimborsi  sui  libretti  nominativi.     I  rimborsi  sui
   libretti   nominativi   vengono   fatti   esclusivamente    agli
   intestatari dei libretti od ai loro rappresentanti,  procuratori
   o delegati.
     La delega è ammessa soltanto per  i  rimborsi  richiesti  agli
   uffici di emissione.
     Sui libretti intestati  a  minorenni  senza  dichiarazione  di
   rappresentanza, i rimborsi vengono fatti ai minorenni  medesimi,
   tranne il  caso  di  opposizione  da  parte  dei  rappresentanti
   legali.
     Se i minorenni non hanno compiuto i 10  anni,  debbono  essere
   accompagnati, per riscuotere, da uno dei genitori, o dal  tutore
   o da altra persona di notoria probità, la quale convalidi con la
   propria firma la loro firma di quietanza.
     Sui libretti intestati ad interdetti, o vincolati a favore  di
   minori, i rimborsi sono soggetti alle norme del codice civile.


   
     160. Servizio dei risparmi - Esenzione dalle imposte di bollo.
     Sono esenti dalle imposte di bollo e di  registro  le  procure
   speciali rilasciate per i rimborsi.
     Sono esenti inoltre dalle imposte di  bollo  e  legalizzazione
   gli atti consolari concernenti le operazioni fatte dai cittadini
   residenti all'estero con le casse postali di risparmio.


   
     161. Rimborsi su libretti nominativi.   I rimborsi non possono
   essere eseguiti senza l'esibizione dei libretti.
     Possono tuttavia ottenersi rimborsi provvisori con le modalità
   stabilite dal regolamento su libretti nominativi che si  trovino
   in possesso dell'Amministrazione.


   
     162. Rimborsi su libretti  di  risparmio  al  portatore.     I
   rimborsi su libretti al portatore  sono  eseguiti  a  vista  per
   qualunque somma mediante la semplice esibizione del libretto.
     Per i rimborsi su libretti nominativi,  l'Amministrazione  più
   valersi dei termini stabiliti dal regolamento.


   
     163. Rimborsi presso uffici diversi da quello di emissione.   
   I rimborsi possono essere eseguiti in uffici diversi  da  quello
   di emissione, senza  spese  a  carico  dei  richiedenti,  previa
   conferma del credito da parte dell'ufficio di emissione.


   
     164. Enti locali   Depositi.    Le  regioni,  le  province,  i
   comuni e gli istituti di beneficenza o di culto,  giuridicamente
   costituiti, possono valersi delle casse postali di risparmio per
   il collocamento delle somme eccedenti i fabbisogni ordinari.


   
     165. Depositi giudiziari o  proventi  di  cancelleria.     Gli
   uffici postali sono autorizzati a ricevere versamenti in  denaro
   per depositi giudiziari o proventi di cancelleria, a norma delle
   disposizioni vigenti in materia civile e penale.
     Tali depositi sono infruttiferi e sono soggetti  a  sequestro,
   pignoramento od opposizione.


   
     166. Ricevute   Cedole di rimborso   Discordanze.    Nei  casi
   di discordanza, fra le somme indicate nelle ricevute  rilasciate
   ai depositanti e quelle iscritte nei  libretti,  fanno  fede  le
   ricevute stesse, salvo prova in contrario.
     Nei casi di discordanza fra le somme indicate nelle cedole  di
   rimborso e quelle iscritte nei libretti, fanno  fede  le  prime,
   salvo prova in contrario.
     In  mancanza  dei  documenti  sopra  indicati  fanno  fede  le
   scritture dell'Amministrazione centrale.


   
     167.  Reclamo     Termini.     Si  decade   dal   diritto   di
   presentazione del reclamo per irregolarità o frodi, nel servizio
   dei risparmi ove la richiesta relativa non sia presentata  entro
   due  anni  dalla   data   dell'operazione   contestata,  purchè‚
   l'irregolarità o la frode siano riconoscibili attraverso l'esame
   del libretto o della ricevuta di deposito.
     Tale termine è aumentato di un anno per gli italiani residenti
   all'estero.


   
     168. Prescrizione del credito dei libretti.   Sono  prescritti
   a favore dell'Amministrazione delle poste i crediti dei libretti
   con il decorso:
       a) di un anno, quando non siano superiori a lire  cento  fra
   capitale e interessi;
       b) di cinque anni, quando non siano superiori a  lire  mille
   tra capitale e interessi;
       c) di trenta anni, quando si tratti di credito  superiore  a
   lire mille tra capitale e interessi.
     I detti termini di prescrizione si computano per  interi  anni
   solari  a  decorrere  dal  primo  giorno  dell'anno   successivo
   all'ultima  operazione  o   richiesta   o   diffida   da   parte
   dell'interessato.
     Per i libretti lasciati in  custodia  al  Ministero,  la  sola
   iscrizione degli interessi maturati non è valida ad interrompere
   il corso della prescrizione.
     Per i libretti appartenenti  a  minori,  i  detti  termini  di
   prescrizione decorrono dal raggiungimento della maggiore età.


   
     169. Controversia giudiziale   Decorrenza dei  termini.     In
   caso  di   controversia   giudiziale   per   qualsiasi   titolo,
   formalmente portata a cognizione dell'Amministrazione, e in caso
   di  opposizione,  i  termini  di  prescrizione  ricominciano   a
   decorrere dal giorno in cui la controversia sia stata definita o
   l'opposizione rimossa.
     Le prescrizioni previste alle lettere a) e b) del  precedente,
   articolo non  si  applicano  alle  somme  versate  a  titolo  di
   deposito giudiziale.


   
     170. Leggi sulla Cassa depositi e prestiti   Applicabilità  al
   servizio dei libretti e  dei  buoni  postali  fruttiferi.     Le
   disposizioni del libro II, capo 2ø e 3ø, del testo  unico  delle
   leggi sulla Cassa  depositi  e  prestiti,  approvato  con  regio
   decreto 2 gennaio 1913, n. 453 , e successive modificazioni,
   si applicano ai servizi regolati da questo Capo, in  quanto  non
   Provvede il presente decreto.

                  Capo VI - Buoni postali fruttiferi

     171. Emissione di  buoni  postali  fruttiferi.     Gli  uffici
   postali, nei limiti e con le modalità indicate dal  regolamento,
   rilasciano buoni postali di risparmio nominativi, rimborsabili a
   vistapresso gli uffici di emissione.


   
     172.  Calcolo  degli  interessi  sui  buoni  postali.      Gli
   interessi sui buoni si computano  a  periodi  non  inferiori  al
   bimestre e sono esigibili soltanto  all'atto  del  rimborso  del
   capitale.
     Non è corrisposto l'interesse maturato  sui  buoni  rimborsati
   prima che sia trascorso un anno dall'emissione.


   
     173. Tabelle degli interessi   Variazioni.   Le variazioni del
   saggio d'interesse dei buoni postali  fruttiferi  sono  disposte
   con decreto del Ministro per  il  tesoro,  di  concerto  con  il
   Ministro per le poste e  le  telecomunicazioni,  da  pubblicarsi
   nella Gazzetta Ufficiale; esse hanno  effetto  per  i  buoni  di
   nuova serie, emessi dalla data di entrata in vigore del  decreto
   stesso, e possono essere estese ad una o  più  delle  precedenti
   serie.
     Ai soli fini  del  calcolo  degli  interessi,  i  buoni  delle
   precedenti serie, alle quali sia stata estesa la variazione  del
   saggio, si considerano come rimborsati e  convertiti  in  titoli
   della nuova serie  e  il  relativo  computo  degli  interessi  è
   effettuato sul montante maturato, in base alle norme di  cui  al
   primo comma del precedente art. 172, alla  data  di  entrata  in
   vigore del decreto previsto dal presente articolo. Per  i  buoni
   che siano stati emessi da meno  di  un  anno,  il  nuovo  saggio
   decorre dalla data di compimento dell'anno ed il calcolo,  degli
   interessi è eseguito sul  montante  maturato  alla  scadenza  di
   questo periodo.
     Gli interessi vengono corrisposti  sulla  base  della  tabella
   riportata a tergo dei buoni; tale tabella, per i  titoli  i  cui
   tassi siano stati modificati dopo la loro emissione, è integrata
   con quella che è a disposizione dei titolari  dei  buoni  stessi
   presso gli uffici postali


   
     174. Esenzione di  imposte  e  tasse.     Il  capitale  e  gli
   interessi costituenti l'importo dei buoni sono  esenti  da  ogni
   imposta o tassa di qualsiasi specie, presenti e future .


   
     175. Insequestrabilità ed impignorabilità  dei  buoni  postali
   fruttiferi.   I buoni postali fruttiferi non sono  sequestrabili
   n‚ pignorabili, tranne che per ordine dell'autorità  giudiziaria
   in sede penale.
     Essi sono, inoltre, non cedibili, salvo il  trasferimento  per
   successione a termini di legge.


   
     176. Prescrizione del credito dei buoni postali fruttiferi.
   I buoni postali fruttiferi possono essere riscossi entro la fine
   del trentesimo anno solare successivo a quello di emissione.
     Dal 1ø gennaio successivo, i buoni  non  riscossi  cessano  di
   essere fruttiferi di interessi e  sono  rimborsati  a  richiesta
   dell'avente diritto entro il termine di prescrizione  di  cinque
   anni; la prescrizione è interrotta da un atto di richiesta o  di
   diffida.
     Le somme di cui non è  stato  chiesto  il  rimborso  entro  il
   termine stabilito  dal  precedente  comma  sono  acquisite  alle
   entrate di bilancio dell'Amministrazione postale.
     Le disposizioni di cui al presente articolo  si  applicano  ai
   buoni emessi nell'anno 1939 e successivi, salvo quanto  disposto
   nel comma seguente.
     Per quei buoni, emessi anteriormente alla  data  del  presente
   decreto, per i  quali  sia  stata  interrotta  a  suo  tempo  la
   prescrizione con atto formalmente valido secondo le disposizioni
   precedentemente in vigore, il termine di 30  anni  previsto  dal
   primo  comma  del  presente  articolo  decorre  dal  1ø  gennaio
   successivo alla data dell'interruzione.


   
     177. Buoni versati per cauzione.   I buoni postali  fruttiferi
   sono ammessi per il loro valore integrale in tutte  le  cauzioni
   definitive  da  prestarsi  nell'interesse  dello  Stato,   delle
   regioni, delle province, dei comuni e  di  ogni  altra  pubblica
   amministrazione.
     Per  tali  effetti  i  buoni  saranno  depositati  presso   la
   direzione generale della  Cassa  depositi  e  prestiti  e  degli
   istituti  di  previdenza,  e  saranno  passibili   soltanto   di
   incameramento a favore dell'ente cauzionato, nei  casi  previsti
   dalle leggi o dal contratto.
     Il deposito dei buoni è esente da tassa di custodia.


   
     178. Rimborso dei buoni.   I buoni postali sono rimborsabili a
   vista presso gli uffici di emissione.
     Possono essere rimborsati  da  altri  uffici,  nei  limiti  di
   taglio in cui sono autorizzati ad emetterli, con le condizioni e
   modalità indicate dal regolamento.
     A   semplice   richiesta   dell'esibitore,   l'Amministrazione
   effettua la conversione dei buoni postali in altri buoni a tasso
   di interesse maggiore di quello  dei  titoli  esibiti.  I  nuovi
   buoni devono  recare  la  medesima  intestazione  e  gli  stessi
   eventuali vincoli dei buoni da convertire.
     Nei casi di cui al precedente  comma  deve  essere  convertito
   l'intero  montante  dei  titoli   esibiti,   salvo   l'eccedenza
   inferiore al taglio minimo dei  buoni,  eventualmente  residuata
   dall'operazione.  Tale  eccedenza,  qualora  non  sia  integrata
   dall'esibitore in modo da consentire la emissione  di  un  buono
   del taglio minimo, viene depositata su un libretto di  risparmio
   nominativo recante la stessa intestazione e gli  stessi  vincoli
   dei titoli esibiti.


   
     179. Rimborso dei buoni presso un ufficio diverso da quello di
   emissione.   Il rimborso di un buono, da eseguirsi da un ufficio
   diverso da quello di emissione, è subordinato al pagamento della
   tassa di un vaglia di pari importo quando avvenga prima che  sia
   trascorso un mese dalla data di emissione del buono stesso.


   
     180. Duplicazione dei buoni.   Il buono smarrito, sottratto  o
   distrutto  viene  duplicato,  previa  osservanza   delle   norme
   stabilite dal regolamento ed il pagamento della relativa tassa.


   
     181. Comitato centrale dei buoni.   All'organizzazione e  alla
   vigilanza del servizio dei buoni postali fruttiferi provvede  il
   comitato centrale dei buoni.
     Il comitato centrale dei buoni ha sede presso il Ministero del
   tesoro; è presieduto dal Ministro per il tesoro  ed  è  composto
   dal  direttore  della  Cassa  depositi  e  prestiti,  come  vice
   presidente,  dal  direttore   generale   del   tesoro,   da   un
   rappresentante della Ragioneria generale dello  Stato  e  da  un
   altro  funzionario  del  Ministero  del  tesoro   nominato   dal
   Ministro, nonchè‚ dal direttore generale  delle  poste  e  delle
   telecomunicazioni e dal direttore della direzione centrale per i
   servizi di bancoposta.
     Il comitato è assistito da  un  segretario,  scelto  dal  vice
   presidente fra i funzionari della direzione generale della Cassa
   depositi e prestiti.


   
     182. Applicabilità al servizio dei buoni delle norme  relative
   alle Casse postali di risparmio.   In quanto  non  sia  disposto
   diversamente dal presente capo, al servizio  dei  buoni  postali
   fruttiferi si applicano le norme che regolano  il  servizio  dei
libretti postali di risparmio.

 
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