Decreto del Presidente della Repubblica del 29 Marzo 1973, n. 156 - Libro IV - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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Decreto del Presidente della Repubblica del 29 Marzo 1973, n. 156 - Libro IV

Legislazione > Leggi > D.P.R. del 29 Marzo 1973, n. 156

L’attività Radioamatoriale, in Italia, attualmente è regolamentata dal Decreto del Presidente della repubblica n\'b0447 del 5 Ottobre 2001 con l’”Approvazione del piano nazionale di ripartizione delle frequenze” tra 0 e 1.000 GHz, con i relativi allegati e il predetto piano sostituisce quello approvato con Decreto Ministeriale del 28 febbraio 2000 con successive modificazioni e integrazioni. All’interno del Decreto n°447. Successivamente, con Decreto Ministeriale dell’11 Febbraio 2003 è stata approvata l’”Adeguamento della normativa tecnica relativa all'esercizio dell'attivita' radioamatoriale” e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 24 Febbraio ’03 n°45 (con i relativi moduli ed allegati). Il D.M., invece, ha ratificato, sia l’”attività radioamatoriale” che le “norme tecniche. Infine, con Decreto Legge del 1\'b0 Agosto 2003, n. 259, la repubblica Italiana in conformità alle disposiovini europee varava il "Codice delle comunicazioni elettroniche".



 

D.P.R. del 29 Marzo 1973, n. 156
"Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni".

LIBRO QUARTO
Dei servizi di telecomunicazioni

TITOLO I
Parte generale
Capo I - Disposizioni di carattere generale


183.   Esecuzione    ed    esercizio    di    impianti    di
   telecomunicazioni   Esclusività   Eccezioni     Assegnazione  di
   radiofrequenze.   Nessuno più eseguire od esercitare impianti di
   telecomunicazioni senza aver ottenuto la relativa concessione o,
   per gli impianti  di  cui  al  comma  secondo  dell'art.  1,  la
   relativa autorizzazione.
     Tuttavia è consentito al privato di  stabilire,  per  suo  uso
   esclusivo, impianti di telecomunicazioni per collegamenti a filo
   nell'ambito del proprio fondo o di più fondi di  sua  proprietà,
   purchè‚ contigui, ovvero nell'ambito dello  stesso edificio  per
   collegare una parte di proprietà del privato con  altra  comune,
   purchè‚ non connessi alle reti di telecomunicazione destinate  a
   pubblico servizio .
     Parti dello stesso fondo o più fondi dello stesso proprietario
   si considerano contigui anche se separati, purchè‚ collegati  da
   opere  permanenti  si  uso  esclusivo  del   proprietario,   che
   consentano il passaggio pedonale.
     Salvo il caso previsto dal quarto comma dell'art. 184, sono di
   competenza  dell'amministrazione,  nell'ambito  del  regolamento
   internazionale  delle  radiocomunicazioni,   l'assegnazione   di
   frequenze radioelettriche per tutte le radiocomunicazioni  e  la
   notificazione al comitato internazionale di registrazione  delle
   frequenze dell'avvenuta assegnazione.
 
 
   
     184. Impianti di telecomunicazioni delle Amministrazioni dello
   Stato e di esercenti di mezzi adibiti al  pubblico  servizio  di
   trasporto di persone o cose.   Le  amministrazioni  dello  Stato
   possono provvedere, nell'interesse esclusivo dei propri servizi,
   alla   costruzione   ed   allo   esercizio   di   impianti    di
   telecomunicazioni, previo  consenso  dell'Amministrazione,  alla
   quale spetta  anche  di  autorizzare  il  collegamento  di  tali
   impianti  alla  rete  urbana  od  a  quella  interurbana,   alle
   condizioni stabilite nel regolamento.
     Gli esercenti di ferrovie, tranvie, funivie ed altri  analoghi
   mezzi adibiti al pubblico servizio di  trasporto  di  persone  o
   cose,  possono  essere  autorizzati  dall'Amministrazione  nella
   forma,  con  i  limiti  ed   alle   modalità   stabiliti   dalla
   Amministrazione stessa, alla  costruzione  ed  all'esercizio  di
   impianti  di   telecomunicazioni   necessari   alla   sicurezza,
   regolarità e funzionalità del servizio da essi gestito.
     Per l'interconnessione alle reti urbane ed  interurbane  delle
   linee di proprietà degli esercenti di cui al  comma  precedente,
   si  applicano  le  norme  stabilite  nel  regolamento   per   le
   concessioni ad uso privato.
     Il  consenso  dell'Amministrazione  non  è  richiesto  per  le
   necessità di ordine militare, salvo nei casi di interconnessione
   con  altre  reti.  E'  necessario,  comunque,  il  coordinamento
   tecnico con la stessa Amministrazione.
     La norma di cui al precedente  comma  si  applica  anche  agli
   Organismi internazionali di cui  lo  Stato  italiano  fa  parte,
   nonchè‚ ai Paesi membri degli stessi organismi,nei limiti in cui
   un accordo di Governo abbia previsto la possibilità di  eseguire
   ed   esercitare   nel   territorio    italiano    impianti    di
   telecomunicazioni.
 
 
   
     185.   Approvazione   dei    progetti    per    impianti    di
   telecomunicazioni.      Gli   impianti   di   telecomunicazioni,
   eccettuati quelli cui si riferiscono il secondo comma  dell'art.
   183 ed il quarto e  quinto  comma  dell'art.  184,  non  possono
   essere  eseguiti  se  i  relativi  progetti  non   siano   stati
   preventivamente approvati dall'Amministrazione,  salvo  che  non
   sia diversamente stabilito nel regolamento.
     Per gli impianti nelle aziende dipendenti dal Ministero  delle
   poste e delle  telecomunicazioni  e  dei  concessionari  ad  uso
   pubblico, nel regolamento  o  negli  atti  di  concessione  sono
   stabiliti i casi in cui occorre la preventiva  approvazione  dei
   progetti.
     Rimangono  ferme  le  autorizzazioni   amministrative   e   le
   prescrizioni previste da leggi speciali.
     L'approvazione del progetto importa dichiarazione di  pubblica
   utilità, nei casi e  nella  forma  previsti  dall'art.  213  del
   presente decreto.
 
   Capo II - Norme comuni alle concessioni ad  uso  pubblico  e  ad
                             uso privato
 
     186. Cittadinanza italiana.   Il titolare di  una  concessione
   deve essere cittadino italiano, ovvero, se è persona  giuridica,
   deve avere la nazionalità italiana.
     Si più prescindere dal predetto requisito per  le  concessioni
   ad uso privato.
 
 
   
     187. Divieto di cessione.   Le concessioni non possono formare
   oggetto di cessione,  anche  parziale,  sotto  qualsiasi  forma,
   senza l'assenso dell'Amministrazione.
     Tale assenso è dato dallo stesso organo competente al rilascio
   della concessione.
 
 
   
     188. Canoni di concessione.   Il  concessionario  è  tenuto  a
   corrispondere allo Stato un canone annuo nella misura  stabilita
   nel  presente  decreto,  o  nel  regolamento,  o  nell'atto   di
   concessione.
 
 
   
     189. Cauzione.     Salvo  quanto  diversamente  stabilito  nel
   presente decreto, il concessionario  deve  prestare  cauzione  a
   garanzia degli obblighi assunti.
     L'importo e le modalità per la costituzione della cauzione,  i
   casi  e  la  misura  in  cui  essa   debba   essere   aumentata,
   reintegrata, e le relative sanzioni, sono stabiliti  negli  atti
   di concessione.
 
 
   
     190.  Estinzione  della  concessione.      La   durata   della
   concessione è stabilita nel provvedimento che l'accorda.
     La  concessione  si  estingue,  oltre  che  per  scadenza  del
   termine:
       1) per decadenza, per revoca o per riscatto;
       2) per  morte  o  per  sopravvenuta  incapacità  legale  del
   concessionario, o, nei casi di persona  giuridica,  quando  essa
   perda la personalità giuridica;
       3) per perdita della cittadinanza italiana o,  nei  casi  di
   persona giuridica, per la perdita  della  nazionalità  italiana,
   nei casi in cui sono richiesti tali requisiti;
       4) per fallimento.
 
 
   
     191. Decadenza.   La decadenza della concessione è pronunciata
   nel caso  di  gravi  e  reiterate  inosservanze  degli  obblighi
   imposti al concessionario.
     Essa non più essere pronunciata se il concessionario  non  sia
   stato   invitato,   almeno   30   giorni   prima,   a    fornire
   giustificazioni.
     Nessun risarcimento o indennizzo  di  sorta  è  in  ogni  caso
   dovuto al concessionario.
     Il provvedimento di decadenza è adottato dalla stessa Autorità
   che ha emanato l'atto di concessione, ed ha effetto  dal  giorno
   in cui sia stato notificato al concessionario.
 
 
   
     192. Incameramento delle  cauzioni.     In  tutti  i  casi  di
   estinzione della  concessione,  qualora  il  concessionario  non
   provveda  entro  il  termine  di  tre   mesi   dalla   richiesta
   dell'Amministrazione, al pagamento di  quanto  ad  essa  dovuto,
   l'Amministrazione   stessa   procede   all'incameramento   della
   cauzione fino all'ammontare dei propri crediti liquidi.
     La  somma  eventualmente  residua  è  messa   a   disposizione
   dell'interessato, ovvero, in caso di fallimento non  seguito  da
   bancarotta, dell'autorità giudiziaria.
     Qualora  il  fallimento  dia  luogo  al  reato  di  bancarotta
   semplice    o     fraudolenta,     l'Amministrazione     procede
   all'incameramento, totale o parziale, della cauzione.
     Analogamente,  l'Amministrazione  più  procedere  al  predetto
   incameramento, in tutti  gli  altri  casi  di  estinzione  della
   concessione dovuti a colpa del concessionario.
 
 
   
     193.  Controlli.     Allo  scopo  di  accertare  la   regolare
   osservanza   degli   obblighi   assunti   dal    concessionario,
   l'Amministrazione  ha  la  facoltà  di  effettuare  controlli  e
   verifiche sull'esercizio della concessione.
     L'Amministrazione ha altresì la facoltà  di effettuare  detti
   controlli e verifiche presso le sedi del concessionario;  a  tal
   fine il concessionario è obbligato a dare, in qualsiasi momento,
   libero accesso ai  funzionari  dell'Amministrazione,  muniti  di
   apposita autorizzazione.
 
 
   
     194.   Condizioni,   limiti,   diritti   ed    obblighi    del
   concessionario.   Le condizioni, amministrative  e  tecniche,  i
   limiti, i diritti e gli obblighi  del  concessionario,  ove  non
   previsti dal presente decreto sono stabiliti nel  regolamento  o
   negli atti di concessione.
     Per le concessioni ad uso pubblico rilasciate nella  forma  di
   cui al successivo art. 196, le  relative  convenzioni  precisano
   gli obblighi del concessionario, anche in rapporto allo sviluppo
   e perfezionamento tecnico degli impianti.
 
 
   
       195.   Installazione   ed   esercizio   di    impianti    di
   telecomunicazione  senza   concessione   od   autorizzazione   -
   Sanzioni.   1. Chiunque installa  od  esercita  un  impianto  di
   telecomunicazione senza aver ottenuto la relativa concessione  o
   autorizzazione è punito, se il fatto non costituisce reato,  con
   la sanzione amministrativa pecuniaria da  lire  500.000  a  lire
   20.000.000.
     2. Se il fatto riguarda impianti radioelettrici, si applica la
   pena dell'arresto da tre a sei mesi.
     3. Se il fatto riguarda impianti di radiodiffusione  sonora  o
   televisiva, si applica la pena della reclusione  da  uno  a  tre
   anni. La pena è ridotta alla metà se trattasi di impianti per la
   radiodiffusione sonora o televisiva in ambito locale.
     4.  Chiunque  realizza  trasmissioni,   anche   simultanee   o
   parallele, contravvenendo ai  limiti  territoriali  o  temporali
   previsti dalla concessione, è punito con la  reclusione  da  sei
   mesi a due anni.
     5. Il trasgressore è tenuto, in ogni caso, al pagamento di una
   somma pari al  doppio  dei  canoni  previsti  per  ciascuno  dei
   collegamenti abusivamente realizzati relativamente al periodo di
   esercizio abusivo  accertato  e  comunque  per  un  periodo  non
   inferiore  ad  un  trimestre.  Non   si   tiene   conto,   nella
   determinazione del canone, delle agevolazioni previste a  favore
   di determinate categorie di utenti.
     6. Indipendentemente dall'azione penale, l'Amministrazione più
   provvedere direttamente, a spese del possessore, a suggellare  o
   rimuovere l'impianto  ritenuto  abusivo  ed  a  sequestrare  gli
   apparecchi .
 
                Capo III - Concessioni ad uso pubblico
 
     196. Organo competente al rilascio delle  concessioni  ad  uso
   pubblico.     Si  provvede  con  decreto  del  Presidente  della
   Repubblica,  su  proposta  del  Ministro  per  le  poste  e   le
   telecomunicazioni, di concerto con il Ministro  per  il  tesoro,
   sentito il Consiglio dei Ministri, alle concessioni  di  servizi
   di telecomunicazioni ad uso pubblico, salvo quanto  diversamente
   stabilito dal successivo art. 197 del presente decreto .
 
 
   
     197. Concessioni rilasciate da altri organi.     Si  provvede,
   con determinazione del direttore compartimentale competente  per
   territorio, o dell'organo designato con decreto del Ministro per
   le  poste  e  le  telecomunicazioni,  sentito  il  consiglio  di
   amministrazione.
       a) alle concessioni aventi per oggetto l'accettazione ed  il
   recapito di telegrammi, salvo che il  servizio  stesso  non  sia
   svolto da titolari di concessioni rilasciate nella forma di  cui
   al precedente art. 196;
       b)  alle  concessioni  aventi  per  oggetto   l'impianto   e
   l'esercizio di posti pubblici per trasmissioni telegrafiche.
     In entrambi i casi è necessario il parere  del  Circolo  delle
   costruzioni   telegrafiche   e   telefoniche,   competente   per
   territorio.
 
 
   
     198. Scelta del concessionario.    L'Amministrazione,  qualora
   intenda dare in concessione servizi di telecomunicazioni, invita
   enti, società e ditte specializzate, che abbiano i requisiti per
   potere ottenere la concessione, ad indicare le  condizioni  alle
   quali  sarebbero  disposti  ad  assumere  il  servizio,  tenendo
   presente il capitolato predisposto dall'Amministrazione stessa.
     L'Amministrazione procederà all'esame delle domande pervenute,
   facendo al Ministro per  le  poste  e  le  telecomunicazioni  le
   relative proposte.
     Il Ministro stesso, sulla base di tali proposte, e sentito  il
   consiglio di amministrazione, giudica definitivamente.
     Le concessioni di servizi di telecomunicazioni possono  essere
   accordate a società per azioni, il cui capitale sia direttamente
   o indirettamente posseduto in  maggioranza  dallo  Stato,  senza
   l'osservanza del procedimento di cui ai precedenti commi.
     Analogamente si più prescindere dal predetto procedimento  per
   le concessioni di cui al precedente art. 197.
 
 
   
     199.   Parere   del   Consiglio   superiore   tecnico    delle
   telecomunicazioni.   Deve essere sentito il parere del Consiglio
   superiore tecnico delle telecomunicazioni nei casi previsti  dal
   decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 433  del
   6 marzo 1948, ratificato con la legge 15 febbraio 1953,  n.  83,
   salvo che il valore degli impianti o delle opere da eseguire sia
   inferiore ai limiti  richiamati  nell'art.  7  del  decreto  del
   Presidente della Repubblica sulle  funzioni  dirigenziali  nelle
   amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo.
 
 
   
     200. Collaudo degli impianti di  telecomunicazioni.     E'  in
   facoltà  dell'Amministrazione  di   procedere,   a   spese   del
   concessionario, al collaudo degli impianti inerenti i servizi di
   telecomunicazioni.
     Il  collaudo  non  esonera  il  concessionario  da   eventuali
   responsabilità.
 
 
   
     201.  Cessioni  di  immobili  e   di   impianti   patrimoniali
   dell'Amministrazione.     Ai  concessionari   dei   servizi   di
   telecomunicazioni, l'Amministrazione più cedere in  proprietà  o
   in locazione  gli  stabili  e  gli  impianti  necessari  per  lo
   espletamento dei  servizi  stessi,  alle  condizioni  e  con  le
   modalità stabilite dal regolamento.
 
 
   
     202. Riscatto.   Salvo quanto  previsto  dal  successivo  art.
   203, l'autorità che ha accordato la concessione più in qualunque
   tempo, procedere all'esecuzione del riscatto totale  o  parziale
   della stessa, con preavviso di almeno un anno.
     Entro  sei  mesi  dal  preavviso   deve   essere   emessa   la
   dichiarazione di  riscatto,  con  l'indicazione  della  data  di
   esecuzione del medesimo.
     Tra la dichiarazione di riscatto e quella di  esecuzione  deve
   intercorrere un periodo di tempo non superiore ad un anno.
     Qualora al preavviso non segua, nel termine di cui al  secondo
   comma, la dichiarazione  di  riscatto,  il  preavviso  cessa  di
   produrre ogni effetto.
 
 
   
     203.  Rinuncia  alla  facoltà  di  riscatto.     Gli  atti  di
   concessione possono stabilire  un  termine  entro  il  quale  il
   riscatto non è consentito.
     L'Amministrazione più rinunciare all'esercizio  della  facoltà
   di riscatto per un periodo non  superiore  ai  trent'anni  dalla
   data di inizio della concessione, o dalla data  di  stipulazione
   dei nuovi patti.
 
 
   
     204. Effetti del riscatto.     Alla  data  di  esecuzione  del
   riscatto,  l'Amministrazione  subentra  nella  proprietà   degli
   impianti  e   dei   materiali   relativi   all'esercizio   della
   concessione,   nonchè‚  degli   immobili   di   proprietà    del
   concessionario pertinenti al servizio concesso.
     La presa di possesso è effettuata mediante compilazione di  un
   verbale di consegna e più avvenire anche  prima  che  sia  stato
   determinato il prezzo dei beni oggetto del riscatto.
     Alla  data  di  esecuzione  del   riscatto   l'Amministrazione
   subentra nei diritti del concessionario,  nonchè‚ in  tutti  gli
   impegni dal medesimo assunti per forniture ed appalti, rivolti a
   realizzare  piani  tecnici  già  approvati  dall'Amministrazione
   stessa.
     L'Amministrazione subentra anche negli obblighi  che  derivano
   da leggi particolari, o che siano stati assunti con gli atti  di
   concessione, per i casi in cui i  concessionari  abbiano  emesso
   delle obbligazioni.
 
 
   
     205. Determinazione del  prezzo.     Il  prezzo  spettante  al
   concessionario deve essere stabilito entro un anno dalla data di
   esecuzione del riscatto;  a  tal  fine  il  concessionario,  nel
   termine di due mesi dalla notifica del  preavviso  di  riscatto,
   deve presentare all'Amministrazione l'inventario dei beni di cui
   al precedente art. 204.
     Detto   inventario    viene    controllato    ed    aggiornato
   dall'Amministrazione, d'intesa con  il  concessionario,  tenendo
   presenti le modificazioni intervenute fino alla data di presa di
   possesso e risultanti dal verbale di consegna.
     Il prezzo sarà fissato di comune accordo tra le parti, in base
   al valore reale dei beni  riferito  alla  data  della  presa  di
   possesso della Amministrazione.
     Qualora nel termine di un anno, di cui al primo comma, non sia
   stato raggiunto l'accordo  sul  valore  da  attribuire  ai  beni
   oggetto del riscatto, lo stesso sarà stabilito  da  un  collegio
   arbitrale  composto  da  tre  membri,  di   cui   uno   nominato
   dall'Amministrazione, uno dal concessionario ed  il  terzo,  con
   funzioni di presidente, scelto dal presidente del  Consiglio  di
   Stato, tra i consiglieri di Stato.
     Il  collegio  dovrà  procedere  all'accertamento  di  cui   al
   precedente comma nel termine di un anno dalla sua costituzione.
 
 
   
     206. Diminuzione  del  prezzo  di  riscatto.     Nel  caso  di
   impianti eseguiti col concorso dello Stato, delle regioni, delle
   province o dei comuni, si tiene conto, al momento del  riscatto,
   dei concorsi stessi, diminuendo la somma da pagare.
     La  diminuzione  del  valore  di  riscatto,  per  effetto  dei
   contributi di cui al comma precedente, viene effettuata d'intesa
   fra le parti, ed in caso di disaccordo, dal collegio di  cui  al
   precedente art. 205.
 
 
   
     207. Sostituzione del concessionario a seguito di riscatto.   
   Qualora   l'Amministrazione   riscatti   la   concessione    per
   trasferirla ad un altro soggetto, questi è obbligato a  rilevare
   i beni riscattati ed a subentrare in tutti i rapporti  giuridici
   attivi  e  passivi   contratti   dal   concessionario   uscente,
   relativamente all'esercizio della concessione,  fino  alla  data
   del riscatto,  nonchè‚ a  corrispondere  all'Amministrazione  il
   prezzo del riscatto e le somme impiegate per determinarlo.
     Ai fini di cui al precedente comma, il Ministero del tesoro  è
   autorizzato a provvedere con propri decreti  alla  contemporanea
   iscrizione negli stati di previsione dell'entrata e della  spesa
   dell'Amministrazione   concedente   di   quanto   dovuto    alla
   Amministrazione dal concessionario subentrante,  e  da  essa  al
   concessionario uscente.
     Nei confronti del concessionario subentrante, non si opera  la
   diminuzione del prezzo del riscatto prevista dal precedente art.
   206.
 
 
   
     208. Obblighi  del  concessionario  subentrante.     Il  nuovo
   concessionario ha l'obbligo di subentrare nei rapporti di lavoro
   esistenti alla data del riscatto, purch‚ trattisi  di  personale
   in servizio alla data del preavviso,  alle  condizioni  in  atto
   alla data stessa e risultanti da atto scritto.
     Ai   fini   dell'applicazione   del   precedente   comma,   il
   concessionario    uscente    deve    tempestivamente     inviare
   all'Amministrazione l'ultimo inventario di cui  alle  norme  del
   codice civile, relative alle scritture contabili  delle  imprese
   commerciali ed all'art. 7 della legge 5 gennaio 1956, n. 1.
     Il concessionario uscente è altresì obbligato a trasferire al
   concessionario subentrante, nell'importo corrispondente a quello
   effettivamente dovuto al personale dipendente, i fondi  relativi
   alle indennità di anzianità, secondo le norme vigenti,  ai  fini
   delle liquidazioni spettanti al personale stesso all'atto  della
   cessazione del rapporto di lavoro.
 
 
   
     209.  Effetti  dell'estinzione  della  concessione  per  altre
   cause.   In caso della estinzione della concessione per scadenza
   del termine, l'Amministrazione, salvo che non  sia  diversamente
   stabilito nell'atto di  concessione,  subentra  nella  proprietà
   degli  impianti   costituenti   la   concessione,   pagando   al
   concessionario  un  compenso  corrispondente  al  valore   degli
   impianti stessi,  da  determinarsi  con  i  criteri  di  cui  al
   precedente art. 205.
     Salvo quanto previsto per il riscatto, nei rimanenti  casi  di
   estinzione è in facoltà della Amministrazione di acquistare,  in
   tutto o in parte, i beni di  cui  all'art.  204,  risultanti  da
   apposito inventario, fermi  restando  sempre  gli  obblighi  che
   derivino da leggi particolari, o che siano stati assunti con gli
   atti di concessione per i casi in cui  i  concessionari  abbiano
   emesso delle obbligazioni.
     Il prezzo degli impianti che  l'Amministrazione  ritenesse  di
   acquistare a norma del precedente comma,  viene  determinato  in
   base ai criteri stabiliti nel precitato art. 205  ed  in  misura
   proporzionale alla parte dei materiali acquistati;  degli  altri
   impianti  più  essere  ordinata  la  rimozione   a   spese   del
   concessionario.
     L'acquisto  totale  o  parziale  degli  impianti  non  importa
   responsabilità da parte dell'Amministrazione, sia  nei  riguardi
   di  terzi,  sia  nei  confronti  del  personale  dipendente  dal
   concessionario salvo quanto disposto dall'art. 2112  del  codice
   civile.
 
 
   
     210. Controllo amministrativo.   Il  titolare  di  concessione
   rilasciata nella forma  di  cui  al  precedente  art.  196  deve
   trasmettere all'autorità competente il proprio bilancio  annuale
   entro un mese dall'approvazione di esso.
     L'Amministrazione   più   fare   eseguire   verifiche    sulla
   contabilità dell'ente concessionario, al fine  dell'accertamento
   dei canoni che l'ente stesso  deve  corrispondere  a  norma  del
   precedente art. 188.
     Facoltà  di   verifica   sul   funzionamento   contabile   del
   concessionario sono attribuite anche al Ministero del tesoro.
 
 
   
     211.  Obblighi  fiscali.     Le  convenzioni  che  fissano  le
   condizioni per l'esercizio della concessione, e di relativi atti
   aggiuntivi, sono regolati in  materia  di  bollo  ed  ipotecaria
   dalle norme vigenti, e sono registrate con tassa fissa, a cura e
   spese  del  concessionario,  salvo  che  non  sia   diversamente
   stabilito  da  leggi  speciali  nei  riguardi   di   determinati
   concessionari.
 
 
   
     212.  Violazione  agli  obblighi  delle  concessioni  ad   uso
   pubblico.   Quando si verifichino violazioni agli obblighi della
   concessione o irregolarità nel  servizio,  l'Amministrazione  in
   difetto di particolari sanzioni, più imporre  al  concessionario
   il pagamento di una penale nei limiti da fissarsi  nell'atto  di
   concessione.
 
                 Capo IV - Concessioni ad uso privato
 
     213. Organi competenti al rilascio delle  concessioni  ad  uso
   privato.   Chiunque intende stabilire ed esercitare impianti  di
   telecomunicazioni ad uso privato deve, a  norma  del  precedente
   art. 183, essere munito di concessione rilasciata  dal  Ministro
   per le poste e le telecomunicazioni, o  dagli  organi  designati
   con  decreto  del  Ministro  stesso,  sentito  il  consiglio  di
   amministrazione.
 
 
   
     214. Limiti al rilascio di concessioni ad uso  privato.     Le
   concessioni ad uso privato non possono essere accordate se fra i
   punti estremi da collegare esiste servizio ad uso pubblico.
     Fanno eccezione alla norma del precedente comma i collegamenti
   a  sussidio  di  servizi  pubblici,   elettrodotti,   oleodotti,
   gasdotti e acquedotti,  semprechè‚ sia  stato  accertato  che  i
   collegamenti diretti della rete pubblica non sono  in  grado  di
   soddisfare adeguatamente le esigenze relative.
     Le concessioni ad uso privato su mezzo radioelettrico  possono
   essere accordate solo quando  il  collegamento  non  più  essere
   realizzato con altro  mezzo  trasmissivo  messo  a  disposizione
   dall'Amministrazione  o  dai   concessionari   di   servizi   di
   telecomunicazioni, fatta eccezione  per  eventuali  obblighi  di
   legge ovvero per  i  casi  in  cui  l'Amministrazione  riconosca
   l'opportunità della coesistenza dei due  mezzi  per  ragioni  di
   sicurezza delle persone o dei beni.
     Le norme di cui al presente articolo  non  si  applicano  alle
   concessioni di cui agli articoli  326,  330,  334  del  presente
   decreto.
 
 
   
     215. Esonero dalla cauzione.    Le  regioni,  le  province,  i
   comuni, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza  e
   gli enti ospedalieri autonomi, di cui  alla  legge  12  febbraio
   1968,  n.  132  ,   sono   esonerati   dall'obbligo   della
   costituzione del deposito cauzionale di  cui  all'art.  189  del
   presente decreto.
     Si più prescindere dal predetto obbligo per le concessioni  di
   cui agli articoli 326, 330, 334, nonchè‚ per le  concessioni,  a
   chiunque rilasciate, di durata inferiore a 90 giorni.
 
 
   
     216. Rinuncia alla concessione ad uso privato.   E' in facoltà
   del  titolare  di  concessione  ad  uso  privato  rinunciare  in
   qualsiasi momento alla stessa, dandone preavviso con le modalità
   e  nei  termini  indicati  nel  regolamento  o  negli  atti   di
   concessione.
 
 
   
     217.  Traffico  ammesso     Trasgressioni     Sanzioni.     Il
   titolare di concessione ad uso privato più utilizzare i mezzi di
   telecomunicazioni  cui  si  riferisce  la  concessione   stessa,
   soltanto per trasmissioni  riguardanti  attività  di  pertinenza
   propria, con divieto di effettuare traffico per conto terzi.
     Nei casi di calamità naturali od  in  analoghe  situazioni  di
   pubblica emergenza, a seguito delle quali  risultino  interrotte
   le   normali   comunicazioni   telegrafiche    o    telefoniche,
   l'Amministrazione più affidare, per la durata dell'emergenza, ai
   concessionari  di   telecomunicazioni   ad   uso   privato,   lo
   svolgimento di traffico di servizio dell'Amministrazione stessa,
   o  comunque  inerente  alle  operazioni  di  soccorso  ed   alle
   comunicazioni sullo stato e sulla ricerca di persone e di cose.
     Le norme particolari per lo svolgimento dei servizi, di cui al
   comma precedente, saranno emanate con decreto del  Ministro  per
   le  poste  e  le  telecomunicazioni,  sentito  il  consiglio  di
   amministrazione.
 
 
   
     218.  Violazione  degli  obblighi.     Salvo  che   il   fatto
   costituisca  reato  punibile  con  pena  più   grave,   chiunque
   stabilisce  od  esercita  impianti  di   telecomunicazioni   per
   finalità o con modalità diverse da quelle indicate negli atti di
   concessione, è punito con la  sanzione  amministrativa  da  lire
   40.000 a lire 400.000 .
     I contravventori che, per effetto della  infrazione  commessa,
   si sono sottratti al pagamento di un maggior canone, sono tenuti
   a corrispondere una somma pari al doppio del corrispettivo a cui
   si sono sottratti; tale somma non potrà essere  inferiore  a  L.
   20.000.
     Per ogni  altra  violazione  di  obblighi  della  concessione,
   l'Amministrazione più imporre il pagamento di una  penale  nella
   misura prevista dal regolamento o nell'atto di concessione.
     E' fatta salva, in ogni caso, la facoltà della Amministrazione
   di disporre la sospensione in via cautelare e di pronunciare  la
   decadenza della concessione.
 
   Capo V - Tutela degli impianti sottomarini di telecomunicazioni
 
     219.  Danneggiamenti  ai   cavi   telegrafici   e   telefonici
   sottomarini   Sanzioni.   Chiunque rompe o guasta entro o  fuori
   delle acque territoriali un cavo od altro ordigno di un impianto
   sottomarino di telecomunicazioni, legalmente posto e  che  tocca
   il territorio, una colonia o un possedimento di uno o più  degli
   Stati contraenti della convenzione del 14 marzo 1884 o  aderenti
   alla medesima, ed in tal modo interrompe od impedisce, in  tutto
   o in parte,  le  comunicazioni  telegrafiche  o  telefoniche,  è
   punito con la reclusione da uno a tre anni e  con  la  multa  da
   lire 80.000 a lire 800.000 .
     La disposizione del precedente comma si applica anche nel caso
   di danneggiamento di cavo telegrafico o  telefonico  sottomarino
   legalmente posto e temporaneamente non utilizzato.
 
 
   
     220. Omessa denuncia  di  ritrovamento  di  spezzoni  di  cavo
   sottomarino   Sanzioni.   Chiunque trova in  mare,  o  dal  mare
   rigettati in località del demanio  marittimo  spezzoni  di  cavi
   sottomarini od altri ordigni appartenenti a impianti sottomarini
   di  telecomunicazioni   è   tenuto,   entro   ventiquattro   ore
   dall'arrivo della nave in porto  o  dal  ritrovamento,  a  farne
   denuncia alla autorità marittima più vicina.
     Chi  non  osserva  tale  obbligo  è  punito  con  la  sanzione
   amministrativa da lire 20.000 a lire 200.000 .
 
 
   
     221. Strumenti atti  a  danneggiare  impianti  sottomarini  di
   telecomunicazioni   Sanzioni.   Chiunque imbarca strumenti  atti
   esclusivamente a spezzare o distruggere impianti sottomarini  di
   telecomunicazioni è punito con  la  sanzione  amministrativa  da
   lire 80.000 a lire 800.000 (12/c).
     E' punito con la stessa pena chiunque imbarca  strumenti  atti
   anche  a  spezzare  o  distruggere   impianti   sottomarini   di
   telecomunicazioni salvo  che  non  sia  autorizzato  a  svolgere
   attività che richiedano l'impiego di tali strumenti.
     Colui  che,  svolgendo  le   attività   indicate   nel   comma
   precedente, rompe o guasta  volontariamente  un  cavo  od  altro
   ordigno di un impianto sottomarino di telecomunicazioni è punito
   ai sensi dell'art. 219 ma le pene sono aumentate.
 
 
   
     222.  Interruzione  di  cavi  sottomarini  per   comunicazioni
   telegrafiche o telefoniche     Sanzioni.     E'  punito  con  la
   reclusione fino a sei mesi e con la multa da lire 80.000 a  lire
   800.000 (12/b):
       1)  chiunque  per  colpa  rompe  il  cavo  di  un   impianto
   sottomarino di telecomunicazioni, ovvero cagiona ad esso  guasti
   tali da interrompere od  impedire,  in  tutto  o  in  parte,  le
   comunicazioni telegrafiche o telefoniche;
       2) il comandante di una nave,  il  quale  nel  far  porre  o
   riparare un cavo sottomarino, per inosservanza delle regole  sui
   segnali stabiliti per impedire gli  abbordi  in  mare,  ha  dato
   causa  alla  rottura  od  al  deterioramento  di   un   impianto
   sottomarino di telecomunicazioni da parte di altra nave.
     La disposizione del precedente comma si applica anche nel caso
   di rottura o danneggiamento di  cavo  telegrafico  o  telefonico
   sottomarino legalmente posto e temporaneamente non utilizzato.
     Nel caso indicato nel n. 1) la pena è aumentata,  se  l'autore
   della rottura o  del  danneggiamento  non  ne  dà  notizia  alle
   autorità del primo porto ove  approda  la  nave  sulla  quale  è
   imbarcato, nel termine di ventiquattro ore dal suo arrivo.
 
 
   
     223. Rottura o  danneggiamento  di  cavi  sottomarini  -  Casi
   particolari.   Le disposizioni degli articoli 219 e 222  non  si
   applicano  a  coloro  che,  dopo  aver   usato   le   necessarie
   precauzioni, sono stati costretti ad  interrompere  un  impianto
   sottomarino di telecomunicazioni od a causare ad esso guasti per
   proteggere la propria vita o  per  la  sicurezza  della  propria
   nave.
     Le persone indicate nel comma precedente sono  punite  con  la
   sanzione amministrativa da lire 80.000 a lire 800.000  se
   non  danno  notizia   della   rottura   o   del   danneggiamento
   all'autorità del primo porto, ove approda la  nave  sulla  quale
   sono imbarcate, entro le ventiquattro ore dal loro arrivo.
 
 
   
     224. Inosservanza della disciplina sui segnali -  Sanzioni.   
   E' punito con la sanzione amministrativa da lire 80.000  a  lire
   800.000 :
       1) il comandante di una nave  il  quale,  nel  far  porre  o
   riparare  un  impianto  sottomarino  di  telecomunicazioni,  non
   osserva le norme sui segnali stabiliti per impedire gli  abbordi
   in mare;
       2) il comandante o padrone di una nave il quale, vedendo  od
   essendo in condizione di vedere i detti segnali, non si ritira o
   non si  tiene  lontano  almeno  un  miglio  nautico  dalla  nave
   destinata a porre od  a  riparare  un  impianto  sottomarino  di
   telecomunicazioni;
       3) il comandante o padrone di una nave  il  quale,  salvo  i
   casi di forza maggiore, nonostante  i  segnali,  che  servono  a
   indicare la posizione dei cavi sottomarini, non si tiene lontano
   dalla linea almeno un quarto di miglio nautico.
 
 
   
     225. Ancoraggio delle navi    Reti  da  pesca     Inosservanza
   delle distanze dai cavi sottomarini   Sanzioni.   E' punito  con
   l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda da lire 80.000 a  lire
   800.000:
       1) il comandante di una  nave  il  quale  getta  l'ancora  a
   distanza minore di un  quarto  di  miglio  nautico  da  un  cavo
   sottomarino di cui egli più conoscere la posizione per mezzo  di
   segnali o in altro modo, ovvero urta in un segnale destinato  ad
   indicare la posizione di un cavo sottomarino;
       2) il padrone di una barca da pesca il quale  non  tiene  le
   reti alla distanza di almeno un miglio nautico  dalla  nave  che
   pone o ripara un cavo sottomarino.
     Tuttavia i padroni delle barche da pesca che scorgono  o  sono
   in grado di scorgere la nave  posacavi  od  altro  mezzo  navale
   all'uopo utilizzato, portante i prescritti segnali,  hanno,  per
   conformarsi all'avvertimento, il termine necessario  per  finire
   l'operazione in corso, ma questo termine  non  più  eccedere  le
   quattro ore;
       3) il padrone di una barca da pesca il quale  non  tiene  le
   sue reti alla distanza di almeno un  quarto  di  miglio  nautico
   dalla linea dei segnali destinati ad indicare la posizione di un
   cavo sottomarino.
 
 
   
     226. Competenza territoriale.   Se i reati di cui al  presente
   Capo sono commessi in alto mare o all'estero,  la  competenza  è
   determinata secondo le disposizioni dell'art.  1240  del  codice
   della navigazione.
     Se il cittadino ha commesso alcuno dei reati stessi a bordo di
   una nave straniera in alto mare, e deve essere  giudicato  nello
   Stato, la competenza territoriale è determinata secondo le norme
   del codice di procedura penale.
 
 
   
     227. Reati commessi in alto mare.   Gli  ufficiali  comandanti
   navi da guerra o navi destinate a questo fine da uno degli Stati
   contraenti della convenzione del 14 marzo 1884, o aderenti  alla
   medesima ove abbiano ragionevoli  motivi  per  supporre  che  da
   persone imbarcate sopra una nave commerciale sia stato  commesso
   in alto mare alcuno dei reati previsti dalla stessa convenzione,
   possono  esigere  dal  comandante  o  padrone   di   tale   nave
   l'esibizione dei documenti ufficiali concernenti la  nazionalità
   di essa. Di tale esibizione si deve  subito  prendere  nota  sui
   detti documenti.
     Gli ufficiali indicati nel comma precedente possono  compilare
   processi verbali per  accertare  la  sussistenza  del  reato.  I
   verbali sono compilati secondo le forme e nella lingua del Paese
   al quale appartiene l'ufficiale che li compila. Gli imputati  ed
   i testimoni  possono  nella  loro  lingua  aggiungere  tutte  le
   spiegazioni che credono utili, apponendovi la propria firma.
     I verbali compilati da ufficiali  comandanti  navi  straniere,
   fanno fede soltanto fino a prova contraria di quanto l'ufficiale
   attesta di avere fatto o di essere avvenuto in sua presenza.
 
 
   
     228.  Rifiuto  di  esibire  i  documenti  -  Sanzioni.      Il
   comandante di una nave italiana che  si  rifiuta  di  esibire  i
   documenti richiestigli dagli  ufficiali  indicati  nell'articolo
   precedente, è punito con la multa da lire 80.000 a lire  800.000
  .
     Si applica la reclusione fino a  due  anni  se  il  rifiuto  è
   opposto ad ufficiali della marina da guerra.
 
 
   
     229.  Pubblico  ufficiale.     Gli  ufficiali  che,  ai  sensi
   dell'art.  227,  hanno  facoltà  di  chiedere  l'esibizione  dei
   documenti ivi indicati, e  di  compilare  processi  verbali  per
   l'accertamento  dei  reati  previsti  dal  presente  Capo,  sono
   considerati, nell'esercizio di tale facoltà, pubblici ufficiali,
   anche se non siano ufficiali comandanti navi italiane.
 
 
   
     230. Sanzioni civili.     Per  i  danni  cagionati  dai  reati
   previsti dal presente Capo si applicano le norme contenute negli
   articoli 185 e seguenti del codice penale.
     Per le indennità previste nella prima parte dell'art. 7  della
   convenzione internazionale del 14  marzo  1884,  si  osserva  la
   disposizione contenuta nel capoverso dello stesso articolo.
 
Capo VI
Limitazioni legali - Servitù - Espropriazioni
 
       231. Pubblica utilità - Espropriazione.    Gli  impianti  di
   telecomunicazioni  e  le  opere  accessorie  occorrenti  per  la
   funzionalità di detti impianti, semprechè‚siano esercitati dallo
   Stato o  dai  concessionari,  per  i  servizi  concessi  ad  uso
   pubblico, hanno carattere di pubblica utilità.
     Con decreto del Ministro per le poste e  le  telecomunicazioni
   più   essere    dichiarata,    ove    occorra,    l'urgenza    e
   l'indifferibilità delle opere.
     Gli impianti di telecomunicazioni e le opere accessorie di uso
   esclusivamente privato possono  essere  dichiarati  di  pubblica
   utilità  con  decreto  del  Ministro   per   le   poste   e   le
   telecomunicazioni, ove concorrano motivi di pubblico interesse.
     Per l'acquisizione patrimoniale dei  beni  immobili  necessari
   alla realizzazione degli impianti e delle opere, di cui al primo
   comma, più esperirsi la procedura di  esproprio  prevista  dalla
   legge  25  giugno  1865,  n. 2359, e  successive   modificazioni
   ed aggiunte.
     Tale procedura più  essere  esperita  dopo  che  siano  andati
   falliti, o non sia stato possibile effettuare,  i  tentativi  di
   bonario componimento con i proprietari dei fondi sul  prezzo  di
   vendita offerto, da valutarsi  da  parte  degli  uffici  tecnici
   erariali competenti.
     Per le aziende dipendenti dal Ministero delle  poste  e  delle
   telecomunicazioni  e  per  i   concessionari   di   servizi   di
   telecomunicazioni ad uso pubblico, l'indennità  di  esproprio  è
   determinata ai sensi dell'art. 33 della legge 12 marzo 1968,  n.
   325 .
 
 
   
       232.   Limitazioni   legali.         Negli    impianti    di
   telecomunicazioni di cui al precedente art. 231, primo comma,  i
   fili o cavi senza  appoggio  possono  passare,  anche  senza  il
   consenso del proprietario,  sia  al  di  sopra  delle  proprietà
   pubbliche o private, sia dinanzi a quei lati di edifici ove  non
   siano finestre od altre aperture praticabili a prospetto.
     Il proprietario o il condominio non più  opporsi  all'appoggio
   di antenne, di sostegni, nonchè‚al passaggio di condutture, fili
   o  qualsiasi  altro  impianto  nell'immobile  di  sua  proprietà
   occorrente per soddisfare le richieste di utenza degli inquilini
   o dei condomini.
     I fili,  cavi  ed  ogni  altra  installazione  debbono  essere
   collocati in guisa da non impedire  il  libero  uso  della  cosa
   secondo la sua destinazione.
     Il  proprietario  è   tenuto   a   sopportare   il   passaggio
   nell'immobile di sua proprietà del personale  dell'esercente  il
   servizio  che   dimostri   la   necessità   di   accedervi   per
   l'installazione, riparazione e manutenzione  degli  impianti  di
   cui sopra.
     Nei casi previsti dal presente articolo al proprietario non  è
   dovuta alcuna indennità.
 
 
   
       233.  Servitù.     Fuori  dei  casi  previsti  dall'articolo
   precedente, le Servitù occorrenti al passaggio con appoggio  dei
   fili, cavi ed  impianti  connessi  alle  opere  considerate  dal
   precedente art. 231,  sul  suolo,  nel  sottosuolo  o  sull'area
   soprastante,  sono  imposte,  in  mancanza  del   consenso   del
   proprietario ed anche  se  costituite  su  beni  demaniali,  con
   decreto del prefetto, ai  sensi  dell'art.  46  della  legge  25
   giugno 1865, n. 2359 .
     Se trattasi di  demanio  statale,  il  passaggio  deve  essere
   consentito   dall'autorità   competente   ed    è    subordinato
   all'osservanza delle norme e delle condizioni da  stabilirsi  in
   apposita convenzione.
 
 
   
     234. Procedura di imposizione della Servitù - Indennità.    La
   domanda, corredata dal  progetto  degli  impianti  e  del  piano
   descrittivo dei luoghi, è diretta al prefetto.
     Il prefetto invia gli atti al genio  civile  che,  sentite  le
   parti esprime il suo parere in merito e stabilisce la  indennità
   da  pagarsi,  quando  sia  dovuta,  al  proprietario   in   base
   all'effettiva diminuzione del valore del fondo, all'onere che ad
   esso si impone ed al contenuto della Servitù.
     Il prefetto emana il decreto  di  imposizione  della  Servitù,
   determinando le modalità di esercizio dopo essersi accertato del
   pagamento o del deposito della indennità.
 
 
   
     235. Ricorso gerarchico.   Contro il decreto  del  prefetto  è
   ammesso ricorso  gerarchico  al  Ministro  per  le  poste  e  le
   telecomunicazioni, nel termine di 30 giorni dalla  notificazione
   del provvedimento.
 
 
   
     236. Indennità richiesta dopo la costituzione della Servitù.  
   Qualora l'indennità per Servitù sia richiesta  dal  proprietario
   successivamente alla costituzione della Servitù stessa, nulla  è
   dovuto a  titolo  di  interessi  per  il  tempo  anteriore  alla
   richiesta.
 
 
   
     237.  Innovazioni  sul  fondo.     La  Servitù   deve   essere
   costituita in modo da riuscire la più conveniente allo  scopo  e
   la meno pregiudizievole al fondo servente, avuto  riguardo  alle
   condizioni delle proprietà vicine.
     Il proprietario ha  sempre  facoltà  di  fare  sul  suo  fondo
   qualunque innovazione, ancorchè‚ essa importi la rimozione od il
   diverso collocamento degli impianti, dei fili e dei cavi, nè‚per
   questi  deve  alcuna  indennità,  salvo  che  sia   diversamente
   stabilito nell'atto convenzionale o nel decreto prefettizio  che
   costituisce la Servitù e salva,  in  ogni  caso,  l'applicazione
   dell'art. 45 della legge 25 giugno 1865, n. 2359 .
     Gli eventuali oneri dipendenti dallo spostamento per  esigenze
   della viabilità degli  impianti  di  telecomunicazioni  statali,
   sulle strade ed autostrade di proprietà  dell'azienda  nazionale
   autonoma  della  strada,  e  l'utilizzazione  dei  circuiti   di
   telecomunicazioni  statali  per  il  servizio  delle  strade  ed
   autostrade medesime, sono regolati da  apposite  convenzioni  da
   stipularsi fra le amministrazioni interessate.
     Il proprietario che ha ricevuto una indennità per  la  Servitù
   impostagli, nel momento in cui ottiene di essere liberato  dalla
   medesima, è tenuto al rimborso  della  somma  ricevuta  detratto
   l'equo compenso per l'onere già subito.
     Da tale obbligo è esente lo Stato per i beni di sua proprietà.
 
 
   
     238.  Divieto  di  imporre  altri  oneri.       Le   pubbliche
   amministrazioni, le regioni, le province ed i comuni non possono
   imporre  per  l'impianto  o  per  l'esercizio  dei  servizi   di
   telecomunicazioni oneri o canoni che  non  siano  stabiliti  per
   legge, salvo che non  sia  diversamente  disposto  dal  presente
   decreto.
 
 
   
     239.  Occupazione  di  sedi   autostradali   da   gestire   in
   concessione  e  di  proprietà  dei  concessionari.      Per   la
   realizzazione e la manutenzione di impianti di telecomunicazioni
   ad uso pubblico, più essere occupata una sede idonea,  lungo  il
   percorso delle autostrade, gestite in concessione e di proprietà
   del concessionario, all'interno delle reti di recinzione.
     Per la imposizione della Servitù avente come  contenuto  detta
   occupazione, non occorre il decreto che ne dichiari l'urgenza ed
   indifferibilità previsto al secondo comma dell'articolo 231.
     La Servitù è imposta con decreto del Ministro per le  poste  e
   le telecomunicazioni, sentito il Ministro per i lavori pubblici,
   presidente dell'ANAS.
     Prima  della  emanazione  del  decreto   d'imposizione   della
   Servitù, il Ministero  delle  poste  e  delle  telecomunicazioni
   trasmette all'ufficio tecnico erariale competente  un  piano  di
   massima dei lavori da eseguire.
     L'ufficio tecnico erariale, sentite le parti, esprime  il  suo
   parere in  merito  e  stabilisce  la  indennità  da  pagarsi  al
   proprietario in base all'effettiva diminuzione  del  valore  del
   fondo, all'onere che ad esso si impone  ed  al  contenuto  della
   Servitù.
     Il Ministro per le  poste  e  le  telecomunicazioni  emana  il
   decreto d'imposizione della Servitù, determinando le modalità di
   esercizio, dopo essersi accertato del pagamento o  del  deposito
   dell'indennità.
     Il decreto del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni
   viene notificato alle parti interessate.
     L'inizio del procedimento per l'imposizione della Servitù deve
   essere preceduto da un tentativo  di  bonario  componimento  tra
   l'esercente del pubblico servizio  di  telecomunicazioni  ed  il
   proprietario  dell'autostrada,  previo,  in  ogni  caso,  parere
   dell'ufficio   tecnico   erariale   competente    sull'ammontare
   dell'indennità da corrispondere per la Servitù stessa.
     Qualora il concessionario proprietario dell'autostrada dovesse
   provvedere all'allargamento od a modifiche e  spostamenti  della
   sede autostradale per esigenze di viabilità, e  l'esecuzione  di
   tali lavori venisse ad interessare i cavi di  telecomunicazioni,
   ne dà tempestiva comunicazione al proprietario  di  detti  cavi,
   avendo cura di inviare la  descrizione  particolareggiata  delle
   opere da eseguire.
     In tali modifiche e spostamenti sono compresi anche quelli per
   causa di forza maggiore (frane, bonifiche, drenaggi, ecc.).
     Il proprietario  dei  cavi  di  telecomunicazioni  provvede  a
   proprie spese e cura alla modifica dei  propri  impianti  ed  al
   loro  spostamento  sulla  nuova   sede   che   il   proprietario
   concessionario   dell'autostrada   è   tenuto   a   mettere    a
   disposizione.
     Per quanto non espressamente stabilito nel presente  articolo,
   si  applicano  le  altre  norme  sulla  Servitù  in  materia  di
   telecomunicazioni.
 
Capo VII
Polizia e protezione delle telecomunicazioni
 
       240. Turbative ai  servizi  di  telecomunicazioni.     Fermo
   restando quanto previsto dall'art. 23 del  presente  decreto,  è
   vietato  arrecare   disturbi   o   causare   interferenze   alle
   telecomunicazioni ed alle opere ad esse inerenti.
     Nei confronti dei trasgressori provvedono direttamente, in via
   amministrativa,  i  direttori  dei  circoli  delle   costruzioni
   telegrafiche e telefoniche, ed i capi degli ispettorati di  zona
   della Azienda di Stato per i servizi telefonici, competenti  per
   territorio.
 
 
   
     241. Prescrizioni per gli impianti  di  energia  elettrica.   
   Nessuna conduttura di energia elettrica, anche se  subacquea,  a
   qualunque uso  destinata  più  essere  costruita,  modificata  o
   spostata senza che sul relativo progetto si sia  preventivamente
   ottenuto il nulla-osta dell'Amministrazione ai sensi delle norme
   che regolano la materia della trasmissione e distribuzione della
   energia elettrica.
     Il predetto nulla-osta è rilasciato dal direttore del  circolo
   delle costruzioni telegrafiche  e  telefoniche,  competente  per
   territorio, per le linee elettriche:
       a) di classe zero, di I classe e di  II  classe  secondo  le
   definizioni di classe adottate nel decreto del Presidente  della
   Repubblica 21 giugno 1968, n. 1062 ;
       b) qualunque ne sia  la  classe,  quando  esse  non  abbiano
   interferenze con linee di telecomunicazioni;
       c) qualunque ne sia la classe, nei casi di urgenza  previsti
   dall'art. 113 del testo unico delle disposizioni di legge  sulle
   acque e sugli impianti elettrici, approvato con regio decreto 11
   dicembre 1933, n. 1775.
     In questo ultimo caso  per  i  tratti  di  linee  che  abbiano
   interferenze con impianti  di  telecomunicazioni,  i  competenti
   organi  dell'amministrazione  ne  subordinano  il   consenso   a
   condizioni da  precisare  non  oltre  sei  mesi  dalla  data  di
   presentazione dei progetti.
     Per l'esecuzione, invece, di qualsiasi lavoro sulle condutture
   subacquee di energia elettrica  e  sui  relativi  atterraggi,  è
   necessario sempre il  preventivo  consenso  dell'Amministrazione
   che si riserva  di  esercitare  la  vigilanza  e  gli  opportuni
   controlli sulla esecuzione dei lavori stessi. Le relative  spese
   sono a carico dell'esercente delle condutture.
     Nessuna  tubazione  metallica  sotterrata,  a  qualunque   uso
   destinata, più essere costruita, modificata o spostata senza che
   sul relativo progetto  sia  stato  preventivamente  ottenuto  il
   nulla-osta dell'Amministrazione.
     Le determinazioni su  quanto  previsto  nei  precedenti  commi
   terzo,  quarto  e  quinto  possono  essere  delegate  ad  organi
   periferici con decreto del Ministro,  sentito  il  consiglio  di
   amministrazione.
 
 
   
     242. Interferenze.   Il nulla-osta è rilasciato dal  direttore
   del  circolo  delle  costruzioni  telegrafiche  e   telefoniche,
   competente  per  territorio,   per   le   tubazioni   metalliche
   sotterrate che  non  presentano  interferenze  con  impianti  di
   telecomunicazioni.
     Nelle interferenze tra cavi di telecomunicazioni sotterrati  e
   cavi di energia elettrica sotterrati devono essere osservate  le
   norme  generali  per  gli  impianti   elettrici   del   comitato
   elettrotecnico italiano del Consiglio nazionale delle ricerche.
     Le stesse norme di cui sopra, in  quanto  applicabili,  devono
   essere   osservate    nelle    interferenze    tra    cavi    di
   telecomunicazioni sotterrati e tubazioni metalliche sotterrate.
     In caso di inosservanza, indipendentemente  dalla  sospensione
   dell'esercizio e salva ed impregiudicata l'azione penale per  il
   reato eventualmente più grave, il trasgressore è punito  con  la
   sanzione amministrativa da lire 8.000 a lire 400.000 .
 
 
   
     243. Disturbi arrecati da  elettrodotti  -  Provvedimenti  per
   eliminarli.   Qualora, a causa di impianti di energia elettrica,
   anche se debitamente approvati  dalle  autorità  competenti,  si
   abbia  un  turbamento  del  servizio  delle   telecomunicazioni,
   l'Amministrazione promuove, sentite  le  predette  autorità,  lo
   spostamento degli impianti  od  altri  provvedimenti  idonei  ad
   eliminare i disturbi, a norma  dell'art.  127  del  testo  unico
   sulle acque ed impianti elettrici  11  dicembre  1933,  n.  1775
  .
     Le relative spese sono a carico di chi le rende necessarie.
 
                              TITOLO II
                       Dei servizi telegrafici
             Capo I - Disposizioni di carattere generale
 
     244. Tariffe telegrafiche fissate con decreto ministeriale.   
   Le tariffe dei telegrammi e radiotelegrammi speciali, nonchè‚ le
   tariffe  dei  servizi  speciali,  relative   ai   telegrammi   e
   radiotelegrammi  ordinari,  sono  stabilite  e  modificate   dal
   Ministro  per  le  poste  e  le  telecomunicazioni,  sentito  il
   consiglio di amministrazione, di concerto con il Ministro per il
   tesoro.
 
 
   
     245. Abilitazione di uffici postali al servizio telegrafico.  
   Gli uffici locali e le agenzie, istituiti  per  i  soli  servizi
   postali, possono essere abilitati, sulla  base  delle  direttive
   generali impartite dal competente organo centrale,  al  servizio
   telegrafico, con determinazione  del  direttore  compartimentale
   competente per territorio o dell'organo  designato  con  decreto
   del Ministro per le poste e  le  telecomunicazioni,  sentito  il
   consiglio di amministrazione.
     E'  necessario  il  parere  del  circolo   delle   costruzioni
   telegrafiche e telefoniche, competente per territorio.
     Le relative spese sono a carico dell'Amministrazione.
 
 
   
     246.  Apertura  e  soppressione  degli  uffici  telegrafici  -
   Competenza.   L'apertura e la soppressione di uffici telegrafici
   permanenti o temporanei, sia in sede fissa che in sede mobile, è
   disposta dal direttore  generale  dell'Amministrazione  autonoma
   delle poste e delle telecomunicazioni o  dall'organo  da  questo
   delegato.
     Le spese relative sono a carico  dell'Amministrazione  qualora
   ricorrano motivi di pubblico interesse.
     Rientra nella competenza del direttore provinciale  l'apertura
   di uffici telegrafici temporanei in sede fissa, su richiesta  di
   enti o privati che ne assumano interamente le  spese  a  proprio
   carico.
 
 
   
     247.  Elenchi  degli  abbonati  dei  servizi   telegrafici   -
   Sanzioni.   La pubblicazione sotto qualsiasi forma, la vendita e
   la distribuzione, anche gratuita, di elenchi  o  guide  generali
   degli abbonati ai servizi telegrafici ed i supplementi  a  detti
   elenchi    o    guide,    sono    di    esclusiva     competenza
   dell'Amministrazione o dei suoi concessionari.  La  loro  stampa
   più essere affidata, ove necessario, direttamente  all'industria
   privata specializzata.
     Gli utenti  hanno  diritto  di  chiedere  che  siano  inserite
   gratuitamente  le  indicazioni  strettamente   necessarie   alla
   propria individuazione.
     Elenchi parziali, notiziari, bollettini  o  estratti,  possono
   essere  pubblicati,  venduti  e  distribuiti,  anche  a   titolo
   gratuito, a cura di enti o  privati  soltanto  con  il  consenso
   dell'Amministrazione.
     Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al primo ed  al
   terzo comma del presente articolo, è punito con  la  pena  della
   sanzione amministrativa sino a lire 800.000).
 
 
   
     248. Utilizzazione degli impianti degli esercenti di  pubblico
   trasporto.       L'Amministrazione   delle   poste    e    delle
   telecomunicazioni più posare, sulle palificazioni  di  proprietà
   degli esercenti di linee di pubblico trasporto, circuiti  per  i
   servizi telegrafici nel numero e con le modalità  stabilite  con
   apposita convenzione.
     Più, altresì, utilizzare con le  stesse  modalità  e  per gli
   stessi fini i circuiti disponibili nei cavi di  proprietà  degli
   stessi esercenti.
     Gli esercenti di linee di pubblico trasporto  sono  tenuti,  a
   richiesta   dell'Amministrazione    delle    poste    e    delle
   telecomunicazioni, a  svolgere  nei  propri  uffici,  muniti  di
   telegrafo, il servizio  telegrafico  per  il  pubblico,  con  le
   modalità indicate da apposita convenzione.
 
 
   
     249. Esclusione di responsabilità.     Fermo  restando  quanto
   disposto nel precedente art.  6,  l'Amministrazione  non  assume
   alcuna responsabilità per i danni arrecati a persone od a  cose,
   che  possano  derivare  o  incidentalmente  essere  causati   da
   contatti di conduttori con apparecchiature terminali  installate
   presso gli utenti dei servizi telegrafici.
 
 
   
     250. Disciplina dei servizi telegrafici.   Le condizioni e  le
   modalità per  l'ammissione  ai  servizi  telegrafici  e  per  lo
   svolgimento degli stessi, ove non previsti dal presente  decreto
   o dal regolamento, sono stabilite con decreto del  Ministro  per
   le  poste  e  le  telecomunicazioni,  sentito  il  consiglio  di
   amministrazione.
 
Capo II
Servizio telex
 
     251. Ammissione  al  servizio.     Chiunque  più  chiedere  di
   collegarsi  alla  rete  telegrafica  a  commutazione  automatica
   dell'Amministrazione delle poste e delle  telecomunicazioni  per
   lo scambio diretto e temporaneo di comunicazioni telegrafiche.
 
 
   
     252. Organi competenti.   Gli allacciamenti  alla  rete  telex
   sono  disposti,  sulla  base  di  direttive  generali  impartite
   dall'organo centrale competente, dal direttore del circolo delle
   costruzioni   telegrafiche   e   telefoniche   competente    per
   territorio.
     E' in facoltà dell'organo medesimo di  disporre  allacciamenti
   telex per periodi inferiori ad un anno.
 
 
   
     253. Contributi - Canoni - Deposito cauzionale.   L'utente del
   servizio  telex  deve  costituire  i   depositi   cauzionali   e
   corrispondere i contributi ed i canoni stabiliti con decreto del
   Ministro  per  le  poste  e  le  telecomunicazioni,  sentito  il
   consiglio di amministrazione.
 
 
   
     254. Traffico  minimo.     Le  tariffe  da  applicare  per  il
   servizio telex nazionale, da determinarsi ai sensi  dell'art.  7
   del presente decreto, possono prevedere la  misura  dell'importo
   che l'utente dovrà annualmente corrispondere  per  garantire  un
   traffico minimo.
 
 
   
     255.  Tasse  terminali  e  di   transito   italiane   per   le
   comunicazioni  internazionali.     Le  tasse  generali  italiane
   terminali e di transito per le comunicazioni internazionali sono
   stabilite, a norma  del  precedente  art.  8,  con  decreto  del
   Ministero per le poste e le telecomunicazioni, di  concerto  con
   quello del tesoro, in base alle convenzioni internazionali o  ad
   accordi con le amministrazioni interessate.
 
 
   
     256. Servizi speciali.   L'Amministrazione delle poste e delle
   telecomunicazioni, ha facoltà  di  autorizzare  gli  utenti  del
   servizio  telex  ad  effettuare  la  trasmissione   dei   propri
   telegrammi all'ufficio  telegrafico centrale per  il  successivo
   inoltro a destinazione ed  a  ricevere,  per  lo  stesso  mezzo,
   telegrammi indirizzati agli utenti medesimi.
     I  telegrammi  trasmessi  dagli  utenti  telex   agli   uffici
   telegrafici centrali sono soggetti alla  stessa  tassazione  dei
   telegrammi accettati agli sportelli dell'Amministrazione con  le
   soprattasse stabilite con decreto del Ministro per le poste e le
   telecomunicazioni, sentito il consiglio di  amministrazione,  di
   concerto con il Ministro per il tesoro.
 
 
   
     257. Scambio della corrispondenza - Divieti - Sanzioni.     Il
   traffico  scambiato  dall'utente   del   servizio   telex   deve
   riguardare esclusivamente l'attività  di  sua  pertinenza  ed  è
   quindi vietato qualsiasi traffico per conto di terzi.
     L'impianto non più essere messo a disposizione di terzi.
     In caso di infrazione  accertata  e  regolarmente  contestata,
   l'Amministrazione delle poste e  delle  telecomunicazioni  potrà
   applicare una penale in misura non superiore  all'importo  della
   cauzione. In caso di  recidiva  sarà  applicata  una  penale  in
   misura  pari  all'importo  della  cauzione  e  l'Amministrazione
   stessa potrà anche procedere  alla  risoluzione  anticipata  del
   rapporto  di  utenza,  salva  la  eventuale  applicazione  delle
   sanzioni previste dal primo, secondo ed ultimo  comma  dell'art.
   218 del presente decreto, senza essere  tenuta  a  corrispondere
   risarcimenti o indennizzi di sorta.
     Per ogni altra violazione degli obblighi da parte dell'utente,
   l'Amministrazione più imporre il pagamento di una  penale  nella
   misura prevista dal regolamento.
 
 
   
     258. Appoggio dei sostegni - Passaggio  di  condutture.     Il
   richiedente che sia anche proprietario dell'immobile in cui deve
   installarsi  il  posto  telex,   ha   l'obbligo   di   concedere
   gratuitamente   all'Amministrazione   delle   poste   e    delle
   telecomunicazioni, l'appoggio dei sostegni ed il passaggio delle
   condutture, fili e qualsiasi altro impianto nell'immobile di sua
   proprietà.
     In ogni altro caso, sono applicabili le disposizioni contenute
   nell'art. 233 del presente decreto.
 
 
   
     259. Istituzione di posti pubblici telex.   I  posti  pubblici
   telex   sono   istituiti   con   provvedimento   del   direttore
   compartimentale  competente   per   territorio   e   dell'organo
   designato  con  decreto  del  Ministro  per  le   poste   e   le
   telecomunicazioni, sentito il consiglio di amministrazione.
     E'  necessario  il  parere  del  circolo   delle   costruzioni
   telegrafiche e telefoniche, competente per territorio.
 
 
   
     260. Controlli.   L'esercizio del servizio telex è soggetto  a
   verifiche e controlli da parte dell'Amministrazione delle  poste
   e delle telecomunicazioni. L'utente è obbligato  a  dare  libero
   accesso nei propri uffici agli  incaricati  dell'Amministrazione
   stessa,  muniti  di  apposita  autorizzazione,  allo  scopo   di
   vigilare  sulla  esatta  osservanza   degli   obblighi   assunti
   dall'utente medesimo.
 
Capo III
Collegamenti diretti della rete pubblica per trasmissioni di tipo telegrafico
 
     261. Concessione ad uso privato per ciascuna sede operativa  -
   Organo competente a rilasciarla.   Chiunque  intende  connettere
   apparecchiature in suo possesso a circuiti  diretti  della  rete
   pubblica per  trasmissioni  di  tipo  telegrafico,  deve  essere
   munito,  per  ciascuna  sede  operativa  cui  sono  attestati  i
   collegamenti, di atto di concessione ad uso privato.
     Detta concessione è rilasciata dal Ministro per le poste e  le
   telecomunicazioni o  dagli  organi  designati  con  decreto  del
   Ministro stesso, sentito il consiglio di amministrazione.
 
 
   
     262. Cittadinanza italiana - Requisito non obbligatorio.   Per
   il rilascio della concessione di cui al precedente art. 261, più
   prescindersi dal requisito della cittadinanza italiana.
 
 
   
     263. Canoni.   Gli utenti, di  cui  al  precedente  art.  261,
   debbono corrispondere un canone annuo di  concessione  per  ogni
   collegamento  attestato  a  ciascuna  sede  operativa   cui   si
   riferisce la concessione stessa, oltre ad un  canone  annuo  per
   l'uso dei collegamenti messi a loro disposizione.
     Salvo quanto espressamente stabilito dal presente  decreto,  i
   criteri per la determinazione e l'applicazione di tali canoni  e
   la loro misura sono determinati con decreto del Ministro per  le
   poste  e  le  telecomunicazioni,   sentito   il   consiglio   di
   amministrazione.
     E' necessario il concerto con il Ministro per il tesoro per  i
   canoni dovuti per l'uso di collegamenti.
     Nei confronti  degli  abbonati  al  servizio  telefonico,  che
   intendono effettuare trasmissioni di tipo telegrafico sulla rete
   telefonica a commutazione, più  essere  stabilito  l'obbligo  di
   corrispondere   all'Amministrazione   delle   poste   e    delle
   telecomunicazioni un canone annuo nella misura e con le modalità
   previste al secondo comma.
 
 
   
     264. Deposito cauzionale.   Gli utenti di  cui  al  precedente
   art. 261 devono costituire,  per  ogni  sede  operativa  cui  si
   riferisce la concessione,  un  deposito  cauzionale  a  garanzia
   degli obblighi assunti.
     Per utilizzazioni di durata inferiore a 90 giorni  più  essere
   accordato  l'esonero  dall'obbligo  di  costituire  il  deposito
   stesso.
     Sono in ogni caso esonerati dal predetto obbligo  le  regioni,
   le province, i comuni, le istituzioni pubbliche di assistenza  e
   beneficenza e gli enti ospedalieri autonomi, di cui  alla  legge
   12 febbraio 1968, n. 132 .
 
 
   
     265. Traffico  consentito  -  Inosservanza  degli  obblighi  -
   Sanzioni.   Sui collegamenti diretti della rete pubblica messi a
   disposizione degli utenti per trasmissioni di tipo  telegrafico,
   più essere  scambiato  soltanto  traffico  di  pertinenza  degli
   utenti stessi, con assoluto divieto  di  svolgere  traffico  per
   conto di terzi.
     In caso di inosservanza si applicano le sanzioni previste  dal
   primo, secondo ed ultimo comma del precedente art. 218.
     Per ogni altra violazione  degli  obblighi,  l'Amministrazione
   più imporre il pagamento di una penale nella misura prevista dal
   regolamento,  salva  in  ogni  caso  la  facoltà   di   disporre
   l'interruzione di tutti o parte dei collegamenti,  senza  essere
   tenuta a corrispondere risarcimenti o indennizzi di sorta.
 
 
   
     266. Apparecchiature e dispositivi utilizzati dagli  utenti  -
   Approvazione preventiva.    Sui  collegamenti  diretti  messi  a
   disposizione   degli    utenti    possono    essere    applicati
   esclusivamente apparecchiature e dispositivi  approvati  in  via
   preventiva   dall'Amministrazione   delle    poste    e    delle
   telecomunicazioni.
     L'utilizzazione  di  tali  apparecchiature  e  dispositivi   è
   subordinata all'osservanza delle prescrizioni  amministrative  e
   tecniche fissate dall'Amministrazione stessa.
 
 
   
     267.  Esonero  dal  canone  di  concessione.      I   giornali
   quotidiani e  le  agenzie  di  stampa,  nonche‚ le  regioni,  le
   province, i comuni, le Istituzioni  pubbliche  di  assistenza  e
   beneficenza e gli Enti ospedalieri autonomi, di cui  alla  legge
   12   febbraio   1968,   n.   132     sono    esonerati     dalla
   corresponsione del canone di concessione di  cui  al  precedente
   articolo 263.
 
 
   
     268. Riduzione dei canoni per l'uso dei collegamenti diretti -
   Canoni di reciprocità.   I canoni  per  l'uso  dei  collegamenti
   diretti realizzati su circuiti interurbani di  tipo  telegrafico
   dell'Amministrazione e relativi raccordi urbani  possono  essere
   ridotti fino ad un massimo del 50% per i Ministeri dell'interno,
   dei  trasporti  e  della  difesa,  nonchè‚ per   gli   enti   ed
   organizzazioni che hanno diritto ad  un  trattamento  analogo  a
   quello  delle  forze  armate  italiane  in   base   ad   accordi
   internazionali.
     Tali  riduzioni  sono  subordinate  alla  condizione   che   i
   Ministeri, enti ed organizzazioni interessati accordino, per  le
   prestazioni   rese   all'Amministrazione,    agevolazioni    sui
   corrispettivi e canoni ad essi dovuti e  semprechè,  trattandosi
   di   prestazioni   identiche,   tali   agevolazioni   consistano
   nell'applicazione di aliquote base  non  superiori  e  riduzioni
   della stessa entità.
     Ai giornali quotidiani, alle agenzie di stampa ed alle società
   concessionarie di servizi telegrafici di stampa accordata  la
   riduzione del 75% sui canoni stabiliti  per  l'uso  di  circuiti
   telegrafici interurbani e relativi raccordi urbani.
     Nei confronti degli stessi organi di cui al  precedente  comma
   si applica, per quanto concerne  l'uso  di  circuiti  telefonici
   interurbani utilizzati per trasmissioni di tipo telegrafico,  il
   disposto dell'art. 307 del presente decreto.
     Nei confronti dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici e
   delle società concessionarie dei  servizi  telegrafici  e  delle
   società concessionarie dei servizi telefonici, i  canoni  stessi
   vengono stabiliti in apposite convenzioni tenuto conto,  in  via
   di reciprocità, dell'entità e del costo delle  prestazioni  rese
   all'Amministrazione. Tali  convenzioni  sono  approvate  per  le
   società  concessionarie  dallo  stesso  organo   competente   al
   rilascio delle concessioni  e  per  l'Azienda  di  Stato  per  i
   servizi  telefonici   dal   Ministro   per   le   poste   e   le
   telecomunicazioni, sentito il consiglio di  amministrazione,  di
   concerto con il Ministro per il tesoro.
 
 
   
     269. Collegamenti diretti messi a disposizione dell'utenza dai
   concessionari.   Fermo restando il disposto degli articoli 261 e
   seguenti del presente decreto, i  collegamenti  diretti  di  cui
   agli  articoli  stessi,  possono  essere  messi  a  disposizione
   dell'utenza  dai   concessionari   dei   pubblici   servizi   di
   telecomunicazioni.
     Le norme, modalità e condizioni da osservare nei rapporti  fra
   Amministrazione e concessionari sono stabilite  con  convenzione
   approvata  con  decreto  del  Ministro  per  le   poste   e   le
   telecomunicazioni, sentito il consiglio di amministrazione.
 
 
   
     270. Durata minima per l'uso di collegamenti diretti.    L'uso
   dei collegamenti diretti per trasmissioni di tipo telegrafico  è
   ammesso, di norma, per un periodo non inferiore ad un anno e con
   caratteristiche di continuità per tutte le 24 ore.
     Tuttavia subordinatamente alle  esigenze  del  traffico  della
   rete pubblica a commutazione,  più  essere  consentito  l'uso  a
   tempo parziale dei suddetti collegamenti per  talune  ore  della
   giornata con un minimo di un'ora.
     Per periodi di utilizzazione da 8 a  24  ore  giornaliere,  il
   canone è  dovuto  per  intero;  per  periodi  minori  di  8  ore
   giornaliere, si applica 1/8 del canone base previsto per 24 ore,
   moltiplicato  per  il  numero  delle  ore  di  utilizzazione  ed
   aumentato di 1/4 d'ora per ciascun periodo di utilizzazione.
     Per utilizzazioni di durata inferiore ai 90 giorni, il  canone
   previsto in base ai commi precedenti è maggiorato del 50%;  tale
   maggiorazione non si applica alle amministrazioni militari.
     Per l'uso invece di mezzi trasmissivi urbani, di durata sempre
   inferiore ai 90 giorni, il relativo canone  viene  stabilito  in
   maniera forfettaria. Si considerano urbani i  mezzi  trasmissivi
   compresi nell'ambito di una stessa rete telefonica urbana.
     Le utilizzazioni temporanee di cui ai precedenti  commi  hanno
   di norma carattere di continuità per tutte le 24  ore:  solo  in
   casi eccezionali esse possono essere consentite per  talune  ore
   della giornata, come un minimo di una ora continuativa e  sempre
   subordinatamente alle esigenze di traffico della rete pubblica a
   commutazione.
 
 
   
     271. Rinvio alla disciplina delle concessioni ad uso  privato.
     Per quanto non espressamente previsto nel presente capo e  nel
   regolamento, si applicano, in quanto compatibili,  le  norme  di
   cui ai capi II e IV  del  precedente  titolo  I,  relativi  alle
   concessioni aventi ad oggetto la costruzione  e  l'esercizio  di
   impianti di telecomunicazioni ad uso privato.
 
Capo IV
Manutenzione
 
     272. Canoni dovuti per la manutenzione di palificazioni, linee
   ed apparati di terzi.   Le amministrazioni statali gli enti ed i
   privati nei confronti dei quali l'Amministrazione delle poste  e
   delle   telecomunicazioni   effettua    la    manutenzione    di
   palificazioni e linee  telegrafiche  e  telefoniche,  nonchè‚ di
   apparati telegrafici di proprietà dei medesimi,  sono  tenuti  a
   corrispondere i relativi canoni di manutenzione.
     Tali  canoni  sono  stabiliti   con   la   procedura   fissata
   dall'articolo 263 del presente decreto.
     Resta  ferma  la  facoltà  dell'Amministrazione  di  accordare
   riduzioni sui canoni di manutenzione nei confronti degli enti di
   cui al primo ed ultimo comma del precedente  art.  268  ed  alle
   condizioni indicate nell'articolo medesimo.
 
 
   
     273. Criteri per la determinazione ed applicazione dei  canoni
   di manutenzione.   I canoni di manutenzione di cui al precedente
   art.  272  sono  comprensivi  delle  spese  occorrenti  per   la
   rimozione dei  guasti  e  per  la  ordinaria  manutenzione,  ivi
   inclusi il taglio delle piante ingombranti, la  regolazione  dei
   fili, il ricambio dei sostegni e degli isolatori.
     Non  sono  invece  comprese  nei  predetti  canoni,  e   vanno
   liquidate a parte:
       a) le  spese  per  eventuali  spostamenti,  modificazioni  o
   riparazioni delle linee che si rendano necessarie  per  esigenze
   proprie    dell'Amministrazione    delle    poste    e     delle
   telecomunicazioni o  che  derivino  dalla  esecuzione  di  opere
   pubbliche o di interesse  pubblico,  o  dall'applicazione  degli
   articoli 231 e seguenti del presente decreto;
       b) le spese di riparazioni  che  si  rendano  necessarie  in
   conseguenza di danneggiamenti dovuti a caso fortuito od a  fatto
   non  imputabile  all'Amministrazione   delle   poste   e   delle
   telecomunicazioni;
       c)  le  spese  occorrenti  per  il  cambio  dei  conduttori,
   porta-isolatori e traverse che non diano affidamento di sicuro e
   regolare esercizio;
       d) le maggiori  spese  occorrenti  per  la  manutenzione  di
   tronchi di linee speciali intesi come tali quelli sui quali  non
   risultino posati conduttori  di  proprietà  dell'Amministrazione
   delle poste e delle telecomunicazioni.
     Nella determinazione della quota di spese di cui alla  lettera
   d),   si   tiene   conto   dei    maggiori    oneri    sostenuti
   dall'Amministrazione nei casi in cui i  tronchi  speciali  siano
   notevolmente    distanti    dalle     linee     di     proprietà
   dell'Amministrazione   stessa   o   risultino,    per    ragioni
   topografiche o di altro  genere,  difficilmente  accessibili  al
   personale di manutenzione.
     Per i lavori e per le prestazioni di cui alle lettere a),  b),
   c) e d) sono inoltre a carico  degli  interessati  le  quote  di
   surrogazione del personale e la quota di spese generali.
     Per quanto non espressamente previsto nel presente decreto,  i
   criteri per la determinazione e  l'applicazione  dei  canoni  di
   manutenzione, sono stabiliti con decreto  del  Ministro  per  le
   poste  e  le  telecomunicazioni,   sentito   il   consiglio   di
   amministrazione, di concerto con il Ministro per il tesoro.
 
 
   
     274. Manutenzione  a  carattere  temporaneo.     I  canoni  di
   manutenzione di cui al precedente art. 272 sono applicabili solo
   quando la manutenzione è  affidata  alla  Amministrazione  delle
   poste e delle telecomunicazioni con carattere  di  continuità  e
   comunque per un periodo non inferiore a 120 giorni; per  periodi
   minori sono rimborsate le spese a piè di lista, al  cui  importo
   vanno aggiunte le quote di surrogazione del personale e la quota
   di spese generali.
     Per la manutenzione di palificazioni sulle quali  sono  posati
   conduttori di proprietà di più enti o privati,  l'intero  canone
   di     manutenzione     della      palificazione     corrisposto
   all'Amministrazione dal proprietario della palificazione,  salvo
   rivalsa nei confronti di terzi che utilizzano la palificazione.
     I   proprietari   dei   singoli    conduttori    corrispondono
   direttamente  all'Amministrazione  il  canone  di   manutenzione
   relativo ai conduttori stessi.
 
                              TITOLO III
                        Dei servizi telefonici
                 Capo I - Concessioni ad uso pubblico
 
     275. Canoni di concessione.   Il canone annuo da pagarsi  allo
   Stato  dai  concessionari  dei  servizi   telefonici   a   norma
   dell'articolo 188 non potrà essere stabilito in misura inferiore
   al 3 per cento degli introiti  lordi  delle  rispettive  società
   concessionarie, risultanti dal  bilancio  annuale,  riferiti  ai
   servizi dati in concessione .
 
Capo II
Concessioni ad uso privato
 
     276.  Concessioni  ad  uso  privato  -   Definizione.       La
   concessione  di  linee  telefoniche  private  è  limitata   alla
   corrispondenza tra i fondi del  medesimo  concessionario  o  tra
   fondi di uno o  di  altro  concessionario,  ed  è  data  ad  uso
   esclusivo di determinate persone o enti per le comunicazioni che
   interessino le persone e gli  enti  stessi,  secondo  i  criteri
   stabiliti dal precedente art. 214.
     Le linee suddette non possono venire  poste  in  comunicazione
   con altre linee telefoniche private, salvo il  caso  in  cui  il
   collegamento avvenga per il servizio di elettrodotti, oleodotti,
   acquedotti,  gasdotti,  fra   loro   interconnessi,   anche   se
   appartenenti a concessionari diversi.
     Le  linee  telefoniche  private,  adibite  ad  un  determinato
   servizio, non possono essere collegate con quelle adibite ad  un
   servizio diverso.
 
 
   
     277. Misura del canone.   La misura dei canoni annuali per  le
   concessioni di linee telefoniche ad uso privato è  stabilita  in
   L.  20.000  per  ogni  circuito  di  comunicazione  fino  a  tre
   chilometri con due telefoni ed in L. 2.000 per ogni chilometro o
   frazione in più dei primi tre e per ogni  telefono  in  più  dei
   primi due.
     Detto canone è raddoppiato per le linee telefoniche a servizio
   di elettrodotti, oleodotti, acquedotti, gasdotti e teleferiche e
   per tutte le linee ed impianti  che  si  svolgono  in  territori
   appartenenti a comuni diversi.
     Le linee  telefoniche  private  a  servizio  di  elettrodotti,
   oleodotti, acquedotti e gasdotti, appartenenti  a  concessionari
   diversi e tra loro interconnesse, sono  soggette  ad  un  canone
   annuo pari a L. 65.000 per ogni punto di interconnessione e  per
   ciascun  concessionario,  oltre  al  canone  di  cui  al   comma
   precedente.
     Per  la  futura  revisione  dei  canoni  di  cui  al  presente
   articolo, si provvede con decreto del Ministro per le poste e le
   telecomunicazioni, sentito il consiglio di amministrazione.
 
 
   
     278. Canone per linee ad uso comune di due  utenti.     Se  le
   linee telefoniche sono ad uso comune di due utenti, ciascuno  di
   questi è tenuto a pagare il canone relativo.
     Se le linee telefoniche sono ad uso comune di due  utenti,  di
   cui uno situato in territorio  italiano  e  l'altro  situato  in
   territorio straniero, l'utente situato in territorio italiano  è
   responsabile del canone dovuto dall'utente situato in territorio
   straniero, per il tratto di linea telefonica posto in territorio
   italiano.
 
 
   
     279. Collegamento alla rete  pubblica.     I  concessionari  e
   l'Azienda di Stato per i servizi telefonici possono concedere ai
   proprietari di linee telefoniche ad uso privato il  collegamento
   delle dette linee alle reti telefoniche pubbliche di  rispettiva
   pertinenza, alle condizioni stabilite nel regolamento.
 
 
   
     280. Impianti telefonici  ad  onde  guidate.     L'obbligo  di
   chiedere la concessione e di pagare  il  canone  a  norma  degli
   articoli precedenti sussiste anche per gli  impianti  telefonici
   ad onde guidate per uso privato. Quando gli  impianti  anzidetti
   sono  a  servizio  di  linee  adibite  al  trasporto   ed   alla
   distribuzione di energia elettrica, o sono situati su  territori
   di comuni diversi, il canone da corrispondersi è raddoppiato.
 
Capo III
Servizio telefonico urbano
 
     281. Definizione e limiti della rete urbana.   La rete  urbana
   comprende di regola il  territorio  di  un  solo  comune  e  più
   estendersi entro un raggio massimo di 10 km. dal centro.
     Per comprendere nella rete urbana territori di comuni diversi,
   ovvero per estenderla oltre il raggio di 10 km., occorre che  il
   concessionario ottenga l'autorizzazione dell'Amministrazione.
     Il Ministero delle  poste  e  delle  telecomunicazioni  ha  la
   facoltà di imporre al concessionario di  servizi  telefonici  ad
   uso pubblico l'obbligo della istituzione di reti  urbane  quando
   ricorrano speciali condizioni  da  determinarsi  negli  atti  di
   concessione.
 
 
   
     282. Obbligo dell'abbonato di assunzione di  nuova  utenza.   
   L'esercente il servizio  ha  diritto  di  chiedere  all'abbonato
   l'assunzione in abbonamento di altre linee qualora  accerti  che
   il numero delle  chiamate  non  seguite  da  comunicazione,  per
   l'occupazione delle linee  di  cui  già  dispone,  risulti  così
   elevato da compromettere il regolare svolgimento del servizio.
     In  caso  di  contestazione  decide  l'ispettorato   di   zona
   dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici  territorialmente
   competente.
 
 
   
     283. Abbonamento al servizio.   La  richiesta  di  abbonamento
   telefonico implica accettazione di tutte le norme  e  condizioni
   contenute nel regolamento di servizio.
     Il regolamento di servizio deve essere approvato  con  decreto
   del Ministro per le poste e le telecomunicazioni e la polizza di
   abbonamento non deve contenere condizioni in  contrasto  con  il
   regolamento stesso e con le leggi vigenti.
     La durata dell'abbonamento è disciplinata dal  regolamento  di
   servizio.
     Le polizze di  abbonamento  alle  reti  urbane  o  alle  linee
   interurbane esercitate direttamente  dallo  Stato,  sono  esenti
   dalle imposte di registro e di bollo.
 
 
   
     284.  Impianti  supplementari   ed   accessori   da   eseguire
   dall'esercente.   [Il concessionario è obbligato a collegare  su
   richiesta  degli  abbonati,  entro  i   limiti   stabiliti   dal
   regolamento,  uno  o  più  apparecchi,  in  derivazione  interna
   dell'apparecchio  principale,   o   impianti   accessori,   alle
   condizioni e con le tariffe annue di abbonamento, manutenzione e
   noleggio da determinarsi con decreto del Ministro per le poste e
   le telecomunicazioni, di concerto  con  quello  per  il  tesoro]
   .
 
 
   
     285. Impianti interni,  supplementari  ed  accessori.     [Gli
   abbonati hanno facoltà, nei limiti e con le  modalità  stabilite
   nel  regolamento,  di  provvedere  direttamente  o  di  servirsi
   dell'esercente o di ditte autorizzate per la fornitura  e  messa
   in opera delle  apparecchiature  terminali,  non  facenti  parte
   dell'impianto principale, abilitate totalmente o parzialmente  a
   comunicare  con  la  rete  telefonica  pubblica   nonchè‚  delle
   condutture  ed  accessori  relativi,   salvo   il   collaudo   e
   l'allacciamento all'impianto principale da parte dell'esercente.
     La manutenzione degli impianti suddetti deve essere assicurata
   dal titolare  dell'abbonamento  che  dovrà  provvedervi  tramite
   l'esercente o a mezzo delle ditte di cui al precedente comma, in
   possesso di autorizzazione di grado adeguato alla potenzialità e
   complessità dell'impianto da affidare in manutenzione.
     Le  amministrazioni  statali  possono  provvedere,  anche  con
   personale   specializzato   alle   proprie   dipendenze,    alla
   manutenzione delle apparecchiature terminali non  facenti  parte
   dell'impianto  principale,  restando   a   cura   dell'esercente
   soltanto il collaudo e l'allacciamento all'impianto  principale]
   .
 
 
   
     286. Sanzioni per illecito uso dell'apparecchio telefonico  di
   abbonato.   L'abbonato alla rete telefonica urbana, che si serve
   o  dar modo  ad  altri  di  servirsi  del  suo  apparecchio  per
   comunicazioni contro la morale o l'ordine pubblico, o per recare
   molestia o disturbo alla quiete privata, decade dall'abbonamento
   senza diritto alla restituzione del canone e  senza  abbuono  di
   quello che dovesse ancora pagare a termine di  contratto,  salva
   ogni altra responsabilità prevista dalle leggi vigenti.
 
 
   
     287. Pubblicazione,  vendita  e  distribuzione  degli  elenchi
   degli abbonati alle reti telefoniche urbane di determinate zone.
     La pubblicazione, sotto  qualsiasi  forma,  la  vendita  e  la
   distribuzione degli elenchi degli abbonati alle reti telefoniche
   urbane o di guide telefoniche per determinate zone o di estratti
   sono  riservate  esclusivamente   all'esercente   del   servizio
   telefonico, il quale dovrà pubblicare, ogni  anno,  gli  elenchi
   dei propri abbonati.
 
 
   
     288.  Pubblicazione,  vendita  e   distribuzione   dell'elenco
   generale degli abbonati  alle  reti  telefoniche  urbane.     La
   pubblicazione,  sotto  qualsiasi  forma,   la   vendita   e   la
   distribuzione dell'elenco generale di tutti gli  abbonati  della
   Repubblica o di guide telefoniche generali o  di  estratti  sono
   riservate esclusivamente  all'Amministrazione  che  vi  provvede
   direttamente, oppure per concessione ad uno  degli  istituti  di
   previdenza sottoposti alla sua vigilanza e tutela.
     I  concessionari  dei  servizi  telefonici  sono  obbligati  a
   fornire i dati e le notizie necessari nei  modi  e  nei  termini
   stabiliti dall'Amministrazione.
 
 
   
     289. Inserimento in guide  ed  annuari  di  numeri  telefonici
   degli elenchi degli abbonati alle reti telefoniche urbane.    E'
   consentito l'inserimento  di  guide  turistiche  o  commerciali,
   annuari   ed   albi   professionali   di    numeri    telefonici
   corrispondenti a persone ed  enti  in  detti  elenchi  nominati,
   semprechè gli elenchi medesimi non consistano in  meri  estratti
   delle pubblicazioni indicate nei precedenti artt. 287 e 288.
 
 
   
     290. Divieto di pubblicazione, vendita e  distribuzione  degli
   elenchi degli abbonati alle reti telefoniche urbane -  Sanzioni.
     Chiunque pubblichi, venda o distribuisca comunque, a pagamento
   o  gratuitamente,  elenchi  di  abbonati  al   telefono,   sotto
   qualsiasi  forma  o  denominazione,  o  altre  pubblicazioni  in
   contravvenzione alle disposizioni  degli  artt.  287  e  288,  è
   punito con  la  sanzione  amministrativa  fino  a  lire  800.000
   .
     Le pubblicazioni suddette sono soggette a sequestro ovunque si
   trovino anche se non ancora poste in vendita o in distribuzione.
 
Capo IV
Servizio telefonico interurbano
 
     291. Pagamento  delle  tasse  -  Conversazioni  a  credito.   
   Nessuno  più  essere  ammesso  a   corrispondere   sulle   linee
   interurbane se prima non abbia pagato la tassa relativa.
     Le  conversazioni  interurbane  possono  essere  effettuate  a
   credito dalle cabine pubbliche, esclusivamente se richieste  per
   gravi motivi di pubblica sicurezza o di ordine  pubblico  o  per
   altra grave necessità pubblica.
     In  tal  caso  il  funzionario  od  agente,  che  richiede  la
   conversazione, deve documentare la propria qualità e dichiarare,
   sotto la propria  responsabilità,  che  la  conversazione  è  di
   servizio e urgente.
 
 
   
     292.  Pagamento  anticipato  del   servizio.       Quando   le
   conversazioni  interurbane  hanno  luogo  dal  domicilio   degli
   abbonati alla rete  urbana  o  dai  posti  telefonici  pubblici,
   l'esercente la rete potrà esigere direttamente  dai  richiedenti
   una soprattassa nella misura stabilita con decreto dal  Ministro
   per le poste e le telecomunicazioni,  sentito  il  consiglio  di
   amministrazione, di concerto con il Ministro per il tesoro.
     L'abbonato che intende  effettuare  comunicazioni  interurbane
   dal domicilio è tenuto, su richiesta dell'esercente la  rete,  a
   versare anticipatamente una somma  riferita  alle  comunicazioni
   che presumibilmente demandare in  un  periodo  corrispondente  a
   quello di fatturazione, con  l'obbligo  di  reintegrarla  quando
   risulti superata per le comunicazioni effettuate. Il periodo  di
   fatturazione è determinato nel regolamento di servizio di cui al
   precedente art. 283.
     Gli uffici dipendenti dalle amministrazioni statali  non  sono
   tenuti a tale versamento: essi sono  però  tenuti  al  pagamento
   delle tasse per conversazioni interurbane nello stesso limite di
   tempo accordato agli utenti privati.
 
 
   
     293. Riscossione degli importi per i servizi resi  all'utenza.
      L'esercente  la  rete  telefonica   urbana   risponde   verso
   l'esercente  la   rete   interurbana,   delle   tasse   per   le
   conversazioni effettuate dai propri abbonati dal loro  domicilio
   o dagli utenti presso i posti telefonici pubblici  dello  stesso
   esercente la rete urbana.
 
 
   
     294. Servizi notturni in abbonamento  -  Prenotazioni  ad  ora
   fissa per la stampa.     Nelle  ore  notturne,  subordinatamente
   all'orario degli uffici telefonici, sono ammessi abbonamenti per
   comunicazioni interurbane da scambiarsi ad ora fissa e  per  non
   meno  di  30  giorni  consecutivi,  fra  due  posti   telefonici
   determinati.
     Gli   abbonamenti   per   comunicazioni   internazionali    ed
   intercontinentali sono invece, soggetti alle condizioni previste
   dalle convenzioni e dagli accordi internazionali.
     L'Amministrazione ha la facoltà di sospendere  l'esercizio  di
   tali abbonamenti per ragioni tecniche di servizio.
     E' data facoltà all'Amministrazione di emanare le norme per la
   concessione   alla   stampa,   durante   l'orario   diurno,   di
   prenotazioni telefoniche ad ora fissa con ribasso sulle  tariffe
   ordinarie.
 
Capo V
Circuiti telefonici diretti
 
     295. Utilizzazione di circuiti telefonici diretti.    Chiunque
   più chiedere l'uso di un collegamento telefonico diretto punto a
   punto per effettuare conversazioni telefoniche fra due  sedi  di
   sua pertinenza ubicate nella stessa rete urbana o in reti urbane
   diverse.
     Il collegamento telefonico diretto punto a  punto  più  essere
   richiesto anche fra due  sedi  di  pertinenza  di  due  soggetti
   diversi.
     Il collegamento telefonico diretto punto a  punto  più  essere
   dato  in  uso  compatibilmente  con  le  esigenze  del  pubblico
   servizio sulla rete a commutazione.
 
 
   
     296.   Interconnessione.       L'esercente   più    consentire
   l'interconnessione di più collegamenti punto a punto in  uso  ad
   uno stesso utente; in tal  caso  l'esercente  provvede  a  tutto
   quanto necessario per la  predisposizione  ed  il  funzionamento
   della interconnessione.
     L'utente è tenuto a corrispondere  per  l'interconnessione  un
   canone supplementare.
     Il collegamento non più essere messo a disposizione di terzi e
   deve venir utilizzato esclusivamente per  la  corrispondenza  di
   pertinenza dell'utente.
 
 
   
     297. Tariffe per l'uso di collegamenti diretti.    Le  tariffe
   per l'uso, per il contributo impianto, per  il  trasloco  e  per
   l'interconnessione dei collegamenti oggetto  del  presente  Capo
   sono stabilite con decreto  del  Ministro  per  le  poste  e  le
   telecomunicazioni, sentito il  consiglio  d'amministrazione,  di
   concerto con il Ministro per il tesoro.
 
 
   
     298. Modalità di esecuzione.   Le modalità  di  esecuzione  di
   quanto disposto  dai  precedenti  articoli  sono  stabilite  nel
   regolamento.
 
Capo VI
Servizi speciali
 
     299. Fonodettatura dei telegrammi dal domicilio dell'abbonato.
     Gli abbonati al servizio  telefonico  possono  utilizzare  gli
   apparecchi in loro utenza per inoltrare e  ricevere  telegrammi,
   tramite gli appositi uffici di fonodettatura, secondo  le  norme
   stabilite nel regolamento.
     Essi non sono  tenuti  a  costituire  uno  speciale  deposito,
   quando risultino già aderenti al servizio interurbano, ai  sensi
   dell'art. 292.
     L'istituzione di uffici di fonodettatura  e  le  modalità  del
   servizio sono stabilite  dalla  stessa  Amministrazione,  previa
   intesa con l'esercente telefonico.
 
 
   
     300.  Svolgimento   del   servizio   telegrafico   da   uffici
   telefonici.   Nelle località dotate di  ufficio  telefonico,  ma
   sprovviste di servizio telegrafico, ed in  quelle  con  servizio
   telegrafico    ad    orario    ridotto,     è     in     facoltà
   dell'Amministrazione,  d'intesa  con  il  gestore  del  servizio
   telefonico, di disporre che il servizio telegrafico venga svolto
   dall'ufficio telefonico  con  le  modalità,  i  limiti  ed  alle
   condizioni stabilite in apposita convenzione.
 
 
   
     301. Riscossione dei proventi telegrafici.   Il concessionario
   del   servizio   telefonico    risponde    direttamente    verso
   l'Amministrazione delle somme a questa dovute per  i  telegrammi
   in partenza dal domicilio degli abbonati o dai posti  telefonici
   pubblici.
 
 
   
     302.  Servizio  commissioni   telefoniche.       Sulle   linee
   telefoniche  interurbane  è  ammesso,  compatibilmente  con   le
   esigenze del traffico ordinario, il servizio  delle  commissioni
   per telefono.
     La commissione deve essere formulata in linguaggio  chiaro  ed
   in lingua italiana od in altra lingua espressamente consentita.
     Sono ammesse soltanto le commissioni di interesse privato.
 
 
   
     303. Apertura di posti telefonici pubblici a richiesta di enti
   o privati.   L'apertura di posti telefonici pubblici  permanenti
   o temporanei su richiesta di enti o privati è consentita  purchè
   i richiedenti ne assumano interamente le spese.
 
Capo VII
Tariffe telefoniche
Sezione I - Tariffe per il servizio urbano
 
       304. Tariffe di abbonamento alle reti telefoniche urbane.   
   [Le  tariffe  di  abbonamento  alle  reti  telefoniche   urbane,
   comprese quelle per compensi  impianti,  traslochi  o  subentri,
   come pure le tariffe  riguardanti  gli  impianti  interni  e  le
   eventuali  successive  variazioni,  nonchè‚ le  norme   comunque
   necessarie per la loro applicazione, sono approvate con  decreto
   del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per le
   poste e le telecomunicazioni di concerto con il Ministro per  il
   tesoro, sentito il Consiglio dei Ministri].
 
 
   
     305. Tipi di tariffa urbana.    Il  Ministero  delle  poste  e
   delle telecomunicazioni è autorizzato ad introdurre  il  sistema
   delle tariffe a contatore nelle reti telefoniche urbane,  quando
   le  condizioni  tecniche  dei  rispettivi  impianti   consentano
   l'applicazione di tale sistema.
 
Sezione II
Tariffe per il servizio interurbano
 
     306. Tariffe interurbane - Riduzioni.    [Le  tariffe  per  il
   servizio telefonico interurbano sono stabilite con  decreto  del
   Presidente della Repubblica, su proposta  del  Ministro  per  le
   poste   e   le   telecomunicazioni,   sentito    il    consiglio
   d'amministrazione, di concerto con il Ministro  per  il  tesoro,
   sentito il Consiglio dei Ministri].
     E'  data   facoltà   al   Ministro   per   le   poste   e   le
   telecomunicazioni di accordare, di concerto con il Ministro  per
   il tesoro, subordinatamente alle esigenze del servizio, speciale
   riduzioni sulle  tariffe  telefoniche  interurbane,  nei  limiti
   stabiliti dal  regolamento,  in  determinati  giorni  nelle  ore
   notturne e per i servizi in abbonamento di cui  al  primo  comma
   dell'art. 294.
 
 
   
     307. Agevolazioni per la stampa.   Con la  procedura  prevista
   dall'art. 306 possono essere accordate particolari  agevolazioni
   alla stampa, sia tariffarie, sia nelle modalità di utilizzazione
   dei circuiti.
 
 
   
     308. Modalità di ripartizione delle tariffe.   Con decreto del
   Ministro  per  le  poste  e  le  telecomunicazioni,  sentito  il
   consiglio  di  amministrazione,  sono  stabiliti  i  criteri  di
   ripartizione degli introiti relativi a servizi resi da più di un
   esercente.
 
Sezione III
Tariffe per i servizi speciali
 
     309. Soprattassa per dettatura dei telegrammi per telefono.   
   L'inoltro dei telegrammi per telefono più  essere  assoggettato,
   oltrechè‚ alle ordinarie tasse telegrafiche, ad una  soprattassa
   che tenga conto della relativa prestazione.
     E'   in   facoltà   dell'Amministrazione   stabilire   analoga
   soprattassa di ricezione fonica dei telegrammi  da  parte  degli
   abbonati.
     L'ammontare della soprattassa è determinato  con  decreto  del
   Ministro  per  le  poste  e  le  telecomunicazioni,  sentito  il
   consiglio di amministrazione, di concerto con il Ministro per il
   tesoro.
 
 
   
     310.  Ripartizione  della  soprattassa   fra   gli   esercenti
   interessati.   La  ripartizione  della  soprattassa  di  cui  al
   precedente articolo 309  fra  l'Amministrazione  delle  poste  e
   delle telecomunicazioni e l'esercente il servizio  telefonico  è
   stabilita mediante convenzione fra gli esercenti dei due servizi
   interessati, secondo criteri che tengano conto  della  effettiva
   entità della rispettiva prestazione.
     Quando  il  servizio  non  comporta  l'applicazione   di   una
   soprattassa,   la   partecipazione   al   prodotto   da    parte
   dell'esercente   il  servizio   telefonico   è  regolata   dalla
   convenzione di cui al comma precedente.
 
 
   
     311. Tariffe per il servizio  commissioni.     La  tariffa  da
   corrispondersi per le commissioni per telefono è  stabilita  con
   decreto del  Ministro  per  le  poste  e  le  telecomunicazioni,
   sentito il  consiglio  d'amministrazione,  di  concerto  con  il
   Ministro per il tesoro.
     Quando la commissione  impegni  contemporaneamente  tratti  di
   linee interurbane statali e  dei  concessionari,  nulla  sarà  a
   questi ultimi dovuto per l'impiego delle loro linee.
     Spetta, invece,  al  concessionario  una  percentuale  per  il
   servizio di accettazione nella misura  da  stabilirsi  nei  modi
   sopra indicati.
 
Capo VIII
Disposizioni speciali a favore degli enti locali
 
     312. Impianti di reti urbane con  il  concorso  dei  comuni  o
   altri enti.   Nelle zone accordate in concessione,  i  comuni  o
   gli altri enti interessati possono esigere  dal  concessionario,
   fuori dei  casi  previsti  dall'art.  281,  l'impianto  di  reti
   telefoniche urbane col concorso della metà nella spesa relativa,
   quando vi siano almeno 25 abbonati da collegare fra loro.
     Possono anche richiedere, con lo stesso concorso, l'estensione
   di reti urbane, già esistenti, a comuni  il  cui  capoluogo  sia
   compreso  nell'ambito   prescritto   nell'art.   281,   mediante
   istituzione di posti telefonici pubblici.
     Il concessionario più,  peraltro,  subordinare  la  esecuzione
   dell'impianto  alla  condizione   che   i   comuni   interessati
   forniscano gratuitamente i locali idonei per gli uffici.
 
 
   
     313.  Manutenzione   degli   impianti.       L'esercizio,   la
   sorveglianza  e  la  manutenzione  degli  impianti   urbani   ed
   interurbani, eseguiti col concorso, a fondo  perduto,  totale  o
   parziale, delle regioni, delle provincie o dei comuni o di altri
   enti sono interamente a  carico  del  concessionario,  al  quale
   appartengono tutti i prodotti della gestione. Su detti  prodotti
   resta  fermo  l'obbligo  del  pagamento  del   canone   previsto
   dall'art. 275.
 
TITOLO IV
Dei servizi radioelettrici
Capo I - Disposizioni di carattere generale
 
     314. Servizi radioelettrici.     Ricadono  sotto  il  presente
   titolo le radiodiffusioni, nonchè‚ le trasmissioni, emissioni  e
   ricezioni effettuate a mezzo di  onde  radioelettriche,  escluse
   quelle destinate ad integrare le reti telefoniche e telegrafiche
   ad uso pubblico.
 
 
   
     315.  Stazione  radioelettrica.     Si  intende  per  stazione
   radioelettrica uno  o  più  trasmettitori  o  ricevitori  od  un
   complesso di trasmettitori e ricevitori, nonchè‚ gli  apparecchi
   accessori   necessari   per   effettuare    un    servizio    di
   radiocomunicazione in un determinato punto.
 
 
   
     316. Stazioni ad uso delle amministrazioni dello Stato.    Per
   l'impianto e l'esercizio di stazioni  radioelettriche  da  parte
   delle amministrazioni dello Stato il consenso  di  cui  all'art.
   184  è  subordinato  alla  accettazione  delle   caratteristiche
   tecniche  stabilite  per  l'impianto   e   delle   modalità   di
   svolgimento del traffico.
 
 
   
     317. Organizzazione dei servizi radioelettrici  terrestri  per
   la   sicurezza   della   navigazione   marittima   -    Stazioni
   radioelettriche ad uso militare.   Fermo  restando  il  disposto
   della  legge  30   gennaio   1963,  n.  141,   in   materia   di
   sicurezza    della    navigazione    aerea,    la     competenza
   sull'organizzazione   dei   servizi   radioelettrici   terrestri
   inerenti alla sicurezza della navigazione  marittima  spetta  al
   Ministero della marina mercantile, il quale, per lo  svolgimento
   di tale servizio, si avvale della esistente organizzazione delle
   stazioni radio costiere dell'Amministrazione delle poste e delle
   telecomunicazioni, cui devono  essere  rimborsate  le  spese,  a
   norma del precedente art. 19.
     Per l'impianto e l'esercizio delle stazioni  ad  uso  militare
   provvede direttamente il Ministero della difesa.
 
 
   
     318. Licenza di esercizio.     Presso  ogni  singola  stazione
   radioelettrica di cui sia stato concesso l'esercizio deve essere
   conservata l'apposita  licenza  rilasciata  dall'Amministrazione
   delle poste e delle telecomunicazioni.
     Per le stazioni riceventi del servizio di  radiodiffusione  il
   titolo di abbonamento tiene luogo della licenza.
 
 
   
     319. Norme tecniche per gli impianti.   Tutti gli impianti  in
   concessione o altrimenti autorizzati, compresi quelli eseguiti a
   cura delle amministrazioni dello Stato, devono  rispondere  alle
   norme  tecniche  vigenti  in  materia   ed   essere   costituiti
   esclusivamente  da  apparecchiature  omologate   o   autorizzate
   dall'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni .
 
 
   
     320. Importazione definitiva di  materiali  radioelettrici.   
   L'importazione, da  tutti  o  da  determinati  Stati  esteri  di
   apparecchi e materiali radioelettrici più essere assoggettata  a
   speciali  autorizzazioni  da  rilasciarsi   dall'Amministrazione
   delle poste e delle telecomunicazioni.
     I tipi di apparecchi e le categorie  di  materiali,  nonchè‚ i
   paesi  per  i  quali  sia  necessaria  l'autorizzazione  di  cui
   trattasi, saranno determinati con decreto del  Ministro  per  le
   poste e le telecomunicazioni, di concerto  con  i  Ministri  per
   l'industria, il commercio e l'artigianato, per il commercio  con
   l'estero e per le finanze.
 
 
   
     321. Elenchi dei  concessionari.     La  pubblicazione,  sotto
   qualsiasi forma, la vendita e la distribuzione anche gratuita di
   elenchi  o  guide  generali  dei   concessionari   dei   servizi
   radioelettrici ed i supplementi  di  elenchi  o  guide  sono  di
   esclusiva competenza dell'Amministrazione. La  loro  stampa  più
   essere  affidata,  ove  necessario,  direttamente  all'industria
   privata specializzata.
     Si applicano le norme di cui  al  terzo  e  quarto  comma  del
   precedente art. 247.
 
Capo  II
Concessioni di stazioni radioelettriche ad uso privato
 
Sezione I
Concessione di collegamenti in ponte radio ad uso privato
 
     322.  Condizioni  per  il  rilascio   della   concessione.    
   L'impianto e l'esercizio  di  stazioni  radioelettriche  ad  uso
   privato possono essere concessi nella forma e nei limiti di  cui
   agli articoli 213 e 214.
     Possono essere rilasciate nella forma  di  cui  all'art.  213,
   indipendentemente dai limiti di cui  all'art.  214,  concessioni
   per la ricezione, anche  dall'estero,  di  radiotrasmissioni  di
   informazioni, notizie e fotografie giornalistiche, commerciali e
   di borsa.
     Titolari  della  concessione  possono  essere   esclusivamente
   organi di stampa quotidiana o periodica,  agenzie  o  uffici  di
   informazione,  rappresentanze  diplomatiche,  organizzazioni  di
   radiodiffusione o di televisione.
 
 
   
     323. Canoni per le concessioni in ponte radio ad uso  privato.
      I  canoni  per  le  concessioni   a   privati   di   stazioni
   radioelettriche di cui alla presente  sezione  sono  determinati
   con decreto del Ministro per le poste  e  le  telecomunicazioni,
   sentito il consiglio di amministrazione.
     Nel caso in cui  coesista  con  il  collegamento  concesso  il
   corrispondente mezzo trasmissivo  della  Amministrazione  o  dei
   concessionari dei servizi di telecomunicazioni, il  canone  deve
   essere pari a quello che sarebbe dovuto se la prestazione  fosse
   fornita dal gestore, dedotta una  equa  quota  per  rimborso  di
   spese di impianto e di manutenzione.
     I canoni predetti debbono essere ridotti almeno del 25% per  i
   collegamenti radio a sussidio di attività che siano attinenti in
   modo particolare alla sicurezza delle persone.
 
 
   
     324.  Interconnessione.     Spetta  all'Amministrazione  delle
   poste  e   delle   telecomunicazioni   autorizzare   l'eventuale
   collegamento delle stazioni radioelettriche a linee telegrafiche
   e telefoniche per uso privato,  alle  condizioni  stabilite  nel
   regolamento.
     E' in ogni caso vietata la possibilità di interconnessione  in
   qualsiasi modo con le reti di telecomunicazioni ad uso pubblico.
 
 
   
     325. Concessione per  l'impianto  e  l'esercizio  di  stazioni
   radioelettriche  da  parte  di  aziende,  istituzioni  ed   enti
   stranieri.   La concessione per l'impianto e  l'esercizio  delle
   stazioni  radioelettriche  di  cui  all'art.  322  del  presente
   decreto più essere accordata dall'Amministrazione, previo parere
   favorevole dei Ministeri degli affari  esteri,  della  difesa  e
   dell'interno, ad aziende o istituzioni o enti  non  in  possesso
   del requisito della nazionalità italiana previsto dall'art.  186
   del presente decreto a condizione di reciprocità da parte  degli
   Stati esteri di appartenenza.
     La concessione È accordata per un periodo non superiore ad  un
   anno, salvo rinnovo.
 
Sezione II
Concessioni alle rappresentanze diplomatiche straniere
 
     326.  Condizioni  per  il   rilascio   della   concessione   -
   Reciprocità.   La concessione per l'impianto e l'uso di stazioni
   trasmittenti e riceventi più essere accordata, a  condizioni  di
   reciprocità, da accertarsi dal Ministero  degli  affari  esteri,
   alle   rappresentanze   diplomatiche   straniere   situate   sul
   territorio italiano, limitatamente alla sede in cui  trovasi  la
   cancelleria diplomatica, con le norme e le modalità indicate nei
   successivi articoli.
     Analoga   concessione   più   essere   accordata   agli   enti
   internazionali, cui in virtù di  accordi  internazionali,  siano
   riconosciute nel territorio nazionale agevolazioni in materia di
   comunicazioni analoghe a quelle  spettanti  alle  rappresentanze
   diplomatiche.
     Nel caso di rappresentanze diplomatiche di Stati con  i  quali
   siano  intervenuti  accordi,  che  regolano  anche  la   materia
   dell'impianto  e  dell'esercizio  di  stazioni  radioelettriche,
   installate o da  installarsi  nelle  sedi  delle  rappresentanze
   stesse, non si fa luogo all'emissione dell'atto di  concessione,
   salvo integrazione tecnica degli accordi stessi, per  quanto  in
   essi non disciplinato.
 
 
   
     327. Condizioni  per  il  rilascio  della  concessione.     La
   concessione di cui al precedente  articolo,  fermo  restando  il
   disposto dell'ultimo  comma  dell'articolo  stesso,  più  essere
   accordata  in   seguito   alla   stipulazione   di   un'apposita
   convenzione   da   sottoscriversi   dal    responsabile    della
   rappresentanza  diplomatica  straniera,  nella  quale   dovranno
   essere inserite le seguenti clausole:
       a) l'uso degli impianti radioelettrici deve essere  limitato
   al  traffico  ufficiale   di   servizio   della   rappresentanza
   diplomatica con lo Stato di appartenenza, escluso il traffico di
   stampa ed i messaggi  personali  e  qualsiasi  collegamento  con
   altri paesi;
       b) la potenza della stazione trasmittente  non  deve  essere
   superiore a quella necessaria per il collegamento con  lo  Stato
   di appartenenza;
       c)  l'esercizio  della  stazione  deve  essere  affidato   a
   personale tecnicamente idoneo;
       d)  l'esercizio  della  stazione  non  deve  in  alcun  modo
   interferire o  disturbare  i  servizi  di  telecomunicazioni  in
   Italia;
       e) l'Amministrazione delle poste e  delle  telecomunicazioni
   più  prescrivere  particolari  accorgimenti   tecnici   per   la
   eliminazione dei disturbi o interferenze eventualmente derivanti
   dall'esercizio della stazione  e,  in  caso  di  persistenza  di
   questi, sospendere la concessione o revocarla;
       f) la stazione non più  far  uso  di  frequenze  diverse  da
   quelle  assegnate  dall'Amministrazione  delle  poste  e   delle
   telecomunicazioni.
     Qualora le  stazioni  radioelettriche  installate  nelle  sedi
   diplomatiche  italiane  all'estero   siano   suscettibili,   per
   speciali accordi intervenuti o per  legge  interna  dello  Stato
   straniero, di essere sottoposte a ispezione  e  a  controlli  da
   parte delle autorità di quel paese, analoga potestà di ispezione
   e di controllo dovrà essere stabilita nella convenzione  che  la
   rappresentanza diplomatica dello Stato di cui trattasi stipulerà
   con lo Stato italiano per l'impianto e l'esercizio  di  stazioni
   radioelettriche nella propria sede diplomatica.
 
 
   
     328. Istanza per il  rilascio  della  concessione.     Per  il
   rilascio  della  concessione  di  cui   all'articolo   326,   le
   rappresentanze interessate debbono avanzare domanda al Ministero
   degli affari esteri, specificando le località  di  impianto,  le
   caratteristiche tecniche e l'impiego delle apparecchiature.
     La concessione è rilasciata dall'Amministrazione delle poste e
   delle telecomunicazioni, previo parere favorevole del  Ministero
   degli affari esteri.
     L'atto di concessione  deve  specificare  le  condizioni  alle
   quali è subordinato l'impianto e l'esercizio degli apparati,  il
   termine di scadenza e le modalità per l'eventuale rinnovo.
 
 
   
     329.  Revoca  delle  concessioni.     Le  concessioni  di  cui
   all'art. 326 possono essere revocate in caso di inosservanza, da
   parte della rappresentanza diplomatica straniera, delle clausole
   stabilite nella convenzione.
     Esse possono, altresì, essere revocate, sospese o sottoposte a
   particolari modalità di esercizio, in caso  di  gravi  necessità
   pubbliche, con provvedimento insindacabile  dell'Amministrazione
   delle poste e delle telecomunicazioni,  da  comunicarsi  per  il
   tramite del Ministero degli affari esteri.
 
Sezione III
Concessioni di impianto ed esercizio di stazioni di radioamatore
 
     330. Stazioni di radioamatore.   L'impianto e  l'esercizio  di
   stazioni di radioamatore possono essere concessi  in  conformità
   delle norme sulle concessioni contenute nel presente  decreto  e
   nel relativo regolamento.
     L'attività  del  radioamatore  consiste  nello   scambio,   in
   linguaggio chiaro  o  con  l'uso  di  codici  internazionalmente
   ammessi, con altri  radioamatori  autorizzati,  di  messaggi  di
   carattere  tecnico,  riguardanti  esperimenti  radioelettrici  a
   scopo di studio e di istruzione individuale  e  osservazioni  di
   indole puramente personale che, per la loro  scarsa  importanza,
   non   giustifichino    l'uso    dei    servizi    pubblici    di
   telecomunicazioni.
 
 
   
     331. Cittadinanza.   Oltre che agli altri  requisiti  indicati
   nel  regolamento,  per  i  titolari  delle  concessioni  di  cui
   all'articolo  precedente   è   richiesto   il   possesso   della
   cittadinanza italiana.
     Si prescinde dal possesso della cittadinanza italiana:
       a) per i richiedenti che siano  cittadini  di  Stati  membri
   della Comunità economica europea e di Stati membri del Consiglio
   di Europa,  che  abbiano  depositato  il  proprio  strumento  di
   ratifica della convenzione europea di  stabilimento,  firmato  a
   Parigi il 13 dicembre 1955;
       b) nei confronti dei  richiedenti  che  siano  cittadini  di
   Stati con i quali l'Italia abbia stipulato specifici accordi.
 
 
   
     332. Validità delle concessioni - Canoni.   La concessione per
   l'impianto e l'esercizio di stazioni di  radioamatore  è  valida
   cinque anni, salva la facoltà di rinnovo,  secondo  le  modalità
   stabilite dal regolamento.
     Il titolare della concessione è tenuto  al  versamento  di  un
   canone annuo nella misura stabilita dal regolamento.
 
 
   
     333. Autorizzazioni di ascolto.   Con  le  modalità  stabilite
   nel regolamento possono essere rilasciate autorizzazioni  aventi
   per oggetto il solo ascolto sulle gamme di  frequenza  riservate
   ai radioamatori.
     Il rilascio di tali autorizzazioni più anche  essere  delegato
   dall'Amministrazione  delle  poste  e  delle  telecomunicazioni,
   sulla  base  di  apposita  convenzione,   ad   associazioni   di
   radiodilettanti ufficialmente riconosciute.
 
Sezione IV
Concessioni di stazioni radioelettriche di debole potenza
 
     334. Riserva di frequenze - Impieghi consentiti.   Il Ministro
   per le poste e le telecomunicazioni, nell'ambito  degli  accordi
   internazionali e delle vigenti disposizioni,  più,  con  proprio
   decreto, riservare sull'intero territorio nazionale o  su  parte
   di esso, determinate frequenze o bande di frequenza  all'uso  di
   apparecchi radioelettrici ricetrasmittenti di debole potenza, di
   tipo  portatile,  omologati  dal   Ministero   delle   poste   e
   telecomunicazioni, per i seguenti scopi:
       1) in ausilio agli addetti alla  sicurezza  ed  al  soccorso
   sulle strade, alla vigilanza del traffico, anche dei trasporti a
   fune, delle foreste, della disciplina della caccia, della  pesca
   e della sicurezza notturna;
       2) in ausilio a servizi di imprese industriali, commerciali,
   artigiane ed agrarie;
       3) per collegamenti  riguardanti  la  sicurezza  della  vita
   umana in mare, o comunque di emergenza, fra piccole imbarcazioni
   e stazioni di  base  collocate  esclusivamente  presso  sedi  di
   organizzazioni nautiche,nonchè‚ per collegamenti di servizio fra
   diversi punti di una stessa nave;
       4) in ausilio ad attività sportive ed agonistiche;
       5) per telecomandi dilettantistici;
       6) per ricerca persone con segnali acustici;
       7) in ausilio delle attività professionali sanitarie ed alle
   attività direttamente ad esse collegate;
       8) per comunicazioni a breve distanza  di  tipo  diverso  da
   quelle di cui  ai  precedenti  numeri  da  1)  a  7), semprechè‚
   risultino  escluse  la  possibilità  di  chiamata  selettiva   e
   l'adozione  di  congegni  e   sistemi   atti   a   rendere   non
   intercettabili da terzi le  conversazioni  scambiate  e  con  il
   divieto  di  effettuare  comunicazioni   internazionali   e   la
   trasmissione di programmi o comunicati destinati alla generalità
   degli ascoltatori.
     Nel decreto che stabilisce la riserva verranno indicati:
       a) le prescrizioni tecniche alle  quali  gli  apparecchi  da
   impiegare debbono corrispondere,  relative  anche  alle  antenne
   esterne, alle quali gli apparecchi  possono  collegarsi.  Non  è
   ammesso l'uso di antenne direttive;
       b) i limiti massimi di potenza;
       c) le caratteristiche  del  contrassegno  da  applicare  sui
   singoli apparecchi per attestarne la  avvenuta  omologazione  da
   parte del Ministero delle poste  e  delle  telecomunicazioni  ai
   fini del presente decreto.
     I requisiti che  devono  essere  posseduti  dai  concessionari
   saranno determinati dal regolamento. Non è richiesto,  comunque,
   il possesso della cittadinanza italiana per i cittadini di Stati
   membri della C.E.E. ammessi ad esercitare in Italia,  anche  per
   una singola prestazione, attività professionali o economiche per
   il cui svolgimento è consentito, a  condizione  di  reciprocità,
   l'uso  di  apparecchi  ricetrasmittenti.  Per  le   attestazioni
   concernenti  i  requisiti  personali,  ai  detti  cittadini   si
   applicano le norme comunitarie vigenti .
     Nell'atto di concessione potrà essere prevista l'utilizzazione
   di più  apparecchi,  nonchè‚ l'uso  di  medesimi  da  parte  dei
   dipendenti e,  nel  caso  previsto  dal  n.  8),  familiari  del
   concessionario.
     La concessione ad enti potrà anche estendersi all'impianto  ed
   all'uso di una stazione di base .
     La concessione  di  cui  al  presente  articolo  non  comporta
   esclusività nell'uso delle frequenze  riservate,  nè‚ diritto  a
   protezione da eventuali disturbi  o  interferenze  da  parte  di
   altri apparecchi autorizzati.
 
 
   
     335. Condizioni  per  il  rilascio  della  concessione.     La
   concessione di cui all'articolo precedente più essere rilasciata
   soltanto se ricorrono le seguenti condizioni:
       1) che il tipo di apparecchio di cui il richiedente dichiara
   il possesso sia stato omologato dall'Amministrazione delle poste
   e delle telecomunicazioni;
       2) che il richiedente dichiari per iscritto che lo scopo per
   il quale chiede la concessione rientra fra quelli indicati nello
   stesso articolo;
       3) che, trattandosi di organizzazioni nautiche ubicate sulle
   coste marine, le stesse si impegnino ad installare, a  richiesta
   dell'Amministrazione    presso    le    stazioni,    anche    un
   radioricevitore sulla frequenza di soccorso  nella  gamma  delle
   onde medie e ad assicurare l'ascolto di sicurezza su di esse per
   tutte le ore di apertura della stazione.
 
 
   
     336. Canone per  apparecchi  radioelettrici  portatili.     Il
   titolare della concessione di cui all'art. 334 deve versare, per
   ciascun  apparecchio  portatile  autorizzato,  il  canone  annuo
   stabilito dal regolamento.
     Nel caso di apparecchi destinati alla ricerca di  persone  con
   soli segnali acustici il canone sarà fissato in  proporzione  al
   numero degli apparecchi impiegati.
 
Sezione V
Disposizioni comuni alle sezioni precedenti
 
     337. Pareri di altri organi dello Stato.    Sulle  domande  di
   concessione ad uso privato di cui al presente  Capo,  eccettuate
   quelle di cui all'art. 334, dovrà essere sentito il  parere  dei
   Ministeri dell'interno e della difesa.
     L'Amministrazione delle poste e  delle  telecomunicazioni,  in
   pendenza della manifestazione del parere di  cui  al  precedente
   comma, ha facoltà di autorizzare l'esercizio  provvisorio  delle
   comunicazioni oggetto della concessione medesima per un  periodo
   non superiore a sei mesi.
 
 
   
     338. Uso di apparecchi non soggetti a concessione.   L'uso  di
   apparecchi destinati al gioco, denominati  <radiogiocattoli>,  e
   di quelli destinati ad <apriporte> non è soggetto a concessione,
   nè‚ al pagamento dei canoni, purchè‚ detti apparecchi rechino il
   contrassegno   dell'Amministrazione   delle   poste   e    delle
   telecomunicazioni,   attestante   che   essi   rispondono   alle
   caratteristiche di impiego e tecniche stabilite con decreto  del
   Ministro per le poste e le telecomunicazioni.
 
 
   
     339. Obblighi dei rivenditori.    I  rivenditori  di  apparati
   radioelettrici ricetrasmittenti o trasmittenti devono  applicare
   sull'involucro o sulla fattura la indicazione che  l'apparecchio
   non    più    essere    impiegato    senza    la     concessione
   dell'Amministrazione  delle  poste  e  delle  telecomunicazioni,
   tranne che non si tratti degli apparecchi di cui  al  precedente
   art. 338.
 
Capo III
Abilitazione all'esercizio dei servizi radioelettrici in qualità di operatore
 
     340. Obbligo del titolo di abilitazione  -  Esenzione.     Per
   l'esercizio    di    qualsiasi    stazione    trasmittente,    o
   ricetrasmittente, e nel servizio mobile marittimo o aeronautico,
   anche di quelle solo riceventi, è necessario  che  il  personale
   operatore  sia  in  possesso  di  un  titolo   di   abilitazione
   rilasciato dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni.
     Il titolo di cui al comma precedente non è  prescritto  quando
   trattasi:
       a) di stazioni destinate ad uso militare delle forze  armate
   e  di  stazioni  adibite  per  servizio  civile  d'istituto  del
   Ministero dell'interno e di quello della difesa;
       b)  di  stazioni  di  radiodiffusione,  di  radioastronomia,
   ausiliarie della metereologia,  spaziali  o  terrene,  terrestri
   radiotelefoniche non adibite a servizi  pubblici,  emittenti  di
   frequenze campioni.
     Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni  ha  facoltà
   di estendere, con proprio decreto, le  disposizioni  di  cui  al
   precedente  comma  ad  altri  servizi  o   stazioni   riceventi,
   ricetrasmittenti o trasmittenti, per le  quali,  a  causa  delle
   loro caratteristiche tecniche o di  impiego,  non  sia  ritenuta
   necessaria una particolare qualificazione dell'operatore, ovvero
   quando  la  necessaria  qualificazione   sia   stata   accertata
   dall'Amministrazione dello Stato dalla quale il  servizio  o  la
   stazione dipendono.
 
 
   
     341. Classi e tipi dei titoli di abilitazione.   I  titoli  di
   abilitazione   all'esercizio   di    stazioni    radioelettriche
   rilasciati dal Ministero delle poste e  delle  telecomunicazioni
   sono i seguenti:
       a) certificato di radiotelegrafista di prima classe per navi
   ;
       a 1) certificato di radiotelegrafista di  prima  classe  per
   aeromobili ;
       b) certificato di radiotelegrafista di  seconda  classe  per
   navi ;
       b 1) certificato di radiotelegrafista di seconda classe  per
   aeromobili ;
       c) certificato speciale di radiotelegrafista per navi e  per
   aeromobili;
       c1) certificato speciale di radiotelegrafista per navi;
       d) certificato generale di radiotelefonista per navi  e  per
   aeromobili;
       d1) certificato generale di radiotelefonista per navi;
       e) certificato limitato di radiotelefonista per navi  e  per
   aeromobili;
       e1) certificato limitato di radiotelefonista per navi;
       e2) certificato limitato di radiotelefonista per aeromobili;
       f) certificato di radiotelegrafista  per  stazioni  fisse  e
   terrestri;
       f1) certificato di radiotelefonista  per  stazioni  fisse  e
   terrestri;
       g) patente di operatore di stazione di radioamatore.
     Ciascuno dei certificati di cui  alle  lettere  a),  b)  e  c)
   abilita il titolare anche all'esercizio dei servizi per i  quali
   è prescritto  uno  qualsiasi  dei  certificati  che  lo  seguono
   nell'elenco e conferisce titolo all'ottenimento della patente di
   operatore di stazione di radioamatore di cui  alla  lettera  g),
   senza sostenere esami.
     Il titolare di uno dei certificati di cui alle lettere da  c1)
   a e1), è abilitato anche all'esercizio degli altri servizi  come
   segue:
       1) il titolare del certificato di cui  alla  lettera  c1)  è
   abilitato anche ai servizi di cui alle lettere d1), e1), f), f1)
   e più ottenere la patente di cui alla lettera g) senza sostenere
   gli esami;
       2) il titolare del certificato di  cui  alla  lettera  d)  è
   abilitato anche ai servizi di cui alle lettere d1), e), e1), e2)
   ed f1);
       3) il titolare del certificato di cui  alla  lettera  d1)  è
   abilitato anche ai servizi di cui alle lettere e1) ed f1);
       4) il titolare del certificato di cui  alla  lettera  e),  è
   abilitato anche ai servizi di cui alle lettere e1), e2), f1);
       5) il titolare del certificato di cui  alla  lettera  e1)  è
   abilitato anche ai servizi di cui alla lettera f1).
     Il conseguimento dei certificati di cui al  presente  articolo
   non costituisce titolo per ottenere l'iscrizione fra la gente di
   mare oltre il limite di età previsto dall'art.  119  del  codice
   della navigazione.
     Eventuali modifiche  alle  classi  e  tipi  di  certificati  e
   patenti  di  cui  al  presente  articolo,  rese  necessarie  per
   l'adeguamento  della  legislazione   italiana   al   regolamento
   internazionale  delle  radiocomunicazioni  e  ad  altri  accordi
   internazionali, sono disposti con decreto del  Ministro  per  le
   poste e le telecomunicazioni.
 
 
   
     342. Abilitazione degli operatori delle stazioni  costiere.   
   Per il disimpegno del servizio di operatore presso  le  stazioni
   costiere  radiotelegrafiche,  è  necessario  il   possesso   del
   certificato di radiotelegrafista di 1¦ o 2¦ classe o speciale.
     Per il disimpegno del servizio di operatore presso le stazioni
   costiere  radiotelefoniche,  è  necessario   il   possesso   del
   certificato di radiotelefonista, generale o limitato, a  seconda
   della potenza della stazione.
 
 
   
     343. Esami.   I certificati e le patenti di cui  all'art.  341
   si conseguono mediante esami, salvo le  eccezioni  previste  dal
   presente decreto e i casi che verranno  stabiliti  dal  relativo
   regolamento,  in  cui  il  possesso  di  altro  titolo  dimostri
   l'acquisizione di cognizioni equivalenti a quelle richieste  dal
   programma di esami.
     Gli esami saranno tenuti dal Ministero  delle  poste  e  delle
   telecomunicazioni nell'epoca e nelle sedi che esso designerà.
     Per il conseguimento dei certificati di  radiotelegrafista  di
   1¦ e  2¦  classe  e  speciale  e  del  certificato  generale  di
   radiotelefoniste, le  sessioni  di  esame  saranno  indette,  di
   norma, una volta l'anno.
     Gli esami per il conseguimento  del  certificato  limitato  di
   radiotelefonista per navi e per aeromobili, di cui alla  lettera
   e) del precedente articolo 341, nei casi in cui sono prescritti,
   saranno  tenuti  dall'Amministrazione  delle   poste   e   delle
   telecomunicazioni,  d'intesa  con  il  Ministero  della   marina
   mercantile e con il Ministero  dei  trasporti  e  dell'aviazione
   civile;  quelli  per  il  conseguimento   del   certificato   di
   radiotelefonista  per  navi,  di  cui  alla  lettera   e1)   del
   precedente art. 341, nei casi in cui  sono  prescritti,  saranno
   tenuti,  sempre  dall'Amministrazione  delle   poste   e   delle
   telecomunicazioni, presso le capitanerie di porto e  presso  gli
   uffici circondariali e locali marittimi.
     L'Amministrazione  delle  poste  e   delle   telecomunicazioni
   rilascerà i certificati di cui alle lettere c1), d1), f), f1)  e
   la patente di cui alla lettera g)  del  precedente  art.  341  a
   coloro che dimostrino di  essere  in  possesso  del  diploma  di
   qualifica  di  radiotelegrafista  di  bordo,  rilasciato  da  un
   Istituto professionale di Stato, o  legalmente  riconosciuto,  i
   cui esami di diploma sono a tal fine dichiarati  equipollenti  a
   quelli stabiliti per il conseguimento dei certificati stessi.
     I certificati limitati, di cui  al  precedente  quarto  comma,
   possono essere conseguiti  anche  senza  gli  esami  di  cui  al
   precedente     primo     comma,     purchè‚    sia     accertato
   dall'Amministrazione delle poste e delle  telecomunicazioni  che
   gli aspiranti possiedono le conoscenze pratiche e generali e  le
   attitudini  richieste  dal  regolamento   internazionale   delle
   radiocomunicazioni.
     Il Ministro per le poste e le telecomunicazioni stabilirà  con
   proprio decreto, di concerto  con  il  Ministro  per  la  marina
   mercantile, oppure con il Ministro per i trasporti e l'aviazione
   civile, a seconda della rispettiva competenza, la procedura  per
   gli accertamenti di idoneità relativi al  rilascio  senza  esami
   dei certificati limitati, nonchè‚ i limiti  massimi  di  potenza
   dell'impianto  radiotelefonico  operabile   dal   titolare   del
   certificato, la eventuale equipollenza di esami superati  presso
   altre amministrazioni dello Stato e, se del caso,  i  limiti  di
   impiego del mezzo navale o aereo su cui più operare il  titolare
   del certificato stesso.
 
 
   
     344. Ammissione agli esami.   Per l'ammissione agli esami  per
   il conseguimento dei certificati di 1¦ e 2¦ classe, di cui  alle
   lettere a) e b) del precedente art. 341, gli  aspiranti  debbono
   dimostrare di essere in possesso del  diploma  di  qualifica  di
   radiotelegrafista   a   bordo   rilasciato   da   un    Istituto
   professionale di Stato o  legalmente  riconosciuto,  ovvero  del
   diploma di Istituto secondario di 2° grado.
     Le  altre  condizioni  per  l'ammissione  agli  esami  di  cui
   all'articolo  343,  compresa  l'eventuale  inclusione  di  altri
   titoli di studio, sono stabilite dal regolamento.
     Per l'ammissione agli esami di cui al presente Capo  ed  anche
   per il rilascio di titoli di abilitazione senza esami, è dovuta,
   a   favore   dell'Amministrazione   delle    poste    e    delle
   telecomunicazioni, la tassa di cui  all'art.  2  della  legge  6
   febbraio 1942, n. 128, la cui misura viene fissata in lire 1000.
   Sono fatte salve le norme fiscali in vigore per il rilascio e la
   duplicazione dei titoli stessi.
 
 
   
     345. Prove di esame.   Le prove di esame per il  conseguimento
   dei certificati di abilitazione sono costituite da:
       1) per i certificati di cui alle lettere a) e  b)  dell'art.
   341, prove scritte, pratiche ed orali;
       2) per i certificati di cui alle lettere c), c1),  d),  d1),
   e), e1), e2), f), fe), prove pratiche ed orali;
       3) per la patente di cui alla lettera  g)  prove  scritte  e
   pratiche.
     Nel regolamento sono specificati  i  programmi  di  esame,  le
   modalità delle prove, le condizioni  per  il  conseguimento  dei
   titoli di abilitazione.
     Possono essere esonerati dagli esami per il conseguimento  del
   certificato di cui all'art.  341,  lettera  c2),  ricorrendo  le
   condizioni stabilite nel regolamento, coloro che, dopo  la  data
   di entrata in vigore del presente decreto, abbiano superato  gli
   esami per  il  conseguimento  del  brevetto  di  pilota  civile,
   l'esito favorevole dei  quali  deve  risultare  da  attestazione
   formale del Ministero dei trasporti e dell'aviazione civile.
 
 
   
     346.  Richiami  -  Sospensione  e  decadenza  dei  titoli   di
   abilitazione.     Per  infrazioni  alle   norme   sul   servizio
   radioelettrico   o    per    accertata    negligenza    tecnica,
   l'Amministrazione  delle  poste  e  delle  telecomunicazioni  ha
   facoltà  di  infliggere  richiami  scritti  al  titolare  di  un
   certificato o di una patente di  abilitazione  all'esercizio  di
   stazioni radioelettriche.
     In caso  di  infrazioni  o  negligenze  relative  al  servizio
   radioelettrico di bordo, commesse da appartenenti alla gente  di
   mare o dell'aria, si applicheranno le norme  degli  artt.  1251,
   1252, 1253 e 1254  del  codice  della  navigazione,  secondo  la
   procedura stabilita dall'art. 418.
     Qualora non  trattisi  di  gente  di  mare  o  dell'aria,  per
   infrazioni  o  negligenze  gravi  o  per  recidiva,  è   facoltà
   dell'Amministrazione delle poste e  delle  telecomunicazioni  di
   sospendere la validità dei titoli di abilitazione per un periodo
   da uno a sei mesi, ovvero, nei casi più gravi, di dichiararne la
   decadenza.
     Quando sia intervenuta la decadenza di uno dei certificati  di
   abilitazione di cui alle lettere da a) ad f1) dell'art. 341, non
   è ammesso il conseguimento di un altro qualsiasi dei  titoli  di
   cui allo stesso articolo.
     In  caso  di  dichiarata  decadenza  di  certificati  limitati
   conseguiti senza esami, è  in  facoltà  dell'Amministrazione  di
   ammettere l'interessato, che ne faccia domanda, agli  esami  per
   il conseguimento dello stesso titolo, per una sola volta.
 
 
   
     347. Commissioni esaminatrici dei candidati al certificato  di
   radiotelegrafista  per  navi  ed  aeromobili,   al   certificato
   generale  di  radiotelefonista  per  navi  e  aeromobili  e   al
   certificato di radiotelegrafista per stazioni fisse e  terrestri
   e  certificato  di  radiotelefonista  per   stazioni   fisse   e
   terrestri.   La commissione esaminatrice  per  il  conseguimento
   dei certificati di cui alle lettere a), b), c),  c1),  d),  d1),
   dell'art. 341 è costituita da:
       a) due impiegati  della  carriera  direttiva  del  personale
   tecnico  delle  telecomunicazioni  della  Amministrazione  delle
   poste e delle telecomunicazioni, di cui uno  con  qualifica  non
   inferiore a direttore di divisione con funzioni di presidente;
       b) un impiegato dell'Amministrazione  delle  poste  e  delle
   telecomunicazioni, esperto di radiotelegrafia;
       c) due rappresentanti del Ministero della marina mercantile;
       d) un impiegato appartenente  alla  carriera  direttiva  del
   Ministero dei trasporti e dell'aviazione civile;
       e) un tecnico operatore designato dall'Amministrazione delle
   poste e delle telecomunicazioni;
       f)  un  impiegato  del  Ministero  delle   poste   e   delle
   telecomunicazioni  della  carriera  di  concetto  o  di   quella
   direttiva  con  qualifica  di  consigliere,  con   funzioni   di
   segretario.
     Alla  commissione  possono  essere   aggregati   uno   o   più
   esaminatori per le lingue straniere, previste dal  programma  di
   esame scelti tra gli impiegati dell'Amministrazione delle  poste
   e  delle  telecomunicazioni,  nominati   interpreti   ai   sensi
   dell'art. 37 dell'allegato alla legge 11 febbraio  1970,  n.  29
   .
     Dinanzi alla stessa commissione, in occasione  delle  riunioni
   per l'espletamento delle prove pratiche ed  orali,  degli  esami
   relativi al conseguimento dei certificati di cui al primo comma,
   saranno sostenuti gli esami per il conseguimento dei certificati
   di radiotelegrafista e di radiotelefonista  per  stazioni  fisse
   terrestri.
 
 
   
     348. Commissione esaminatrice  dei  candidati  al  certificato
   limitato di radiotelefonista per navi e  per  aeromobili  e  per
   soli  aeromobili.     La   commissione   esaminatrice   per   il
   conseguimento dei certificati di cui  alle  lettere  e)  ed  e2)
   dell'art. 341 è costituita da:
       a) un  impiegato  della  carriera  direttiva  del  personale
   tecnico delle telecomunicazioni dell'Amministrazione delle poste
   e  delle  telecomunicazioni  con  qualifica  non   inferiore   a
   direttore di divisione, con funzioni di presidente;
       b) tre impiegati della carriera direttiva del Ministero  dei
   trasporti   e   dell'aviazione   civile,   direzione    generale
   dell'aviazione civile, dei quali uno  del  ruolo  degli  esperti
   della circolazione aerea ed assistenza al volo;
       c) un rappresentante del Ministero della marina mercantile;
       d)  un  tecnico  operatore  designato  dal   Ministero   dei
   trasporti   e   dell'aviazione   civile,   direzione    generale
   dell'aviazione civile;
       e) un impiegato del Ministero dei trasporti e dell'aviazione
   civile, direzione generale della aviazione civile, con  funzioni
   di segretario.
 
 
   
     349. Commissione esaminatrice  dei  candidati  al  certificato
   limitato  di  radiotelefonista  per  navi.      La   commissione
   esaminatrice per il conferimento dei  certificati  di  cui  alla
   lettera e1) dell'art. 341 è costituita da:
       a) il direttore del circolo delle costruzioni telegrafiche e
   telefoniche competente per territorio o  un  suo  delegato,  con
   funzioni di presidente;
       b) un impiegato dell'Amministrazione  delle  poste  e  delle
   telecomunicazioni, designato dal direttore del circolo;
       c) un ufficiale della capitaneria di  porto  competente  per
   territorio.
 
 
   
     350. Commissione esaminatrice dei candidati  alla  patente  di
   operatore di radioamatore.   La commissione esaminatrice per  il
   conferimento della patente di operatore di cui alla  lettera  g)
   dell'art. 341 è costituita da:
       a) il direttore del circolo delle costruzioni telegrafiche e
   telefoniche competente per territorio  o  un  suo  delegato  con
   funzioni di presidente;
       b) un funzionario dell'Amministrazione delle poste  e  delle
   telecomunicazioni esperto radiotecnico;
       c) un rappresentante del Ministero della difesa;
       d) un esperto designato dall'Associazione  dei  radioamatori
   legalmente riconosciuta.
 
 
   
     351.  Nomina  delle  commissioni.     La  commissione  di  cui
   all'art. 347 è nominata annualmente con decreto del Ministro per
   le poste e le telecomunicazioni.
     La commissione  di  cui  all'art.  348,  è,  invece,  nominata
   annualmente  con  decreto  del  Ministro  per  i   trasporti   e
   l'aviazione civile.
     Le commissioni di cui agli articoli 349 e 350  sono  nominate,
   pure  annualmente,  con   ordinanza   del   direttore   centrale
   competente   dell'Amministrazione   delle    poste    e    delle
   telecomunicazioni.
     Gli atti di nomina delle commissioni esaminatrici, di  cui  al
   presente Capo, potranno designare  sostituti  per  ciascuno  dei
   componenti, inclusi il presidente ed il segretario.
 
Capo IV
Servizio radioelettrico mobile marittimo
Sezione I - Generalità
 
     352. Servizio radioelettrico mobile marittimo.    Il  servizio
   radioelettrico mobile marittimo è  un  servizio  effettuato  tra
   stazioni radioelettriche costiere e stazioni radioelettriche  di
   nave, o fra stazioni radioelettriche di nave, al  quale  possono
   partecipare   le   stazioni   radioelettriche   dei   mezzi   di
   salvataggio.
 
 
   
     353. Definizione di nave - Altre definizioni.    Ai  fini  del
   presente decreto, per navi  si  intendono  quelle  definite  dal
   codice di navigazione, escluse quelle da guerra.
     Per   tutti   gli   altri   termini   relativi   al   servizio
   radioelettrico  mobile  marittimo,  si   intendono   valide   le
   definizioni   date   dal   regolamento   internazionale    delle
   radiotelecomunicazioni.
 
Sezione II
Prescrizioni ed obblighi per le stazioni e per apparati radioelettrici a bordo delle navi
 
     354. Norme tecniche radionavali.   Il Ministro per le poste  e
   le telecomunicazioni,  con  proprio  decreto,  di  concerto  con
   quello della marina mercantile, stabilisce i  requisiti  tecnici
   cui  debbono  soddisfare,  a  bordo  delle  navi  nazionali,  le
   stazioni e gli  apparati  radioelettrici  sia  obbligatori,  per
   effetto delle disposizioni sulla sicurezza della  navigazione  e
   della  vita  umana  in  mare  o  di  altre   disposizioni,   sia
   facoltativi.
 
 
   
     355. Stazioni radioelettriche e radiotelefoniche  ed  apparati
   radioelettrici a bordo delle navi - Obblighi.   Le navi che  non
   sono adibite a servizi  di  navigazione  interna  devono  essere
   munite delle stazioni  radiotelegrafiche  o  radiotelefoniche  o
   degli apparati radioelettrici, resi obbligatori, a  seconda  del
   tonnellaggio  di  stazza  lorda,   dalla   vigente   convenzione
   internazionale per la salvaguardia della vita umana  in  mare  e
   dagli altri regolamenti internazionali o  nazionali  vigenti  in
   materia.
 
 
   
     356. Obbligatorietà del ricevitore radiotelefonico.   Tutte le
   navi da carico che, per le norme vigenti, non abbiano  l'obbligo
   di  essere   munite   di   una   stazione   radiotelegrafica   o
   radiotelefonica, e  che  non  ne  siano  in  effetti  provviste,
   dovranno  essere  dotate  di   un   ricevitore   radiotelefonico
   rispondente alla prescrizione di cui all'art. 354.
 
 
   
     357. Esenzioni.   Qualora le esenzioni di cui al  primo  comma
   dell'art. 13 della legge 5 giugno 1962, n. 616,  si  riferiscano
   ad apparecchiature radioelettriche, l'organo tecnico competente,
   a norma del secondo comma, è  l'Amministrazione  delle  poste  e
   delle telecomunicazioni e la esenzione ai fini  della  sicurezza
   non potrà essere concessa se,  a  giudizio  dell'Amministrazione
   delle poste e  delle  telecomunicazioni  analoga  esenzione  non
   potrà essere accordata ai fini della corrispondenza pubblica.
 
 
   
     358. Obbligatorietà di particolari apparati radioelettrici  di
   bordo.         L'Amministrazione    delle    poste    e    delle
   telecomunicazioni, sentita quella della marina  mercantile,  più
   imporre  a  determinate  categorie  di  navi,  ai   fini   della
   corrispondenza  pubblica,   di   essere   dotate   di   apparati
   radioelettrici di determinate caratteristiche.
 
 
   
     359. Installazioni d'ufficio.     Il  Ministero  della  marina
   mercantile,  d'intesa   con   quello   delle   poste   e   delle
   telecomunicazioni,  più   disporre,   d'ufficio   ed   a   spese
   dell'armatore,   l'impianto   e   l'esercizio   delle   stazioni
   radiotelegrafiche   e   radiotelefoniche   e   degli    apparati
   radioelettrici obbligatori a bordo di quelle navi per  le  quali
   non si sia  ottemperato  agli  obblighi  di  cui  agli  articoli
   precedenti, ma che debbano esercitare la navigazione in servizio
   pubblico o di interesse nazionale.
 
 
   
     360. Dichiarazione di tipo approvato e  di  equivalenza  degli
   apparati radioelettrici impiegati a bordo.   Tutti gli  apparati
   radioelettrici, per essere impiegati a bordo di  navi  italiane,
   dovranno  essere,  dall'Amministrazione  delle  poste  e   delle
   telecomunicazioni, dichiarati di tipo approvato o equivalente in
   base alle norme tecniche.
     Per   l'installazione   di   ogni   apparato   o   dispositivo
   radioelettrico non  considerato  nelle  norme  tecniche  di  cui
   all'art. 354, dovrà essere  richiesto  il  preventivo  di  esame
   dell'Amministrazione  delle  poste  e  delle  telecomunicazioni,
   affinchè‚ sia controllato se  le  sue  caratteristiche  tecniche
   rientrino  in  quelle  stabilite  dalle  convenzioni   o   norme
   internazionali, ai fini del  rilascio,  da  parte  della  stessa
   Amministrazione, di apposito certificato di autorizzazione.
     La dichiarazione di equivalenza più essere emessa per apparati
   o tipi di apparati omologati in un paese straniero aderente alla
   Unione  internazionale  delle   telecomunicazioni,   purchè‚  la
   Amministrazione competente di tale  paese  abbia  dichiarato  di
   ammettere la stessa possibilità per gli apparecchi approvati  in
   Italia.
 
 
   
     361. Norme e divieti relativi ad emissioni radioelettriche  in
   acque territoriali.   E' vietato  di  fare  uso  delle  stazioni
   radiotelegrafiche e radiotelefoniche, operanti nelle  bande  del
   servizio  mobile  marittimo,  installate  a  bordo  delle   navi
   mercantili, da pesca e da diporto, in sosta  nelle  acque  dello
   Stato, o che siano in partenza, salvo per avviso o richiesta  di
   soccorso in caso di pericolo, ovvero per motivi di urgenza nella
   prima mezz'ora dopo l'arrivo, o quando le comunicazioni  con  la
   terra siano impedite da forza  maggiore  o  vietate  per  misura
   sanitaria.
     Tale divieto non si applica alle  stazioni  radio  telefoniche
   operanti nella banda  delle  onde  metriche  (VHF),  qualora  si
   colleghino con le stazioni costiere italiane.
     Il divieto previsto dal precedente primo comma non si applica,
   altresì, a tutte le stazioni operanti nell'ambito del sistema di
   comunicazioni   marittime   via    satellite    gestito    dalla
   organizzazione internazionale INMARSAT. L'uso di tali  stazioni,
   tuttavia, più essere limitato, sospeso o proibito in determinati
   porti o aree delle acque territoriali  per  motivi  di  pubblica
   sicurezza o per ragioni connesse alla  operatività  delle  Forze
   armate.
     L'autorità marittima portuale ha  facoltà  di  procedere  alla
   chiusura a chiave ed al suggellamento  delle  porte  di  accesso
   agli  impianti  radiotelegrafici  e  radiotelefonici   od   alla
   inutilizzazione temporanea di detti impianti.
     Le chiavi devono essere consegnate al  comandante  della  nave
   che  rimane,  a  tutti  gli  effetti  di  legge,  custode  della
   integrità dei sigilli.
     Il disuggellamento o la riapertura delle porte o il ripristino
   della funzionalità degli impianti sono eseguiti  dal  comandante
   della nave dopo l'uscita di  questa  dalle  acque  territoriali,
   salva la facoltà di procedervi  in  ogni  momento  nei  casi  di
   pericolo  o  richiesta  di  soccorso  e  semprechè‚  manchi   la
   possibilità di comunicare comunque con la terraferma.
     Il comandante della nave deve anche provvedere alla riapertura
   delle porte ed al ripristino della funzionalità  degli  impianti
   nei casi di visite di ispezione  o  di  collaudo  da  parte  dei
   funzionari dei Ministeri delle poste e delle  telecomunicazioni,
   della  marina  mercantile  e   della   difesa-marina,   all'uopo
   incaricati.
     I trasgressori del presente articolo sono puniti con l'ammenda
   da lire 20.000 a lire 80.000 e con l'arresto fino  ad  un  anno,
   separatamente o cumulativamente.
 
 
   
     362. Giornale radiotelegrafico e radiotelefonico - Obblighi.  
   Fermo  restando  l'obbligo  del  giornale   radiotelegrafico   e
   radiotelefonico  di   bordo,   prescritto   dalla   legislazione
   nazionale  e  dalle  convenzioni  internazionali,  copia   delle
   registrazioni relative alle chiamate,nonchè‚ alla corrispondenza
   effettuata, deve essere trasmessa periodicamente dal capoposto o
   dall'operatore  unico  alla  concessionaria  che   gestisce   il
   servizio radioelettrico di bordo.
 
Sezione III
Sorveglianza sul servizio radioelettrico di bordo
 
     363.  Autorità  del  comandante  di  bordo.      Il   servizio
   radioelettrico di corrispondenza pubblica a bordo delle  navi  è
   posto  sotto  l'autorità  del   comandante   o   della   persona
   responsabile della nave, il quale deve assicurare che  esso  sia
   svolto  sotto  l'osservanza  di  tutte  le  norme  nazionali  ed
   internazionali vigenti riguardanti le telecomunicazioni.
 
 
   
     364.  Vigilanza  sul  servizio  radioelettrico  di  bordo.    
   L'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni esercita
   la vigilanza sullo svolgimento del servizio  radioelettrico  di
   bordo, sull'efficienza tecnica delle stazioni  radiotelegrafiche
   e radiotelefoniche e degli  apparati  radioelettrici  di  bordo,
   nonchè‚ sulla qualificazione del personale addettovi.
 
 
   
     365. Collaudi e ispezioni.   L'Amministrazione delle  poste  e
   delle telecomuncazioni effettua, a mezzo di  propri  funzionari,
   la  sorveglianza  tecnica  sulle   stazioni   radiotelegrafiche,
   radiotelefoniche  e  sugli  apparati  radioelettrici  di   bordo
   mediante:
       a) collaudi;
       b) un'ispezione ordinaria ogni dodici mesi;
       c)  ispezioni  straordinarie  quando  se  ne  verifichi   la
   necessità.
     I casi in cui è necessario  il  collaudo  sono  stabiliti  dal
   regolamento.
     Se il collaudo coincide con la visita della commissione di cui
   all'art. 25  della  legge  12  giugno  1962,  n.  616  (19),  il
   funzionario   dell'Amministrazione   delle   poste    e    delle
   telecomunicazioni che partecipa alla commissione, lo effettua in
   quelle occasioni, anche ai fini del servizio  di  corrispondenza
   pubblica.
     In  caso  di  mancata  coincidenza  o  nel  caso  in  cui  per
   l'impianto radioelettrico della nave non si applichi il capo  IV
   della   legge   12  giugno  1962,  n.  616  ,  il   collaudo   è
   effettuato da un funzionario dell'Amministrazione delle poste  e
   delle telecomunicazioni ai  fini  dei  servizi  di  sicurezza  e
   corrispondenza pubblica.
     Le ispezioni  ordinarie  sono  effettuate  da  un  funzionario
   dell'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni,  sia
   per il servizio di sicurezza che di corrispondenza pubblica.
     Quando l'ispezione ordinaria coincide con  la  visita  di  cui
   all'art. 26  della  legge  12  giugno  1962,  n.  616 ,  il
   funzionario   dell'Amministrazione   delle   poste    e    delle
   telecomunicazioni, che fa parte  della  commissione  di  visita,
   effettua   l'ispezione   anche   ai   fini   del   servizio   di
   corrispondenza pubblica.
     I collaudi e le ispezioni ordinarie dovranno essere  richiesti
   all'autorità marittima portuale  dalla  società  concessionaria,
   dall'armatore, dal proprietario o da chi li rappresenta.
     Il Ministro per le poste e le  telecomunicazioni  ha  facoltà,
   con proprio decreto  motivato,  di  esonerare  dall'obbligo  del
   collaudo e della ispezione ordinaria categorie di  navi  per  le
   quali non sia fatto obbligo della  installazione  radioelettrica
   da norme internazionali.
     Durante le ispezioni ordinarie e straordinarie potranno essere
   effettuati  tutti  gli  accertamenti  e  le  indagini   ritenuti
   necessari, anche in merito  all'andamento  del  servizio  ed  al
   possesso del titolo di qualificazione  da  parte  del  personale
   addettovi.
 
 
   
     366. Verbali  di  collaudo  e  di  ispezione.     L'esito  dei
   collaudi e delle ispezioni risulterà da apposito verbale.
 
 
   
     367. Spese per i collaudi e le ispezioni.   Per i  collaudi  e
   le ispezioni  ordinarie  di  cui  al  precedente  art.  365  del
   presente decreto, sono dovuti all'Amministrazione delle poste  e
   delle telecomunicazioni, a carico della Società concessionaria o
   dell'armatore,  il  rimborso  delle  spese   e   le   quote   di
   surrogazione di cui all'art. 19.
     Per ciascun collaudo o di ispezione ordinaria  degli  impianti
   radiotelegrafici o radiotelefonici a bordo delle navi mercantili
   spetta all'Amministrazione una quota per rimborso spese fissata,
   in via forfettaria  nella  misura  di  lire  5000  per  ciascuna
   operazione. Nel caso di più operazioni effettuate  nella  stessa
   giornata, la seconda quota è ridotta alla metà.
     L'importo delle  quote  predette  è  a  carico  della  Società
   concessionaria o dell'armatore e deve essere versato su apposito
   conto intestato all'Amministrazione per la corresponsione di una
   indennità  di  uguale   misura   al   personale   della   stessa
   Amministrazione che ha  effettuato  il  collaudo  o  l'ispezione
   degli impianti.
 
Sezione IV
Categorie delle stazioni radioelettriche di nave
 
     368. Categoria delle stazioni radiotelegrafiche di nave.    Le
   stazioni radiotelegrafiche di nave, ai fini del  servizio  della
   corrispondenza pubblica, sono ripartite in quattro categorie:
       1¦ categoria: sono classificate in questa categoria tutte le
   stazioni radiotelegrafiche delle navi da passeggeri  autorizzate
   a  trasportare  più  di  1000  persone,  che   compiono   viaggi
   internazionali  della  durata,  tra   due   porti   consecutivi,
   superiore a 24 ore.
     Dette stazioni debbono effettuare un servizio permanente;
       2^ categoria: sono classificate in questa categoria tutte le
   stazioni radiotelegrafiche delle navi da passeggeri  autorizzate
   a trasportare da 250 a non più di  1000  persone,  che  compiono
   viaggi internazionali della durata, fra due  porti  consecutivi,
   superiore a 16 ore.
     Dette stazioni  debbono  effettuare  il  servizio  di  16  ore
   previsto dal regolamento delle radiocomunicazioni;
       3¦ categoria: sono classificate in questa categoria tutte le
   stazioni radiotelegrafiche delle navi:
         a) da passeggeri non classificabili nella 1¦  e  nella  2¦
   categoria;
         b) da carico uguali o superiori a 1.600 tonnellate;
         c) da pesca uguali o superiori  a  1.600  tonnellate,  che
   compiono viaggi oltre gli stretti di Gibilterra o dei Dardanelli
   o il canale di Suez;
         d) da salvataggio abilitate a svolgere servizio  ad  oltre
   50 miglia dalla costa.
     Dette  stazioni  debbono  effettuare  il  servizio  di  8  ore
   previsto dal regolamento delle radiocomunicazioni;
       4^ categoria: sono classificate in questa categoria tutte le
   stazioni radiotelegrafiche delle navi da carico, da pesca  o  da
   salvataggio non classificabili nella 3¦ categoria e quelle delle
   navi lusorie.
     Dette stazioni debbono effettuare un servizio la cui durata  è
   stabilita dal Ministero delle poste e  delle  telecomunicazioni,
   durata comunque non inferiore a quella prevista per il  servizio
   di sicurezza.
 
 
   
     369. Categoria delle stazioni radiotelefoniche di navi.     Le
   stazioni di  nave  attrezzate  esclusivamente  per  l'uso  della
   radiotelefonia,  ai  fini  del  servizio  della   corrispondenza
   pubblica, formano un'unica categoria.
     Esse effettuano un servizio la  cui  durata  è  stabilita  dal
   Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, durata comunque
   non inferiore a quella prevista per la sicurezza.
 
Sezione V
Personale delle stazioni radioelettriche di bordo
 
     370. Personale addetto alle stazioni radioelettriche di bordo.
     Il personale addetto al servizio radioelettrico a bordo  delle
   navi deve essere in possesso  dei  certificati  di  abilitazione
   prescritti.
     Tuttavia,   nelle   stazioni   radiotelegrafiche   dotate   di
   apparecchi  automatici  che  non  richiedano  nell'operatore  la
   conoscenza del sistema Morse e nelle stazioni  radiotelefoniche,
   a tutti gli apparecchi possono essere  applicate  anche  persone
   diverse  dal  titolare  del   certificato,   purchè‚  sotto   la
   responsabilità di quest'ultimo.
     Nelle stazioni radiotelefoniche  l'operatore  radiotelefonista
   più essere anche il comandante, un ufficiale od un altro  membro
   dell'equipaggio.
     Gli altri requisiti per prendere imbarco sulle navi in qualità
   di  operatore  radiotelegrafista,  sono  quelli  stabiliti   dai
   successivi  articoli,   nonchè‚  dalle   leggi   e   regolamenti
   riguardanti la navigazione.
 
 
   
     371. Numero e qualificazione degli  operatori  nelle  stazioni
   radiotelegrafiche di nave per il servizio  della  corrispondenza
   pubblica.   Il servizio delle stazioni radiotelegrafiche di nave
   di 1¦ categoria deve essere disimpegnato da  un  minimo  di  tre
   operatori, che provvedono anche al servizio di sicurezza,  e  di
   questi almeno il capoposto dovrà essere munito di certificato di
   radiotelegrafista di 1¦ classe.
     Il capoposto di tali stazioni deve aver prestato  servizio  in
   qualità di radiotelegrafista per non meno di un anno a bordo  di
   una nave, oppure per almeno sei mesi a bordo di una nave  e  per
   il restante periodo presso una stazione costiera in  qualità  di
   radiotelegrafista.
     Il servizio delle stazioni radiotelegrafiche  di  nave  di  2¦
   categoria deve essere disimpegnato da almeno due operatori,  che
   provvedono anche al servizio di sicurezza.
     Il servizio  delle  stazioni  radiotelegrafiche  di  3¦  e  4¦
   categoria deve essere disimpegnato da almeno  un  operatore  che
   provvede anche al servizio di sicurezza.
     Il capoposto delle stazioni di 2¦ e  3¦  categoria  deve  aver
   prestato servizio in qualità di radiotelegrafista per  non  meno
   di sei mesi a bordo di una nave, oppure per almeno  tre  mesi  a
   bordo di una nave e per il restante periodo presso una  stazione
   costiera in qualità di radiotelegrafista.
 
 
   
     372. Sanzioni disciplinari.   Al personale addetto al servizio
   radioelettrico di bordo, iscritto alla gente  di  mare,  per  le
   infrazioni commesse durante l'esercizio del servizio stesso,  si
   applicano le sanzioni previste dal codice della navigazione, che
   sono comminate dalle autorità marittime anche  su  proposta  del
   Ministero delle  poste  e  delle  telecomunicazioni,  nonché‚ le
   sanzioni  contemplate   dalle   disposizioni   in   materia   di
   telecomunicazioni.
     Per le infrazioni commesse da  personale  addetto  ai  servizi
   radiomarittimi di bordo, non iscritto alla  gente  di  mare,  il
   Ministero  delle  poste  e  delle  telecomunicazioni,  anche  su
   proposta di quello della marina mercantile, applica direttamente
   le sanzioni previste dalle disposizioni vigenti  in  materia  di
   telecomunicazioni.
 
Sezione VI
Disciplina delle concessioni di impianto e di esercizio di stazioni per il servizio radiomarittimo
 
       373. Impianto ed esercizio  di  stazioni  radioelettriche  a
   bordo di navi.   Per determinate classi  di  navi  l'impianto  e
   l'esercizio delle  stazioni  radioelettriche  di  bordo  possono
   essere riservati a società mediante apposita concessione.
     Tali  società  dovranno  avere   per   iscopo   l'impianto   e
   l'esercizio di stazioni  radioelettriche  a  bordo  delle  navi,
   essere costituite nella Repubblica con capitale  prevalentemente
   italiano ed avere la loro sede in Italia.
     La concessione è accordata con decreto  del  Presidente  della
   Repubblica, sentito il Consiglio dei Ministri, su  proposta  del
   Ministro per le poste e le telecomunicazioni,  di  concerto  con
   quello della marina mercantile.
     Per le navi che non rientrano nei casi di cui al  primo  comma
   del presente articolo, la concessione è  accordata  all'armatore
   mediante rilascio della licenza di esercizio alla stazione.
 
 
   
     374.  Contratti  tipo  regolanti  i  rapporti  tra  le   ditte
   armatrici  delle  navi  mercantili   italiane   e   le   società
   concessionarie  del  servizio  radioelettrico  di  bordo.      I
   rapporti   tra   le   società   concessionarie   del    servizio
   radioelettrico di bordo e gli armatori sono regolati sulla  base
   di contratti tipo.
     I  contratti  tipo  sono  concordati  tra  le  società  e   le
   organizzazioni nazionali degli armatori ed approvati con decreto
   del Ministro per le poste e le  telecomunicazioni,  di  concerto
   con quello per la marina mercantile.
     Detti contratti tipo dovranno essere  identici  per  tutte  le
   Società concessionarie per ciascuna classe di navi.
     In caso di disaccordo, le clausole di contratti  tipo  saranno
   stabilite  con  decreto  del  Ministro  per  le   poste   e   le
   telecomunicazioni,  di  concerto   con   quello   della   marina
   mercantile, sentito il parere del  Consiglio  superiore  tecnico
   delle telecomunicazioni.
 
 
   
     375. Canoni  di  concessione.     Il  canone  che  le  società
   concessionarie del  servizio  radioelettrico  di  bordo  debbono
   corrispondere   all'Amministrazione   delle   poste   e    delle
   telecomunicazioni è stabilito nell'atto di concessione.
     Nel caso di gestione diretta da parte dei singoli armatori,  i
   canoni di  impianto  e  di  esercizio  sono  stabiliti,  in  via
   generale,  con  decreto  del  Ministro  per  le   poste   e   le
   telecomunicazioni.
 
Capo V
Servizio radioelettrico per le navi da pesca
 
     376. Impianto radiotelegrafico sulle navi da pesca.   Le  navi
   destinate alla pesca marittima di stazza lorda non  inferiore  a
   1600 tonnellate e che  compiono  viaggi  oltre  gli  stretti  di
   Gibilterra e dei Dardanelli ed il canale di Suez  devono  essere
   munite  di  impianto  radiotelegrafico  rispondente  alle  norme
   tecniche stabilite per  gli  impianti  la  cui  installazione  è
   obbligatoria in base alle disposizioni vigenti.
 
 
   
     377. Impianto di un apparecchio  radiotelefonico  su  navi  da
   pesca.   Le navi destinate alla pesca marittima di stazza  lorda
   non inferiore a 30 tonnellate devono essere  munite,  salvo  che
   non  siano  già  dotate  di  impianto  radiotelegrafico,  di  un
   impianto  radiotelefonico  rispondente   alle   norme   tecniche
   vigenti.
 
 
   
     378. Licenza di esercizio di  impianti  radioelettrici.     In
   materia  di  rilascio  di  licenze  di  esercizio  di   impianti
   radioelettrici di cui ai  precedenti  articoli  376  e  377,  di
   collaudi e di ispezioni agli impianti stessi,  si  applicano  le
   norme di cui agli articoli 317, 364 e 372 del presente  decreto,
   se trattasi  di  navi  di  stazza  lorda  non  inferiore  a  300
   tonnellate, e le  norme  particolari  emanate  con  decreto  del
   Presidente della Repubblica, su proposta  del  Ministro  per  le
   poste e le telecomunicazioni, di  concerto  con  quello  per  la
   marina mercantile, se trattasi di navi da pesca di stazza  lorda
   inferiore alle 300 tonnellate.
 
 
   
     379. Contratti  tipo  per  il  servizio  radioelettrico.     I
   rapporti fra le società concessionarie, di cui all'art. 374  del
   presente  decreto,  e  gli  armatori,  e  le  modalità  per   il
   disimpegno del  servizio  a  bordo  delle  navi  da  pesca  sono
   regolati in base a contratti  tipo  approvati  con  decreto  del
   Ministro per le poste e le telecomunicazioni, di concerto con il
   Ministro per la marina mercantile, sentita la commissione di cui
   agli articoli 380 e 381 del presente decreto.
     Gli armatori delle navi da pesca  di  stazza  lorda  inferiore
   alle 300 tonnellate devono provvedere direttamente all'impianto,
   all'esercizio  ed  alla  manutenzione  di   apparati   di   loro
   proprietà, osservando le norme tecniche  di  cui  al  precedente
   art. 377.
 
 
   
     380. Revisione annuale  dei  canoni.     E'  istituita  presso
   l'Amministrazione delle  poste  e  delle  telecomunicazioni  una
   commissione consultiva avente il compito di esprimere il  parere
   sulla formulazione e sull'eventuale revisione dei contratti tipo
   e dei relativi canoni.
     I criteri per la revisione annuale dei  canoni  sono  proposti
   dalla commissione ed approvati con decreto del Ministro  per  le
   poste e le telecomunicazioni, di  concerto  con  quello  per  la
   marina mercantile.
 
 
   
     381. Composizione della commissione.   La commissione  di  cui
   all'articolo precedente è nominata con decreto del Ministro  per
   le poste e le telecomunicazioni, di concerto  con  quello  della
   marina mercantile, ed è composta da:
       a) il direttore dell'Istituto superiore delle poste e  delle
   telecomunicazioni, che assume le funzioni di presidente;
       b) due funzionari dell'Amministrazione delle poste  e  delle
   telecomunicazioni, con qualifica non inferiore  a  direttore  di
   sezione;
       c) due funzionari del Ministero della marina mercantile, con
   qualifica non inferiore a direttore di sezione;
       d) un rappresentante per  ogni  Società  concessionaria  dei
   servizi radioelettrici di bordo;
       e) tre rappresentanti delle  organizzazioni  degli  armatori
   della pesca, designati dalle organizzazioni stesse.
     Svolte le funzioni di segretario un funzionario della carriera
   direttiva   dell'Amministrazione    delle    poste    e    delle
   telecomunicazioni.
     I  membri  durano  in  carica  due  anni  e   possono   essere
   confermati.
     Per la validità delle adunanze della  suddetta  commissione  è
   necessaria la presenza di almeno cinque dei suoi componenti.
     I pareri sono emessi a maggioranza degli intervenuti; in  caso
   di parità, di voti prevale quello del presidente.
 
 
   
     382. Impianto radiotelefonico su navi da pesca inferiori a  30
   tonnellate.   Le navi da pesca inferiori a  30  tonnellate,  che
   intendano munirsi di impianto radiotelefonico, devono installare
   apparati rispondenti alle norme tecniche per  gli  impianti,  la
   cui installazione non è obbligatoria in base  alle  disposizioni
   vigenti e sono soggette alle  norme  di  cui  all'art.  378  del
   presente Capo.
     Nel   caso   che   l'armatore   non   provveda    direttamente
   all'impianto, all'esercizio ed alla manutenzione di apparati  di
   sua proprietà, l'armatore stesso è tenuto  anche  all'osservanza
   delle norme di cui al primo comma dell'art. 379.
 
 
   
     383. Disposizioni applicabili.   In  quanto  non  diversamente
   stabilito dal presente Capo,  alle  stazioni  radioelettriche  a
   bordo delle navi destinate alla pesca marittima, si applicano le
   disposizioni relative all'esercizio dei  servizi  radioelettrici
   sulle navi, di cui al precedente capo IV.
 
Capo VI
Servizio radioelettrico mobile aeronautico
 
     384. Servizio radioelettrico mobile aeronautico.   Il servizio
   radioelettrico mobile aeronautico è un servizio  effettuato  fra
   stazioni aeronautiche e stazioni di aeromobile, o  fra  stazioni
   di aeromobile, al quale possono partecipare  anche  le  stazioni
   radioelettriche dei mezzi di salvataggio.
 
 
   
     385. Definizione di aeromobile.   Ai fini del presente titolo,
   per aeromobili si intendono quelli definiti  dall'art.  743  del
   codice della navigazione, esclusi quelli militari.
     Per tutti gli altri termini al servizio radioelettrico  mobile
   aereo, si intendono valide le definizioni date  dal  regolamento
   internazionale delle radiocomunicazioni.
 
 
   
     386. Norme tecniche.     Il  Ministero  delle  poste  e  delle
   telecomunicazioni, di concerto con il Ministero dei trasporti  e
   dell'aviazione  civile,  stabilisce  i  requisiti  tecnici   cui
   debbono soddisfare le stazioni e gli apparati  radioelettrici  a
   bordo  degli  aeromobili   nazionali,   che,   a   norma   delle
   disposizioni particolari che li regolano, abbiano l'obbligo o la
   facoltà di installarli.
 
 
   
     387. Licenza di esercizio.   Ogni stazione  radiotelefonica  o
   radiotelegrafica,  installata  a  bordo  di  aeromobili   civili
   immatricolati nel registro aeronautico  nazionale,  deve  essere
   munita  di  apposita  licenza  di  esercizio,  rilasciata  dalla
   Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni,  d'intesa
   con il Ministero dei trasporti e dell'aviazione civile.
     Il possesso della licenza di esercizio  non  comporta  esonero
   dal controllo degli  apparati  ai  fini  della  sicurezza  della
   navigazione aerea e dal conseguente rilascio del certificato  di
   navigabilità.
 
 
   
     388. Sospensione o revoca della licenza  di  esercizio.     La
   licenza di esercizio si intende revocata di diritto nel caso  di
   radiazione dell'aeromobile dal registro aeronautico nazionale.
     L'Amministrazione delle poste e  delle  telecomunicazioni,  di
   intesa con il Ministero dei trasporti e  dell'aviazione  civile,
   sospende, in qualsiasi  momento,  salvo  successiva  revoca,  la
   licenza di  esercizio  nei  casi  previsti  dalle  leggi  e  dai
   regolamenti sulle radiocomunicazioni e quando  la  stazione  non
   risponda alle condizioni contenute nella licenza stessa.
 
 
   
     389. Aeromobili privi di licenza di esercizio.     In  armonia
   con quanto dispone l'art.  802  del  codice  della  navigazione,
   nessun  aeromobile  nazionale,  avente  a  bordo  una   stazione
   radiotelefonica,  più  essere  autorizzato  all'involo  se   sia
   sprovvisto della licenza di esercizio.
     Se si tratta di aeromobile straniero, valgono le  disposizioni
   dell'art. 21 del regolamento delle radiocomunicazioni -  Ginevra
   - 1959, ratificato con decreto del Presidente  della  Repubblica
   25 settembre 1967, n. 1525.
 
 
   
     390. Installazioni d'ufficio.   L'Amministrazione delle  poste
   e delle  telecomunicazioni,  di  intesa  con  il  Ministero  dei
   trasporti e dell'aviazione civile, dispone d'ufficio, ed a spese
   del proprietario, l'impianto e l'esercizio a bordo di  aerei  di
   linea  delle  stazioni  radiotelegrafiche   e   radiotelefoniche
   obbligatorie nel caso di inosservanza delle prescrizioni di  cui
   al precedente art. 386.
 
 
   
     391. Sorveglianza sul servizio radioelettrico  a  bordo  degli
   aeromobili.       L'Amministrazione   delle   poste   e    delle
   telecomunicazioni ha facoltà di  far  ispezionare  gli  apparati
   radioelettrici a bordo degli aeromobili  nazionali  al  fine  di
   accertare la rispondenza alle norme tecniche,  di  cui  all'art.
   386, e di constatarne l'efficienza.
 
 
   
     392. Norme e divieti  relativi  ad  emissioni  radioelettriche
   nello spazio aereo territoriale.   E'  vietato  agli  aeromobili
   italiani o stranieri nello spazio aereo territoriale italiano di
   effettuare emissioni radio elettriche diverse da quelle elencate
   nel regolamento.
     Ai trasgressori si applicano le  sanzioni  previste  dall'art.
   218 del presente decreto.
 
 
   
     393. Abilitazione al traffico.   La licenza  di  esercizio  di
   cui  all'art.  387  abilita  le  stazioni  radiotelegrafiche   e
   radiotelefoniche ad effettuare solo le comunicazioni riguardanti
   la sicurezza e la regolarità del volo.
 
 
   
     394. Autorizzazione all'impianto ed all'esercizio di  stazioni
   radioelettriche a bordo degli aeromobili.     Le  norme  per  il
   rilascio delle autorizzazioni all'impianto ed  all'esercizio  di
   stazioni radioelettriche a bordo degli aeromobili sono stabilite
   nel regolamento.
 
 
   
     395.  Concessione  per   il   disimpegno   del   servizio   di
   corrispondenza   pubblica.       Le   stazioni   radioelettriche
   installate a bordo di aeromobili civili non  possono  effettuare
   traffico  di  corrispondenza  pubblica,  senza   aver   ottenuto
   apposita concessione.
 
Capo VII
Protezione  dai  disturbi  alle  radiocomunicazioni
disposizioni penali
 
     396. Limitazioni legali.    Per  la  protezione  dai  disturbi
   radioelettrici degli impianti  trasmittenti  e  riceventi  delle
   stazioni radio adibite a servizi pubblici e per evitare  dannosi
   assorbimenti dei campi elettromagnetici, possono essere  imposte
   limitazioni alla costruzione di edifici, di tramvie, di filovie,
   di funicolari, di teleferiche, di linee elettriche, di strade  e
   di strade ferrate, nonchè‚ l'uso di  macchinari  e  di  apparati
   elettrici e radioelettrici nelle zone limitrofe del comprensorio
   della stazione radio fino  alla  distanza  di  mille  metri  dai
   confini del comprensorio stesso.
     Tali limitazioni sono imposte con decreto del Presidente della
   Repubblica,  su  proposta  del  Ministro  per  le  poste  e   le
   telecomunicazioni, prima  dell'inizio  del  funzionamento  delle
   stazioni. Per le stazioni in funzione alla data  di  entrata  in
   vigore del presente decreto, il provvedimento di  cui  al  comma
   precedente dovrà  essere  emanato  entro  due  anni  dalla  data
   stessa, facendo salve le situazioni di fatto già costituite.
     Per le limitazioni imposte è dovuto un equo indennizzo.
 
 
   
       397. Installazione di  antenne  riceventi  del  servizio  di
   radiodiffusione.   I proprietari di immobili o  di  porzioni  di
   immobili non  possono  opporsi  alla  installazione  sulla  loro
   proprietà di antenne destinate alla  ricezione  dei  servizi  di
   radiodiffusione appartenenti agli abitanti dell'immobile stesso.
     Le antenne non devono in alcun modo  impedire  il  libero  uso
   della proprietà, secondo la sua destinazione, nè‚ arrecare danno
   alla proprietà medesima o a terzi.
     Si  applicano  all'installazione  delle  antenne  l'art.  232,
   nonchè‚ il secondo comma dell'art. 237.
     Gli  impianti  devono  essere  realizzati  secondo  le   norme
   tecniche emanate  con  decreto  del  Ministro  per  le  poste  e
   telecomunicazioni.
     Il regolamento più prevedere i casi in cui le disposizioni  di
   cui  al  presente  articolo   si   applicano   in   favore   dei
   concessionari dei servizi radioelettrici ad uso privato. In tale
   ipotesi è dovuta  al  proprietario  un'equa  indennità  che,  in
   mancanza di accordo fra le parti, sarà determinata dall'autorità
   giudiziaria.
 
 
   
       398.  Prevenzione  ed   eliminazione   dei   disturbi   alle
   radiotrasmissioni ed alle radioricezioni.   E' vietato costruire
   od importare nel territorio nazionale,  a  scopo  di  commercio,
   usare od esercitare, a qualsiasi titolo,  apparati  od  impianti
   elettrici, radioelettrici o linee  di  trasmissione  di  energia
   elettrica  non  rispondenti  alle   norme   stabilite   per   la
   prevenzione  e   per   la   eliminazione   dei   disturbi   alle
   radiotrasmissioni ed alle radioricezioni.
     All'emanazione di dette norme, che determinano anche il metodo
   da seguire per l'accertamento della rispondenza, si provvede con
   decreto del Ministro delle poste e delle  telecomunicazioni,  di
   concerto  con  il  Ministro  dell'industria,  del  commercio   e
   dell'artigianato, in conformità alle  direttive  delle  Comunità
   europee.
     L'immissione  in  commercio  e  l'importazione  a   scopo   di
   commercio  dei  materiali  indicati   nel   primo   comma   sono
   subordinate  al  rilascio   di   una   certificazione,   di   un
   contrassegno, di una attestazione  di  rispondenza  ovvero  alla
   presentazione di una dichiarazione di rispondenza  nei  modi  da
   stabilire con il decreto di cui al secondo comma.
     Con   decreto   del   Ministro    delle    poste    e    delle
   telecomunicazioni, di concerto con il  Ministro  dell'industria,
   del commercio e dell'artigianato, è effettuata  la  designazione
   degli organismi o dei soggetti che rilasciano i  contrassegni  o
   gli attestati di rispondenza previsti dal precedente comma.
 
 
   
     399. Sanzioni.   Chiunque contravvenga  alle  disposizioni  di
   cui  al  precedente  articolo  398   è   punito   con   sanzione
   amministrativa da lire 15.000 a lire 300.000.
     Qualora  il  contravventore  appartenga  alla  categoria   dei
   costruttori o degli importatori di apparati o impianti elettrici
   o radioelettrici, si applica la sanzione amministrativa da  lire
   50.000 a lire 100.000, oltre alla confisca dei prodotti e  delle
   apparecchiature non conformi alla certificazione di  rispondenza
   di cui al precedente articolo 398 .
 
 
   
     400.  Vigilanza.     L'Amministrazione  delle  poste  e  delle
   telecomunicazioni ed il Ministero dell'industria, del  commercio
   e  dell'artigianato,  congiuntamente,  hanno  facoltà  di   fare
   ispezionare da propri  funzionari  tecnici  qualsiasi  fabbrica,
   stazione, linea, apparato od impianto elettrico, ai  fini  della
   vigilanza sull'osservanza delle norme di cui all'art. 396.
 
 
   
     401. Esecuzione di impianti radioelettrici non autorizzati.   
   Chiunque esegua impianti radioelettrici per conto di chi non sia
   munito di concessione quando questa sia richiesta ai  sensi  del
   presente decreto, è punito con  la  sanzione  amministrativa  da
   lire 40.000 a lire 400.000 .
 
 
   
     402. Costruzione, uso ed esercizio di impianti radioelettrici.
   Norme applicabili.   Le norme di cui ai precedenti articoli 398,
   399 e 400 si applicano anche nel caso  di  costruzione,  uso  ed
   esercizio di apparati, impianti ed apparecchi radioelettrici che
   producano,  o  siano  predisposti  per  produrre,  emissioni  su
   frequenze o con  potenze  diverse  da  quelle  ammesse,  per  il
   servizio cui sono destinati, dai  regolamenti  internazionali  e
   dalle disposizioni nazionali o dagli atti di concessione.
 
 
   
       403. Detenzione abusiva di apparecchi  radiotrasmittenti.   
   Chiunque detenga apparecchi radiotrasmittenti senza averne fatta
   preventiva denuncia all'autorità locale di pubblica sicurezza  e
   all'Amministrazione delle poste  e  delle  telecomunicazioni,  è
   punito con la sanzione amministrativa  da  lire  10.000  a  lire
   200.000 .
     L'obbligo  della  denuncia  non  incombe   sui   titolari   di
   concessioni rilasciate ai sensi del presente decreto.
 
 
   
     404. Uso  di  nominativi  falsi  o  alterati.  -  Sanzioni.   
   Chiunque,  anche  se  munito  di  regolare  licenza,  usi  nelle
   radiotrasmissioni nominativi falsi o alterati o  soprannomi  non
   dichiarati, è punito  con  la  sanzione  amministrativa da  lire
   20.000 a lire 400.000  se il fatto non costituisca reato più
   grave.
     Alla stessa pena è  sottoposto  chiunque  usi  nelle  stazioni
   radioelettriche una potenza superiore a quella autorizzata dalla
   licenza od ometta la tenuta e l'aggiornamento  del  registro  di
   stazione.
 
 
   
     405. Impianti od apparecchi radiotelegrafici installati  nelle
   navi ed aerei nazionali - Inosservanza di norme - Sanzioni.   Le
   sanzioni previste dai precedenti articoli 403 e 404 si applicano
   anche se i  fatti  siano  commessi  a  bordo  di  navi  o  aerei
   nazionali.
     Indipendentemente dall'azione penale, l'Amministrazione  delle
   poste e delle telecomunicazioni più provvedere  direttamente,  a
   spese del contravventore, a rimuovere l'impianto abusivo  ed  al
   sequestro degli apparecchi.
 
 
   
     406. Uso indebito di  segnale  di  soccorso.     Chiunque  usi
   indebitamente il segnale di soccorso riservato alle navi od alle
   aeronavi in pericolo, è punito con l'arresto fino a sei  mesi  o
   con  l'ammenda  fino  a  lire  400.000,  salvo  che   il   fatto
   costituisca reato punito con pena più grave .
 
Disposizioni varie
 
     407. Termine di prescrizione dei crediti dei libretti  postali
   di risparmio.   I termini di  prescrizione  stabiliti  nell'art.
   168  si  applicano  con  effetto  dal  31   dicembre   dell'anno
   successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto.
 
 
   
     408. Disposizioni riguardanti l'abilitazione  degli  operatori
   all'esercizio di stazioni radioelettriche.     Per  coloro  che,
   all'atto   dell'entrata   in   vigore   del   presente   decreto
   disimpegnino o abbiano disimpegnato, con qualsiasi qualifica, il
   servizio di operatore presso stazioni costiere, si prescinde dal
   possesso dei certificati di cui all'art. 342.
     Per quanto riguarda i certificati di cui alle lettere a),  b),
   c1), d), d1), g) dell'art. 341,  le  disposizioni  del  presente
   decreto avranno applicazione a partire dalla sessione  di  esami
   successiva a quella in corso al momento della pubblicazione  del
   decreto stesso, ad eccezione della disposizione di cui al  primo
   comma dell'art. 344, che andrà in vigore a partire  dalla  terza
   sessione successiva a quella in corso alla data  di  entrata  in
   vigore del presente decreto.
 
 
   
     409. Utilizzazione provvisoria di apparati  radioelettrici  di
   debole potenza.   In pendenza  dell'emanazione  delle  norme  di
   esecuzione di cui all'art. 2 del  decreto  di  approvazione  del
   presente testo unico e del decreto ministeriale di cui  all'art.
   334 è consentito, per la durata di un anno dalla data di entrata
   in vigore del presente decreto, l'uso di apparati radioelettrici
   di debole potenza per gli scopi di cui al  n.  8)  dello  stesso
   art. 334 e con le limitazioni ivi contenute, a condizione che  i
   possessori abbiano provveduto al versamento del canone  di  lire
   15.000 per ogni apparato posseduto.
     Il  versamento  deve  essere  effettuato  sul  conto  corrente
   postale n......, intestato alla Direzione  provinciale  P.T.  di
   Roma  -  Canoni  concessioni  e  proventi   vari   dei   servizi
   radioelettrici.
     L'esercizio degli apparati  deve  essere  svolto,  a  pena  di
   decadenza, con l'osservanza delle  norme  tecniche  raccomandate
   dalla Conferenza europea delle  amministrazioni  delle  poste  e
   delle telecomunicazioni di Lisbona 1971, di cui  all'allegato  2
   dell'annesso 11 al resoconto della conferenza medesima.
 
 
   
     410. Concessioni ed autorizzazioni in vigore.   Le concessioni
   ad uso pubblico in atto alla  data  di  entrata  in  vigore  del
   presente decreto continuano  ad  essere  regolate  dai  relativi
   atti.
 
 
   
     411. Legislazione sulle radiodiffusioni.    Nulla  è  innovato
   nella legislazione vigente sulle radiodiffusioni.
 
 
   
     412. Soppressione del servizio dei vaglia a taglio fisso.   E'
   soppresso il servizio dei vaglia a taglio fisso istituito con la
   legge 5 dicembre 1955, n. 128
 
 
   
     413. Esenzione da imposte e tasse - Agevolazioni fiscali.   Le
   disposizioni agevolative di cui agli articoli  174,  211  e  283
   sono applicabili fino al  termine  che  sarà  stabilito  con  le
   disposizioni da emanare ai sensi del n. 6)  dell'art.  9  e  del
   sesto comma dell'art. 15 della legge  9  ottobre  1971,  n. 825,
   e, comunque non oltre il 31 dicembre 1974.


 
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