La Stazione Radio della C.I.S.A.R. - Sezione di Giulianova all'esercitazione unitamente alla Protezione Civile di Giulianova in Piane di Roseto di Crognaleto - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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La Stazione Radio della C.I.S.A.R. - Sezione di Giulianova all'esercitazione unitamente alla Protezione Civile di Giulianova in Piane di Roseto di Crognaleto

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Cosa fà la Protezione Civile. il volontariato di protezione civile opera quotidianamente nell’ambito della previsione e della prevenzione dei rischi. In caso di calamità, interviene per prestare soccorso e assistenza alle popolazioni. Il contributo di professionalità e competenze diverse è indispensabile soprattutto nelle grandi emergenze. Il mondo del volontariato di protezione civile presenta una vasta tipologia di specializzazioni e abbraccia molti campi. Per citarne solo alcuni: il soccorso e l’assistenza sanitaria, l’antincendio boschivo, le telecomunicazioni, l’allestimento dei campi d’accoglienza, la tutela dei beni culturali. Essere preparati a svolgere i diversi compiti in situazioni di rischio è importante. Per questo motivo, per diventare volontario di protezione civile, è necessario rivolgersi a una organizzazione riconosciuta e seguire un percorso di formazione. Il Dipartimento della Protezione Civile e le regioni promuovono esercitazioni periodiche per migliorare la capacità di collaborazione tra il volontariato e le altre strutture operative del sistema.
Le Associazioni che hanno dato vita al Raggruppamento sono: Formate da operatori volontari già qualificati, (radioamatori con patente e licenza ed operatori professionisti) e presenti da molti anni con varia distribuzione su tutto il territorio nazionale. Dotati di strutture e mezzi di intervento proprio, stazioni radio veicolari, portatili, fisse in HF-VHF-UHF, apparecchiature per trasmissione digitale, ponti ripetitori portatili, moduli per alimentazione d’emergenza. Dotate di proprie strutture di comunicazione  a copertura del territorio nazionale di cui riportiamo nel seguito maggiori dettagli. Il Raggruppamento si prefigge lo scopo di: 1.Organizzare,coordinare ed indirizzare la sinergia e la collaborazione tra le Associazioni ed i gruppi che ne fanno e ne faranno parte ,in modo da fornire il migliore supporto possibile agli interventi di Protezione Civile,in ambito nazionale ed internazionale. 2.Attuare tale coordinamento al fine di gestire le TLC di emergenza secondo le indicazioni del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. 3.Fornire supporto organizzativo,operativo e logistico agli Enti ed alle Associazioni che lo richiedono attraverso il Dipartimento Nazionale.

Si è svolto  dal 14 al 16 Giugno 2013 il campo di addestramento per i volontari del Gruppo della Protezione Civile di Giulianova (Te) sul territorio del Comune di Crognaleto in Frazione Piano Roseto una esercitazione congiunta unitamente alla C.I.S.A.R. (Centro Italiano di Sperimentazione ed Attività Radiantistica) - Sezione di Giulianova, esperta in radiotelecomunicazioni con l'impiego di apparecchiature ricetrasmittenti.

A.A.A. CERCASI SEDE PER LA PROTEZIONE CIVILE PER LE RADIO EMERGENZE DI GIULIANOVA. Nel 2011, a Giulianova, a cura di un nutrito gruppo di appassionati locali, nasceva una sezione dell’ Associazione Nazionale Radioamatori C.I.S.A.R. (Centro Italiano di Sperimentazione ed Attività Radiantistiche) denominata “C.I.S.A.R. Giulianova”, con sede provvisoria a Giulianova in Via Cupa, 12, nell’abitazione del Presidente. Il C.I.S.A.R., che ha le sue origini nel lontano 1981, ha realizzato sul territorio italiano una dorsale di “ponti ripetitori” collegati fra di loro (Link Nazionale) per far si che dal Nord Italia si possa comodamente comunicare con il Sud del Paese senza l’utilizzo di grosse e potenti antenne e utilizzando, a volte, anche apparati radio cosiddetti portatili con bassa potenza. Il C.I.S.A.R., più esattamente il Cisar Net Wi-FI, è stato premiato, nel 2011, a Washington D.C. (U.S.A.) alla finale del Computerworld Honors Program 2011, il concorso annuale che dal 1988 premia i progetti di Information Technology ritenuti meritori a beneficio della società.
La nostra associazione si sta prodigando affinché anche nella nostra zona sia presente un ripetitore collegato alla dorsale del Link Nazionale per essere collegati con il resto della nazione, per eventuali interventi di pertinenza della Protezione Civile. L’Associazione C.I.S.A.R. ha da sempre, spontaneamente e volontariamente, svolto attività di Protezione Civile, limitata ai casi di calamità, in alternativa ai mezzi di comunicazione istituzionali (soprattutto in casi di interruzione delle consuete vie di comunicazioni) dello Stato ed a supporto degli stessi. L’utilizzo dei radioamatori, in caso di catastrofi e calamità naturali, è sempre stato risolutivo ed indispensabile in modo particolare nelle prime ore in cui si è verificata una situazione di emergenza. Vedi ultimo il terremoto dell’Aquila e dell’Emilia Romagna e l’emergenza neve 2012. È per questo che, nel nostro interno, abbiamo creato un nutrito Gruppo di Volontari Interessati alla Protezione Civile, creando il “CISAR Giulianova Gruppo di Protezione Civile per le Radio-Emergenze”.
Alcuni nostri soci fanno già parte della struttura regionale del Cisar (“Cisar Abruzzo gruppo di Protezione Civile”) con sede in Castel di Sangro (Aq), iscritta all’albo regionale della Protezione Civile della Regione Abruzzo e all’albo Nazionale del Dipartimento di Protezione Civile, e hanno aderito, per il tramite del Cisar Abruzzo, all’R.N.R.E. (Raggruppamento Nazionale Radiocomunicazioni in Emergenza) con sede in Biella. L’R.N.R.E. è un raggruppamento di associazioni di radioamatori, che si occupa prevalentemente di Protezione Civile e fa parte della Consulta Nazionale del Volontariato presso il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile in Roma.
Per lo svolgimento delle attività sopra citate, si presenta la necessità di avere a propria disposizione dei locali, in cui, poter attrezzare una adeguata sala radio fissa, quale fattiva presenza del volontariato della Protezione Civile per le Radio Emergenze, sul territorio comunale di Giulianova, anche in considerazione dell’approvazione “Piano Comunale di Emergenza”, dove sulla pag. 18 – ALLERTA INFRASTRUTTURE “Azioni - Attivazione di Organizzazione di volontariato specializzato in radio comunicazione di emergenza presente sul territorio comunale”. La nostra Associazione di Volontariato, senza una sede adeguata non può attivare una sala radio in breve tempo per partecipare all’attività di sorveglianza del territorio, in caso di Radio Emergenza di competenza della Protezione Civile. Il Presidente RNRE / CISAR - Sezione di Giulianova - IW6ON - Umberto RAIMONDI

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Per il raggiungimento dei scopi succitati sono previsti: Corsi di istruzione e formazione per i volontari da  destinare ad attività TLC di Protezione Civile, in particolare verso la gestione delle Sale Operative Miste, corsi da effettuare attraverso i propri istruttori nazionali alcuni dei quali già formati da specifici corsi organizzati dal Dipartimento. Potenziamento dell’attuale struttura di mezzi ed apparecchiature in dotazione al Raggruppamento con il fine di creare  una struttura mobile specializzata in TLC di emergenza  in coordinamento diretto con il Dipartimento e non attraverso le colonne mobili regionali, con cui opererà in sinergia sul territorio. Stipula di accordi di collaborazione con altre Associazioni nazionali di Volontariato per sinergie operative comuni. Ricerca scientifica e sperimentazione tecnica nell’ambito dell’innovazione tecnologica delle telecomunicazioni. Ampliamento e completamento dei Link nazionali a disposizione del Raggruppamento.


Esercitazione del giorno 14.06.2013

PRESENZA ATTUALE DEL RAGGRUPPAMENTO. A livello nazionale: A) Con mezzi e volontari distribuiti sul territorio nazionale in tutte le Regioni con le sole eccezioni al momento di Valle d’Aosta e Basilicata. In molte Regioni esistono già rapporti molto stretti di collaborazione con le Pubbliche Amministrazioni per attività di monitoraggio e per interventi di Protezione Civile. Il R.N.R.E. è attualmente iscritto, attraverso le proprie Associazioni, negli Albi regionali –provinciali del Volontariato di: Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Provincie Aut. Trento e Bolzano, Lazio, Piemonte e Abruzzo. B) Con proprie reti gestite ed interconnesse a copertura del territorio nazionale, in particolare: Link nazionale in fonia in gamma UHF, con accesso libero o protetto. Link nazionale digitale con tecnologia Wi-Fi.


Esercitazione del giorno 15.06.2013

Per questi Link, gruppi di  specialisti sono in grado di intervenire per modificare e/o installare eventuali strutture mobili sul territorio colpito dall’emergenza. C) Con mezzi  attrezzati per collegamenti in HF mobile con tecniche standard o digitali ed antenne per collegamenti a lunga distanza e con tecnologia NVIS. D) Con stazioni radio fisse operative e collegate alla rete mondiale Global Net per l‘emergenza. A livello internazionale. Partecipando attivamente ai consessi mondiali per le Radiocomunicazioni in Emergenza quali il Global Amateur Radio Emergency Communications (IARU-ITU) di cui è stato nominato coordinatore per l’Italia il Presidente del Raggruppamento che a Tokyo il 24-25 agosto 2009 è stato chiamato ad illustrare  gli interventi effettuati da parte del Volontariato Nazionale nel settore radiocomunicazioni nel corso dell’emergenza Abruzzo.


Esercitazione del giorno 16.06.2013

Un ringraziamento dalla CISAR Giulianova al Presidente del Gruppo Protezione
Civile di Giulianova, Michele Maruccia e a tutti i suoi collaboratori. Grazie.

Storia del Comune di Crognaleto (Te).
Crognaleto è un comune di circa 1600 abitanti, situato nella parte più alta della montagna teramana, tra il Gran Sasso e il Monte Gorzano. Le sue numerosissime frazioni si estendono su un elevato altopiano, ricco di pascoli, di boschi e di scroscianti acque.
Dalla Costa della Rocca fino a Piano Vomano, su una strada millenaria, "La Tornara", sono visibili siti archeologici di straordinaria importanza, quali quelli di Colle del Vento e Colle Santa Lucia, che conservano ancora sotto un manto di argilla, i resti di un villaggio neolitico di oltre quattromila anni fa, quali fondi di capanne, ceramiche dipinte ed incise, strumenti litici, (raschiatoi, bulini, scheggie).
A lato della "Tornara" si estende un sito altomedievale completamente distrutto le cui testimonianze sono visibili in numerosi mucchi di pietre, le cosiddette "Maciarine", tra le quali non è raro rinvenire frammenti di tegole, anfore e ceramica varia; e di tanto in tanto strumenti di selce di periodi precedenti.
Sul prolungamento del sito si eleva uno sperone naturale che guarda la Valle del Vomano: sulla parte più alta sono visibili copiosi resti di un tempio romano e sui due lati i ruderi di due muraglie da terrazzamento realizzate con grandi blocchi di arenaria. La muraglia meglio conservata, quella esposta ad ovest, si estende per ventidue metri ed è alta quattro metri; presenta due crolli laterali di cui uno recentissimo, ha la parete molto inclinata verso l'esterno e necessita di restauro e consolidamento.
Il tempio, posto nel punto più alto del colle, è costruito da un ampio vano realizzato con grossi blocchi squadrati di travertino con pavimento mosaicato, manomesso da scavi clandestini e con ceramiche allo stato di frammenti, di pregevole valore artistico. La presenza di punte di lancia e bronzi fanno pensare all'uso del sito anche in epoca preromana.
In epoca medievale il tempio romano è stato trasformato in chiesa di San Martino e recentemente molti blocchi di travertino sono stati trasportati a valle e utilizzati per un rifugio pastorale.
La storia di questo immenso territorio è antichissima e di grande prestigio. Dopo le battaglie di Benevento (1266) e di Tagliacozzo (1268) che segnarono il passaggio del Regno di Sicilia dagli Svevi agli Angioini, il Barone Giacomo di Roseto, strenuo partigiano degli Hohenstaufen, venne privato del castello di Roseto, di un mulino sul fiume Vomano e di altri beni in Montorio e fu costretto all'esilio. I suoi beni furono concessi al Barone Francese Riccardo Beauvoir.
La tradizione vuole che Senarica, uno dei centri più famosi, ricevesse dalla Regina Giovanna I un privilegio col quale veniva insignita del titolo di Repubblica, e stringesse un patto di alleanza con la Repubblica di Venezia. Di ciò non si hanno però prove documentali certe.
Sappiamo invece con certezza, perchè desunto da un documento del 1465, conservato presso l'Archivio Storico di Napoli, che Senarica, o Poggio Ramonte, fosse proprietà di alcuni suoi abitanti, e precisamente di Cianto Francesco e Giacomo Antonio, che vi ricavavano una rendita di ducati XXV.
Un paese libero quindi, non detenuto da famiglie feudali esterne, ma di proprietà di alcuni suoi cittadini.
Già nel 1411 Angeluccio e fratelli di Poggio di Ramonte erano numerati fra i Baroni che non avevano pagato al re l'Adoa per intero.
Nel 1500 Ciantro, Giovan Filippo, Iacopo Antonio, e Francesco Angeluccio del Poggio risultavano possessori delle terre di Poggio Ramonte e di Poggio Umbricchio, di Alareno, e di Villa Umani.
Nel 1507 Franceschina o Faustina, figlia di Bernardino di Ciantro, di Senarica era andata sposa ad Angelo Castiglioni di Città di Penne, ed a questi portò in dote il Castello di Poggio Umbricchio con una porzione del castello inabitato di Poggio Ramonte.
Nel 1543 Franceschina, restata vedova d'Angelo Castiglioni, vendette la metà della Montagna di Poggio Ramonte per il prezzo di trecento ducati a Giovan Giacomo di Leognano.
Nel 1558, morta Franceschina l'eredità passò al figlio Orazio che pagò il relativo rilevio alla Corte, e da questi al figlio Gaspare.
Nel 1577 gli uomini di Senarica ebbero riconfermato dal Vicerè l'investitura del feudo di Senarica secondo la Legge dei Longobardi, come già lo avevano posseduto i loro padri con giusto titolo, e buona fede per se, con reddite, diritti, possessioni, terreni colti ed incolti, Monti e piani, Selve e paschi, acque e loro corpi, colle pertinenze a quello spettanti.
Nell'agosto del 1594, morto Gaspare Castignioni, gli succedette Orazio, ed a questi, Girolamo, quindi Giovan Battista ed infine Giovanni che pagò giusto rilevio.
Fino al 1700 il territorio era composto da trenta Università che, con la fine della feudalità, venivano riunite nel Comune di Roseto come risulta dal documento che riportiamo qui di seguito, conservato presso l'Archivio di Stato di teramo, al fondo "Atti demaniali":
Gioacchino Napoleone Re delle due Sicilie, Principe e Grande Ammiraglio dell'Impero Francese.
Il cavalier Giuseppe de' Thomasis Relatore al Consiglio di Stato, Commissario del re per la divisione de' Demanj.
Per le terre demaniali del Comune di Roseto composto dalle Ville denominate Casagreca, Crognaleto, Frattoli, Vernesca, Lami, Figliola, Macchia, Elce, Cajano, Pezzelle, Altovia, Vallevaccaro, Padula, Cesacastina, Piano Vomano, Nerito, Tottea, Agnova, Poggio Umbricchio, Alvi, Ajelli, Cervaro, S.Giorgio, Servillo, Pagliaroli, Cortino, Piano Fiumato, Macchiatornella, e Comignano.
I prenomati Casali son posti fra le cosi dette Montagne di Roseto. Ne' loro tenimenti non vi sono altri territorj, che i Comunali, consistenti in alte Montagne intrafficabili addette ad uso di pascolo in tempo estivo; ed in ripide falde insuscettibili di stabile colonia.
Gli abitanti tirano il loro sostentamento per qualche parte dell'Anno dalle proprie terre appadronate, e per lo più dall'impiego delle loro braccia nell'agro Romano, e nella Puglia
.
Sul finire del medioevo, quasi tutto il comprensorio della montagna di Roseto finì nelle mani deglil Acquaviva, una delle famiglie più potenti del Regno di Napoli.
Uniche eccezioni Poggio Umbricchio, passato ai primi del cinquecento dai Signori di Poggio Ramonte ai Castiglioni di Penne, e Senarica, feudo di diritto longobardo.
Nel 1710 l'imperatore Carlo VI d'Asburgo concesse a Giovanni Battista Castiglione il titolo di marchese di Poggio Umbricchio, sia per premiare i meriti del barone, sia quale riconoscimento alla nobiltà della sua famiglia. Successivamente, nel 1813, le trenta Ville venivano ripartite tra i Comuni di Crognaleto e di Cortino; al Comune di Crognaleto andarono le frazioni di Ajelli (Aiello), Alvi, Cervaro, Cesacastina, Frattoli, Macchia Vomano, Nerito, Piano Roseto, Piano Vomano, Poggio Umbricchio, S.Giorgio, Senarica, Tottea, Valle Vaccaro; tutte le altre passarono al Comune di Cortino.
Come sede municipale fu scelta Cervaro, che nel 1880, con atto deliberativo del Consiglio Provinciale, fu tramutata in quella di Nerito.
Nel Dicembre del 1726 Giovanni d'Achille e Giuseppe Mazzaferri in rappresentanza dell'Università e degli abitanti di Tottea e Giovanni Battista di Silvestro, Sindaco di Nerito, che con Giovanni Domenico di Luca rappresentava i suoi concittadini, considerato che fra gli abitanti dei due paesi erano insorte da molti anni delle discordie per l'utilizzo dei pascoli, rinnovarono l'accordo già sottoscritto ai tempi di Giovanni Girolamo Acquaviva e di Giuseppe Mangrella, Governatore della Montagna di Roseto. In base a tale accordo i pascoli della Contrada detta Case Vitelle vennero riservati all'Università di Tottea, mentre la Contrada detta del Terzetto venne riservata al pascolo degli animali di Nerito.

Fonte: Sito ufficiale Comune di Crognaleto (Te)

L'Associazione CISAR. Il "Centro Italiano di Sperimentazioni ed Attività Radiantistiche" è una Associazione Nazionale senza fini di lucro i cui iscritti operano nell'ambito del più totale volontariato, è nata allo scopo di riunire i radioamatori, radioascoltatori debitamente autorizzati, e tutti coloro che desiderano approfondire od hanno interesse per la radiotecnica, l'elettronica e le radiocomunicazioni in generale.
Tra le attività correnti la "Associazione C.I.S.A.R. - Cura la divulgazione di tutte le attività culturali e scientifiche connesse alle sperimentazioni nel mondo della radio:
L'organizzazione di mostre temporanee di tipo didattico, lezioni, incontri, conferenze, proiezione di diapositive sia presso le proprie sezioni italiane sia presso le scuole di ogni ordine e grado e il supporto scientifico di base per chi si avvicina per la prima volta al mondo della radio.

 
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