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La scala di Rio

Radioastronomia
 


APPUNTI DI RADIOASTRONOMIA
a cura di Giovanni Lorusso IK0ELN
IARA Group, SAIt, SdR Radioastronomia UAI



 
La nuova scala dei segnali extraterrestri. Si va verso una revisione della Scala di Rio, lo strumento che classifica significato e importanza dei radiosegnali extraterrestri (e capire se sono attribuibili ad alieni). L'idea è di renderla più adatta alle comunicazioni attuali, più veloci e globali rispetto a qualche anno fa. Gli scienziati dell'osservatorio di Parkes, in Australia, per 17 anni avevano registrato, per una o due volte all'anno, misteriosi radiosegnali. Nel 2015, la (deludente) soluzione del giallo: i segnali provenivano dal microonde della sala relax. Non è la prima volta che simili falsi allarmi fanno impennare le aspettative circa un possibile segnale alieno - poi puntualmente disilluse. Per meglio indicare la portata di un radiosegnale captato (nelle sue varie sfumature: dall'interferenza di una radiosveglia a un possibile primo contatto extraterrestre) un gruppo di scienziati guidati dall'Università di St Andrews, in Scozia, e dal Seti Institute di Mountain View, California, ha proposto l'aggiornamento di uno strumento di classificazione già in uso da 17 anni, per adattarlo ai tempi che cambiano. Una base di partenza esiste già: è la Scala di Rio, nata nel 2001 per iniziativa dell'astronomo Iván Almár e di Jill Tarter, cofondatrice del Seti Insitute, in occasione di un congresso a Rio de Janeiro (da qui il nome). Essa quantifica, con un punteggio da 0 a 10, l'impatto sociale che un annuncio su un eventuale segnale alieno avrebbe, in relazione al grado di certezza che quel segnale sia un effettivo tentativo di contatto.
 


Quando, per la prima volta, il compianto Bruno Moretti Turri, IK2WQA, direttore scientifico del SETI ITALIA – Team Giuseppe Cocconi mi parlò della Scala di Rio, rimasi sbalordito dal fatto che due ricercatori di fama mondiale, quali Ivan Almar e Jill Tarter, avessero speso il loro tempo prezioso per un lavoro surreale. Pensavo, infatti, che la stima per un ipotetico segnale di natura extraterrestre non aveva ragione di esserci, giacché mai nessun segnale era giunto fino ad ora da altri mondi. Quindi, una scala di stima inapplicabile! Successivamente, in un gradito incontro a Tradate (Varese) presso l'osservatorio astronomico FOAM 13, dove Bruno collaborava con la ricerca SETI, mi spiegò come funzionava la Scala di Rio ed a che cosa serviva. Poi, a distanza di anni mi sono dovuto ricredere, anche perché quasi ogni giorno la sonda Kepler scopre nuovi pianeti extrasolari, taluni addirittura di taglia terrestre, i quali potrebbero ospitare forme di vita! Inoltre, sempre Bruno, mi disse che la Scala di Rio sicuramente avrebbe contribuito a dissipare le fantasticherie degli UFO, dei Dischi Volanti, degli Alieni e tutte le altre teorie fantascientifiche che i mass media ci propinano continuatamente. In effetti Bruno Moretti caldeggiava tantissimo questo lavoro, anche perché si era incontrato più volte con Ivan Almar e Jill Tarter negli USA e ne avevano lungamente discusso il contenuto. Per cui entriamo nel vivo dell’argomento e cerchiamo di capire che cosa è la Scala di Rio e le sue applicazioni.
 
La Scala di Rio
Gruppo di Studio Permanente SETI dell'Accademia Internazionale di Astronautica Titolo originale: "The Rio Scale" Pubblicazione a cura di SETI ITALIA G. Cocconi
 
Quasi tutti hanno familiarità con la Scala Richter che quantifica la gravità di un terremoto. Possiamo similmente quantificare l'importanza di un segnale candidato SETI? La Scala di Rio è solo un tentativo di fare ciò. È una ordinaria scala da zero a dieci, usata per quantificare l'impatto di ogni annuncio pubblico riguardo all'evidenza di intelligenza extraterrestre.

         
                     Iván Almár (Fig.1)                                                Jill Tarter (Fig.2)

Il concetto fu proposto per la prima volta a Rio de Janeiro in Brasile (da ciò il suo nome) nell'ottobre 2000 da Iván Almár (Fig.1) e Jill Tarter (Fig.2) in una relazione presentata al 51° Congresso Astronautico, 29° Riunione di Revisione sulla Ricerca di Intelligenza Extraterrestre, Sotto la loro direzione, i membri del Comitato SETI dell'IAA, Accademia Internazionale di Astronautica (ora Gruppo Permanente di Studio SETI) che venne eletta all’unanimità.
Per cui, nell’anno 2002 la Scala di Rio (Fig.3) fu adottata ufficialmente ed hanno continuato a lavorare per raffinarla e perfezionarla per portare obiettività alla altrimenti soggettiva interpretazione di ogni affermazione di scoperta di SETI. Un annuncio pubblico di una scoperta dell'intelligenza extraterrestre divulgato in modi diversi avrebbe conseguenze sociali simili all'annuncio dell'impatto imminente di un grande asteroide.

Pubblicata nel 1997, la cosiddetta Scala di Torino (Fig.4) quantifica il significato di tale minaccia potenziale. La bidimensionale Scala di Torino prende in considerazione sia il danno potenziale dell'impatto asteroidale che la probabilità di collisione con la Terra. La Scala di Rio descritta qui prende pesantemente in prestito lo schema della Scala di Torino. Similmente tenta di quantificare l'importanza relativa di un evento raro, nei termini del suo potenziale impatto sociale e di credibilità dell'evidenza, presentati. Struttura Come originalmente proposta e in seguito raffinata, la Scala di Rio (RS, Rio Scale) è matematicamente definita come: RS = Q x delta dove Q un livello stimato di conseguenze, è la somma di tre parametri (classe del fenomeno, tipo di scoperta e distanza) e delta rappresenta la credibilità stimata di una scoperta presunta. Il valore per Q è quantificato facilmente come una funzione della classe del fenomeno riportato, il tipo di scoperta e la distanza valutata alla fonte del fenomeno scoperto. Il valore assegnato a delta è più soggettivo, ed è probabile il suo variare nel tempo e tra diversi osservatori. Si dovrebbe notare che la Scala di Rio è uno strumento dinamico di analisi, piuttosto che statico. Durante lo studio di ogni inspiegato evento SETI, da come è condotta la ricerca e dalle misure di verifica perseguite, continuamente si rendono disponibili informazioni nuove le quali avranno un impatto sulle nostre percezioni sul significato e sulla credibilità della scoperta affermata. Così, il valore della Scala di Rio assegnato a qualsiasi scoperta SETI può cambiare significativamente (verso l'alto o verso il basso) col tempo. Calcolatore della Scala di Rio Se stai usando un browser abilitato per Java Script, puoi seguire questo Collegamento al Calcolatore interattivo della Scala di Rio. Le scelte di selezione abilitano l'utente ad entrare rapidamente nei dettagli di ogni scoperta (ipotetica o attuale) da analizzare. Il software del Calcolatore calcola poi il valore di Scala di Rio risultante per l'evento sotto studio. Noi invitiamo i membri della comunità scientifica e la stampa ad usare questo strumento per valutare i valori di Rio durante l'analisi di eventi candidati SETI ed assegnare valori di Scala di Rio nel quantificare le loro stime dell'importanza di ogni presunta scoperta. Lavoro in evoluzione, la Scala di Rio è un lavoro in evoluzione. Si intende che le informazioni presentate su questa pagina web sono usate da membri del Gruppo Permanente di Studio SETI dell'IAA allo scopo di sviluppare ulteriormente questo strumento di ricerca. Gli utenti dovrebbero aspettarsi che questa pagina della Scala di Rio e il Calcolatore della Scala di Rio collegato dal paragrafo precedente, cambierà a volte su discrezione del Gruppo Permanente di Studio SETI dell'IAA. La versione corrente contenuta qui, Revisione 1.2, fu accettata ufficialmente dal Gruppo Permanente di Studio SETI dell'IAA nel suo convegno del 2003 a Brema e, pendenti revisioni future a riunioni susseguenti, è stato sottoposto all'Accademia Internazionale di Astronautica per l'adozione formale. Referenze: clicca sui collegamenti sotto per ottenere copie di varie relazioni (in inglese) riferite allo sviluppo della Scala di Rio. Questi documenti in PDF sono Copyright © proprietà letteraria riservata dell'Accademia Internazionale di Astronautica e dei loro rispettivi autori. * Iván Almár and Jill Tarter, 2000, The Discovery of SETI as a High-Consequence, Low-Probability Event* Iván Almár, 2001, How the Rio Scale Should Be Improved * Seth Shostak and Iván Almár, 2002, The Rio Scale Applied to Fictional "SETI Detections" * H. Paul Shuch, 2003, SETI Sneak Attack: Lessons Learned from the Pearl Harbor Hoax* Iván Almár, 2005, Quantifying Consequences Through Scales* Iván Almár and H. Paul Shuch, 2005, The San Marino Scale: a new analytical tool for assessing transmission risk
La ricerca continua! Visita   http://www.setileague.org/iaaseti/rioscale.htm
 
Dott. Giovanni Lorusso (IK0ELN)
Segnali extraterrestri dallo spazio. "SE L’UNIVERSO e la nostra galassia pullulano di civiltà sviluppate, dove sono tutti quanti?". Non è certamente una domanda banale. A porsela per primo, nel 1950, fu Enrico Fermi, a commento di un presunto avvistamento Ufo riportato dalla stampa. E nessuno, finora, ha saputo trovare la risposta definitiva. Forse anche a causa del silenzio assordante dei radiotelescopi che da decenni attendono – invano – con le orecchie tese eventuali segnali di vita aliena provenienti dallo spazio. A provare a rispondere a Fermi fu, per primo, l’astronomo americano Frank Drake, che nel 1961 mise a punto un’equazione che stima il numero di civiltà extraterrestri nella nostra galassia in grado di comunicare con il nostro pianeta. Da allora, diversi scienziati hanno lavorato sull’equazione, riaggiustandone e raffinandone i parametri per rendere la stima sempre più realistica. Ultimo, in ordine di tempo, l’italiano Claudio Grimaldi, ricercatore all’École Polytechnique Fédérale de Lausanne, che in un articolo appena caricato sul portale ArXiv, lavorando sull’equazione di Drake, ha mostrato, tra le altre cose, che se mai ricevessimo segnali extraterrestri, questi proverrebbero con alte probabilità da civiltà ormai estinte. Lo studio, che tra gli altri porta la firma dello stesso Drake, sarà prossimamente pubblicato sulla rivista “Publications of the Astronomical Society of the Pacific”.
 
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