24, 25 e 26 Maggio 2013, XLVI Congresso Nazionale di Astronomia UAI - IW6ON - C.I.S.A.R. - Associazione Italiana Radioamatori Giulianova

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24, 25 e 26 Maggio 2013, XLVI Congresso Nazionale di Astronomia UAI

Radio Archivio
L'archivio storico delle notizie e delle attività radioamatoriali è la terza e ultima fase della vita dell'archivio, almeno secondo la teoria e la legislazione italiana. Questa fase si attua per evitare che le notizie sui radioamatori non siano più visibili. Un archivio diventa storico dopo che sono state pubblicate nella home page di www.iw6on.it per un certo periodo, durante i quali vanno gradualmente ad affievolirsi fino a pressoché estinguersi gli interessi di natura pratica per attività radioamatoriale degli atti in esso contenuti; d'altro canto dopo un po' di tempo si considera ormai maturato un interesse di tipo culturale e storico radiantistico, per questo l'archivio viene messo a disposizione su una sezione dl sito mosse da fini di studio. La vita dell'archivio è scandita da una fase di formazione nel presente (l'archivio corrente), una fase di transito (l'archivio di deposito) ed una fase finale, senza scadenza temporale (l'archivio storico, appunto). Teoricamente ogni anno gli archivisti dovrebbero preparare la documentazione vecchia per la fase storica; nella pratica ciò avviene più frequentemente per blocchi di mesi per mesi. L'archivio diventato ormai storico viene così trasferito nella cosiddetta sezione separata (che spesso è sinonimo di archivio storico stesso), o in un archivio di concentrazione (come un Archivio di documenti), dove i radioamatori possono recarsi per visionare gli eventi o attività radioamatoriali e studiare il materiale ivi presente. L'archivio storico ha finalità "prevalentemente" culturali, ma non unicamente: si pensi agli Archivi della legislazione radiantistica, che custodiscono documenti che ancora dopo molti decenni producono effetti giuridici. Infatti gli archivi dei radioamatori vengono passati agli Archivi di Stato solo dopo alcuni anni di deposito. Le operazioni che avvengono in questa fase sono il riordinamento, la predisposizione di mezzi di corredo e strumenti per la ricerca e, infine, la predisposizione per la fruizione da parte di terzi.

Quando, per la prima volta, il compianto Bruno Moretti Turri, IK2WQA, mi parlò della Scala di Rio, rimasi sbalordito dal fatto che due ricercatori di fama mondiale, quali Ivan Almar e Jill Tarter, avessero speso il loro tempo prezioso per un lavoro surreale. Pensavo, infatti, che la stima per un ipotetico segnale di natura extraterrestre non aveva ragione di esserci, giacchè mai nessun segnale era giunto fino ad ora da altri mondi. Quindi,  una scala di stima inapplicabile! Succesivamente, in un gradito incontro a Tradate (Varese) presso l'osservatorio astronomico FOAM 13, dove Bruno collaborava con la ricerca SETI, mi spiegò come funzionava la Scala di Rio ed a che cosa serviva. Poi, a distanza di anni mi sono dovuto ricredere, anche perchè quasi ogni giorno la sonda Horizon scopre nuovi pianeti extrasolari, taluni addirittura di taglia terrestre, i quali potrebbero ospitare forme di vita! Inoltre, sempre Bruno, mi disse che la Scala di Rio sicuramente avrebbe contribuito a dissipare le fantasticherie degli UFO, dei Dischi Volanti, degli Alieni e tutte le altre teorie fantascientifiche che i mass media ci propinano continuatamente. In effetti Bruno caldeggiava tantissimo questo lavoro, anche perchè si era incontrato più volte con Ivan Almar e Jill Tarter negli USA e ne avevano lungamente discusso il contenuto. Orbene, il 24, 25 e 26 Maggio 2013, in occasione del XLVI Congresso Nazionale di Astronomia UAI che avrà luogo presso l'Osservatorio Astronomico FOAM 13 di Tradate, sarà rievocato questo storico momento segnato dal compianto IK2WQA Bruno Moretti Turri.

ik0eln Giovanni Lorusso, Life Member ad Honorem SETI Italia – Team G. Cocconi

La Scala di Rio

Gruppo di Studio Permanente SETI
dell'Accademia Internazionale di Astronautica

Titolo originale:

Traduzione in italiano di  lt Bruno Moretti Turri IK2WQA
Pubblicazione a cura di  SETI ITALIA G. Cocconi

Introduzione
Quasi tutti hanno familiarità con la Scala Richter che quantifica la gravità di un terremoto.
Possiamo similmente quantificare l'importanza di un segnale candidato SETI?
La Scala di Rio è solo un tentativo di fare ciò.
È una ordinaria scala da zero a dieci, usata per quantificare l'impatto di ogni annuncio pubblico
riguardo all'evidenza di intelligenza extraterrestre.

Il concetto fu proposto per la prima volta a Rio de Janeiro in Brasile (da ciò il suo nome)
da Iván Almár e Jill Tarter in una relazione presentata al 51° Congresso Astronautico
Internazionale, 29° Riunione di Revisione sulla Ricerca di Intelligenza Extraterrestre,
nell'ottobre 2000. Sotto la loro direzione, i membri del Comitato SETI dell'IAA,
Accademia Internazionale di Astronautica (ora Gruppo Permanente di Studio SETI dell'IAA)
hanno adottato ufficialmente la Scala di Rio nel 2002, e hanno continuato a lavorare per
raffinarla e perfezionarla per portare obiettività alla altrimenti soggettiva interpretazione
di ogni affermazione di scoperta di ETI.

Precedenti
In molti modi, un annuncio pubblico di scoperta dell'intelligenza extraterrestre avrebbe conseguenze
sociali simili all'annuncio dell'impatto imminente di un grande asteroide.
Pubblicata nel 1997, la cosiddetta Scala di Torino quantifica il significato di tale minaccia potenziale.
La bidimensionale Scala di Torino prende in considerazione sia il danno potenziale dell'impatto
asteroidale che la probabilità di collisione con la Terra.
La Scala di Rio descritta qui prende pesantemente in prestito lo schema della Scala di Torino.
Similmente tenta di quantificare l'importanza relativa di un evento raro, nei termini del suo potenziale
impatto sociale e di credibilità dell'evidenza, presentati.

Struttura
Come originalmente proposta e in seguito raffinata,
la Scala di Rio (RS, Rio Scale) è matematicamente definita come:

RS = Q x delta

dove Q, un livello stimato di conseguenze, è la somma di tre parametri (classe del fenomeno,
tipo di scoperta e distanza) e delta rappresenta la credibilità stimata di una scoperta presunta.
Il valore per Q è quantificato facilmente come una funzione della classe del fenomeno riportato,
il tipo di scoperta e la distanza valutata alla fonte del fenomeno scoperto.
Il valore assegnato a delta è più soggettivo, ed è probabile il suo variare nel tempo
e tra diversi osservatori.

Si dovrebbe notare che la Scala di Rio è uno strumento dinamico di analisi, piuttosto che statico.
Durante lo studio di ogni inspiegato evento SETI, da come è condotta la ricerca e dalle misure
di verifica perseguite, continuamente si rendono disponibili informazioni nuove le quali avranno
un impatto sulle nostre percezioni sul significato e sulla credibilità della scoperta affermata.
Così, il valore della Scala di Rio assegnato a qualsiasi scoperta SETI può cambiare
significativamente (verso l'alto o verso il basso) col tempo.

Calcolatore della Scala di Rio
Se stai usando un browser abilitato per Java Script, puoi seguire questo
Collegamento al Calcolatore interattivo della Scala di Rio.
Le scelte di selezione abilitano l'utente ad entrare rapidamente nei dettagli di ogni scoperta
(ipotetica o attuale) da analizzare.
Il software del Calcolatore calcola poi il valore di Scala di Rio risultante per l'evento sotto studio.
Noi invitiamo i membri della comunità scientifica e la stampa ad usare questo strumento per valutare i valori di Rio durante l'analisi di eventi candidati SETI ed assegnare valori
di Scala di Rio nel quantificare le loro stime dell'importanza di ogni presunta scoperta.

Lavoro in evoluzione
La Scala di Rio è un lavoro in evoluzione.
Si intende che le informazioni presentate su questa pagina web sono usate da membri
del Gruppo Permanente di Studio SETI dell'IAA allo scopo di sviluppare ulteriormente
questo strumento di ricerca.
Gli utenti dovrebbero aspettarsi che questa pagina della Scala di Rio e il Calcolatore
della Scala di Rio collegato dal paragrafo precedente, cambierà a volte su discrezione
del Gruppo Permanente di Studio SETI dell'IAA.
La versione corrente contenuta qui, Revisione 1.2, fu accettata ufficialmente dal Gruppo
Permanente di Studio SETI dell'IAA nel suo convegno del 2003 a Brema e,
pendenti revisioni future a riunioni susseguenti, è stato sottoposto
all'Accademia Internazionale di Astronautica per l'adozione formale.

Referenze
Clicca sui collegamenti sotto per ottenere copie di varie relazioni (in inglese) riferite allo sviluppo della Scala di Rio.
Questi documenti (in PDF) sono Copyright © proprietà letteraria riservata
dell'Accademia Internazionale di Astronautica e dei loro rispettivi autori.

* Iván Almár and Jill Tarter, 2000,  lt The Discovery of ETI as a High-Consequence, Low-Probability Event
* Iván Almár, 2001,  How the Rio Scale Should Be Improved
* Seth Shostak and Iván Almár, 2002,  The Rio Scale Applied to Fictional "SETI Detections"
* H. Paul Shuch, 2003,
* Iván Almár, 2005,  Quantifying Consequences Through Scales
* Iván Almár and H. Paul Shuch, 2005,  The San Marino Scale: a new analytical tool for assessing transmission risk

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